SINISTRO,L’ASSICURAZIONE FULL INCLUSIVE DEL PD.

SINISTRO»: l’assicurazione full inclusive del PD

AutoremarceellopamioPubblicato26 Agosto 2018FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraCondividi

Marcello Pamio

«SINISTRO» è il pacchetto full optional offerto dalla sinistra italiana.
Si tratta dell’assicurazione più completa e sicura attualmente in commercio. Non teme concorrenza.
Costa moltissimo, ma la copertura che garantisce è totale.
Una volta acquistata la polizza e immatricolata l’azienda, si diventa parte vitale della «confraternita».
Ma cosa offre di così interessante il pacchetto?
In caso di incidente, scandalo, bancarotta o tragedia:

  • I nomi degli interessati e delle società, saranno minimizzati o cancellati del tutto dalle notizie dei giornali mainstream che fanno parte della Famiglia, quasi tutti. I media devieranno l’attenzione, spostando le telecamere altrove e cercando altri capri espiatori.
  • La «Maglietta Rossa Ong» non verrà mobilitata, perché i loro interventi mirati – tutti concordati dalla confraternita – sono puntualmente sincronizzati con i media.
  • Vengono messi a disposizione i migliori magistrati e procuratori del Gruppo; se non riusciranno a deviare completamente le indagini, potranno dare tutto il tempo necessario per cancellare le prove…
  • Si è assistiti dai più potenti studi legali a livello mondiale: la colpevolezza diventerà innocenza, e si potrà perfino accusare il governo di turno chiedendo i danni.
  • Se lo scandalo è di tipo bancario, allora l’assistenza di un gruppo di esperti collegati con bankitaly farà pagare il debito ai correntisti.
  • Se le cose si dovessero mettere malissimo, allora l’estrema ratio sarà l’intervento diretto del Presidente della Repubblica, testimonial importante del Gruppo…

Il motto: «Fai quello che vuoi, tanto paga qualcun altro» ben rappresenta questo pacchetto full inclusive, unico nel suo genere.
Da quanto detto, sembra proprio che la famiglia Benetton abbia stipulato la polizza «SINISTRO», perché sono morte ben quarantatré persone, circa 600 sono rimaste senza casa, ma delle maglie rosse nessun traccia, né sopra né sotto il Ponte delle vergogne. I nomi Benetton e Atlantia a livello mediatico vengono quasi sempre minimizzati, come se fossero estranei alla tragedia. Anzi, forti dell’assistenza legale, sono loro che chiederanno i danni economici al governo italiano per il crollo in borsa!
I magistrati incaricati delle indagini, hanno atteso OTTO giorni prima di sequestrare «computer e telefonini» della dirigenza, dando così il tempo di far sparire eventuali prove compromettenti, come per esempio tutte le immagini delle DUE webcam sul ponte, nonostante fossero accese 24 h su 24…
Il Procuratore sulle telecamere non si è minimamente scomposto, e al momento non c’è nessun iscritto nel registro degli indagati…

Salvini non ha il SINISTRO…
Dall’altra parte la cronaca dimostra che Matteo Salvini è scoperto dalla polizza.
Il Ministro sta cercando di impedire lo sbarco di migliaia di disperati sulle nostre coste, chiedendo una equa redistribuzione del carico umano tra i vari paesi e mostrando de facto il vero volto criminale dell’Europa dei tecnocrati e dei banchieri, e ogni giorno si scontra con maglie rosse, offese pubbliche, attacchi mediatici, querele da improvvisati eroi della sinistra, e avvisi di garanzia della magistratura!
Avere o non avere SINISTRO fa la differenza!FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraCondividi

L’Italia dei kamikaze e dei clandestini

” Voglio evitare un esercito di kamikaze in Italia”

Cosi parla un ‘pentito’ della jihad che racconta i retroscena su sbarchi fantasma ma anche su persone vicine al terrorismo islamico e fa scattare il blitz dei carabinieri dei R.O.S. , nelle province di Palermo , Trapani, Caltanissetta e Brescia, con il supporto dei competenti comandi dell’arma.

