MAMMOGRAFIA:quello che non dicono…..

Mammografia: quello che non dicono…

AutoremarceellopamioPubblicato1 Febbraio 2019FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraShare

Video di Marcello Pamio

Basandosi su studi ufficiali e pubblicati – cerca di spiegare quali potrebbero essere i rischi intrinseci dello screening più diffuso tra le donne: quello della mammella!

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LA GRANDE MELA MARCIA.

La Grande Mela marcia: «nascita parziale» e assassinio di bambini

AutoremarceellopamioPubblicato31 Gennaio 2019Apre in una nuova finestraApre in una nuova finestraApre in una nuova finestraApre in una nuova finestraShare


Marcello Pamio

I siti zerbinati del Sistema sono sempre al lavoro.
Individui che invece di andare a timbrare il cartellino in fabbrica, o svolgere lavori socialmente utili, sono prodighi nel cercare di smontare quelle che loro definiscono “bufale”, anche se spesso e volentieri finiscono sepolti dalle loro stesse minchiate.
Questi novelli sbufalatori seriali, intervengono ogni qualvolta si debba difendere il paradigma, e proteggere quel Sistema che riempie loro il piatto, e non solo…
L’ultima notizia è quella della legge sull’aborto dello Stato di New York, di qualche giorno fa!
Secondo questi «chierichetti da tastiera» sarebbe tutta una mega bufala, perché quello che è avvenuto nello stato americano è né più né meno quello che avviene normalmente anche in Italia.

Da noi l’interruzione volontaria della gravidanza dopo i novanta giorni è possibile «quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna» o «quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna».
Questa legge nostrana (n. 194 del 22/05/1978) dimostrerebbe (per i miserrimi cacciatori di fake) la bufala della legge newyorkese.

Peccato che la legge Reproductive Health Act (Rha) approvata, interviene procedendo sia ad abrogazioni che a modifiche testuali di alcune leggi pre-esistenti. Quello che più interessa è l’articolo 25A, paragrafo primo, che stabilisce i casi in cui è possibile praticare l’aborto oltre le 24 settimane, quindi anche fino al nono mese di gravidanza!
Si prevede la possibilità di interrompere la gravidanza non solo in caso di pericolo di vita per la madre, ma anche nel caso sussista un non meglio specificato e generico pericolo per la salute («health»).
Il termine «health» rappresenta un concetto inglese che lascia aperte tutte le strade e le porte: disagio emotivo, depressione, disarmonie o separazioni in famiglia, squilibri ormonali e moltissimi altri casi.
Se per esempio una donna vive un momentaneo periodo di depressione, può essere sufficiente questo per far uccidere il feto anche dopo il sesto mese?

Un altro punto piuttosto rilevante che si distingue dalla Legge 194 italiana, riguarda il soggetto abilitato a stabilire e pesare il «pericolo per la salute della donna». Nella Rha si parla di «healthcare practitioner» che non indica necessariamente un medico: è infatti un termine generico che significa «operatore sanitario». Quindi una decisione così importante e delicata che riguarda la vita sacra che si sta formando, viene affidata alla valutazione di un «sanitario».

La «nascita parziale»
Un feto all’ottavo o nono mese è assolutamente vitale, cioè è in grado di diventare un neonato che respira indipendentemente da ausili esterni.
Se una donna al terzo o quarto mese di gravidanza non vuole o non desidera il bambino che ha dentro il grembo, può decidere di abortire e questa è una sua scelta. In questo caso il feto espulso dal corpo non è in grado di sopravvivere autonomamente.
Ma una creatura di 8 o addirittura 9 mesi è assolutamente vitale, e allora la domanda che sorge spontanea è: perché non viene indotto il parto, visto che si è arrivati alla fine delle Dieci Lune, e il frugoletto dato in adozione? Quante sono le coppie in attesa e alla ricerca disperata di un figlio?
La puerpera sarà tranquilla perché non vedrà più la carne della sua carne, la coppia a cui sarà dato in adozione sarà felicissima, e soprattutto una Vita sarà stata salvata!

Bestemmia in chiesa….troppo complicato ed eticamente non corretto: meglio assassinarlo, per poi smembrarlo, vendendo i vari pezzi all’industria farmaceutica…
Ecco come avviene l’uccisione con la «nascita parziale», un procedimento che ci spiega la dottoressa Silvana De Mari (medico): «si induce il parto in maniera podalica (con i piedi), quindi si fa una pratica ancor più rischiosa per la madre. Il medico afferra il bambino per i piedi, appena è uscito, ma lascia la testa dentro la vagina. Deve essere ucciso quando ha ancora la testa dentro la vagina, perché se esce e piange non si può ucciderlo altrimenti sarebbe omicidio! Quindi mentre ha ancora la testa dentro, il medico seziona il midollo spinale all’altezza delle vertebre cervicali e in questa maniera lo uccide. Tutto ovviamente senza anestesia. Il bambino impiega parecchi secondi a morire per soffocamento, anche fino a 3 minuti di agonia».
Questo abominio lo possiamo chiamare vittoria? Le donne da oggi sono più libere ed emancipate? O siamo di fronte all’ennesimo crimine contro la Vita?Apre in una nuova finestraApre in una nuova finestraApre in una nuova finestraApre in una nuova finestraShare

PSA e prostata: il grande inganno!

AutoremarceellopamioPubblicato31 Gennaio 2019FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraShare

Video di Marcello Pamio

Quello che il Sistema non ci viene a dire sull’esame diagnostico più diffuso tra gli uomini. Il PSA però a differenza di tutti gli altri esami diagnostici (glicemia, trigliceridi, ipertensione, ecc.) è un “marcatore tumorale”…

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L’agricoltura,la criminalità organizzata e l’arte del tarocco

Il fenomeno della continua ascesa della criminalità organizzata nel settore agro alimentare ha assunto proporzioni inquietanti .La sola attività della Guardia di Finanza ha permesso di porre sotto sequestro ,nel corso del 2017,e dei primi dieci mesi del 2018,beni pari a due miliardi di euro.Secondo dati recenti si sarebbero consumati ben 33.045 illeciti amministrativi e più di settemila infrazioni penali ai danni del settore agroalimentare.

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L’Italia è nel tunnel

La storia dei tunnel in questo paese ha sempre appassionato molto,particolarmente quelli dell’alta velocità.Quello della stazione Ferroviaria di Bologna e quello di Firenze,della galleria appenninica per i treni T.A.V. Firenze/Bologna. Inquieta non poco sapere che la galleria appenninica Firenze-Bologna ,lunga 73,3 km dei 78,5 complessivi della tratta,non presenta quelle condizioni di sicurezza previste,e tutto questo nella totale indifferenza istituzionale.

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