Continua il pentito:” vi sto raccontando quello che so perché voglio evitare che vi troviate un esercito di kamikaze in Italia “, ha detto il pentito che da tempo collabora con i magistrati e che ha permesso di fare luce su una tratta di migranti/clandestini dalla Tunisia. L’operazione ‘Abiad’ condotta dai R.O.S. dei Carabinieri e coordinata dalla D.D.A. di Palermo , ha portato al fermo di quindici persone accusate a vario titolo di terrorismo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

” Reati questi aggravati poiché commessi avvalendosi del contributo di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività delinquenziali in più di uno stato” ,affermano gli inquirenti. L’organizzazione criminale avrebbe rappresentato “una attuale e concreta minaccia alla sicurezza nazionale” ,scrivono gli inquirenti della D.D.A. nel provvedimento di fermo. Gli investigatori parlano di “rischio terrorismo di matrice jihadista”. E scrivono ancora :”Sussistono significativi ed univoci elementi per ritenere che l’organizzazione in esame costituisca un attuale e concreta minaccia alla sicurezza nazionale poiché in grado di fornire a diversi clandestini un passaggio marittimo occulto , sicuro e celere che ,proprio per queste caratteristiche,risulta particolarmente appetibile anche per questi soggetti ricercati dalle forze tunisine, in quanto gravati da precedenti penali o di polizia. Ovvero sospettati di connessioni con formazioni terroriste di matrice confessionale”. Un modo un tantino ipocrita per definire il terrorismo islamico religioso. A chiosa una frase del capo dell’I.S.I.S. : ” Il martirio e la jihad è la sola via per aspirare al Paradiso”.

Una serena dormita a voi tutti che passivamente subite questa invasione a mutande calate.

Aldo A.

L’Italia del Parlamento e la quarta Mafia

Nella relazione conclusiva della Commissione di inchiesta Antimafia del 7 Febbraio 2018, una specifica attenzione è dedicata all’evoluzione delle diverse organizzazioni criminali presenti in Italia e alla loro progressiva espansione in aree diverse da quelle di tradizionale radicamento. L’analisi della commissione è il frutto di un approfondito confronto con esponenti del passato governo , la magistratura, le forze dell’ordine e gli enti locali. Come è accaduto in altre occasioni , al netto delle auto celebrazioni della Direzione Nazionale Antimafia, la commissione si sofferma sui numerosi arresti ai vari livelli e contestualmente deve ammettere che ” Cosa nostra,pur risultando fortemente indebolita dall’azione quotidiana di magistratura e forze dell’ordine, risulta tuttora presente in ciascuna provincia siciliana grazie ad una intatta capacità di rigenerazione, ad un ampio consenso sociale e alla sua capacità di intimidazione”. La resa dello Stato. E poi prosegue con ” Cosa nostra si infiltra inoltre nell’economia pubblica e privata grazie alla complicità dell’area grigia di professionisti,imprenditori, etc ,laddove vi sia la possibilità di ottenere ritorni economici,come ad esempio gioco e scommesse, turismo e energie alternative . Dedica particolare attenzione alla ricerca di contatti diretti o indiretti, con interlocutori istituzionali per condizionare le scelte delle amministrazioni locali ed accedere alle risorse degli appalti pubblici (di recente anche nel settore dell’accoglienza dei migranti) come testimoniato dagli scioglimenti dei comuni siciliani”. In pratica la Mafia ha il controllo pressoché totale in Sicilia.E voi credete che nel resto del territorio nazionale vada meglio ? l’ ‘ndrangheta ” risulta essere oggi l’associazione mafiosa italiana più pericolosa”. E’ sempre la stessa Commissione a scriverlo. E continua scrivendo : ” rapporto con gli uomini (donne) delle istituzioni decisamente meno conflittuale rispetto alla mafia dei corleonesi “. E continua con : ” La sua struttura familiare, nei legami di sangue,assicura la continuità delle cosche e l’assenza fino ai tempi recenti di casi significativi di collaboratori di giustizia e nel forte consenso nei territori di origine dove fortemente radicata”. In questo periodo della relazione c’è ancora una volta tutta la resa delle istituzioni, dello stato. La relazione si sofferma poi in particolare sulla “capacità di gemmazione delle ‘ndrine fuori dai confini della Calabriae dall’Italia stessa”. Le ‘ndrine come tante roccaforti dell’illegalità fattasi Stato nello Stato. Con questa violenza di medio-bassa intensità , non visibile ma estremamente efficace, la diffusione ‘silenziosa’ delle mafie nel tessuto produttivo delle aree più dinamiche e ricche, a lungo sottovalutata, si giova della disponibilità e complicità di imprenditori e professionisti locali e di un patrimonio di conoscenze e contatti che si estende su vari livelli(dal poliziotto al funzionario di banca, dal medico al dirigente della Pubblica amministrazione fino al politico) , ciò che ha permesso permesso ai clan malavitosi di “acquisire il controllo diretto o indiretto di società operanti in vari settori(edilizia,trasporti,giochi e scommesse, raccolta e smaltimento dei rifiuti) , di inserirsi anche nei lavori per la realizzazione di grandi opere”. E qui mi fermo per una riflessione: siamo proprio sicuri che non sia per questo e non per altri motivi particolari se il Ponte Morandi è venuto giù ? Siamo proprio sicuri che non sia stato ,e non per altri, che i costi di un’opera pubblica lievitano mostruosamente dopo aver vinto una gara al ribasso ?. Siamo proprio sicuri che l’invasione dei clandestini che stiamo subendo non sia altro che il risultato dello stato che abdica di fronte allo strapotere di queste mafie? “Nel traffico internazionale degli stupefacenti la ‘ndrangheta ha assunto il ruolo di broker conquistando un rapporto privilegiato con i grandi produttori e distributori centro e sudamericani : gli ingentissimi profitti sono poi reinvestiti in nuove attività , consolidando progressivamente la presenza nell’economia legale”. La relazione della Commissione parla chiaro: lo Stato era ed è a conoscenza di quanto accadeva ma preferiva il silenzio dei media asserviti..L’alternativa era un popolo consapevole in uno Stato ,con un governo in salsa sudamericana, con la DC, il PCI/PD e Forza Italia al governo negli anni in cui tutto questo accadeva. Poteva mancare la Camorra ? Anche qui un bel no !! Anche qui ci aiuta la solita relazione conclusiva della Commissione di inchiesta Antimafia del 7 Febbraio 2018 laddove scrive :” anche la Camorra svolge un ruolo centrale nel traffico di stupefacenti : senza di esso non sarebbe possibile spiegarne l’ascesa nei piani alti della criminalità mondiale. Ma il commercio delle droghe si coniuga con un penetrante controllo del territorio e una forte presenza nei mercati illegali, come ad esempio la vendita a prezzi convenienti di prodotti contraffatti di grandi marchi. Oppure in quelli legali quali l’edilizia, la grande distribuzione, turismo e forniture ad enti pubblici.Un chiaro disegno di spartizione che ovviamente nessuno vedeva. La relazione conclusiva della Commissione di inchiesta sembra sorvolare molto in alto le organizzazioni criminali straniere quando scrive: ” la relazione , riprendendo le conclusioni dell’ultima relazione DNA sottolinea il peso delle mafie straniere in Italia, colpite in alcuni casi addirittura da condanne giudiziarie per associazione mafiosa in autonomia rispetto ai gruppi criminali italiani”. Sino a qui la relazione conclusiva della Commissione di inchiesta Antimafia del 7 febbraio 2018. Ora passiamo alla concretezza della dura realtà del vivere quotidiano. Le mafie italiane non più le sole a contendersi il controllo del territorio italiano.Gruppi di criminali provenienti da almeno sette diversi stati e tre continenti stanno conquistando sempre di più posizioni di controllo nella gerarchia criminale italiana. Al vertice per pericolosità e radicamento ci sono gli albanesi che stanno rapidamente scalando posizioni , soprattutto nelle regioni del nord-est . Meno visibile ma molto pericolosa in proiezione futura , per i collegamenti internazionali, c’è la mafia cinese e nigeriana. In forte crescita numerica, ma ancora in una posizione subordinata , troviamo i criminali rumeni.Poco radicata sul territorio ma specializzata nel settore finanziario c’è la mafia russa.Le ultime posizioni sono occupate da ucraini (prostituzione) e marocchini (spaccio di stupefacenti al dettaglio). La criminalità organizzata italiana è sempre stata pronta a stabilire collegamenti e rapporti con i gruppi internazionali . Hanno un ormai storica rilevanza i legami con la Mafia statunitense, colombiana e turca. Le mafie , in buona sostanza, hanno saputo valorizzare la globalizzazione dell’economia e le opportunità che questa può creare. Ma come sono distribuite lungo lo stivale le diverse comunità ? Le gang sudamericane e i cinesi al nord, nigeriani e russi al centro-sud, gli albanesi lungo tutto lo stivale. Gestiscono il narcotraffico , la tratta di esseri umani,la prostituzione. Infettano l’economia con il riciclaggio del danaro sporco, nel frattempo si associano a campani e calabresi, siglano patti di non belligeranza con i siciliani e lavorano insieme ai pugliesi della Sacra Corona Unita. Da Torino a Palermo . Non ci sono solo gli affari della ‘ndrangheta, della, della Camorra, di Cosa nostra ad imperversare . Al contrario. Nel 2017 il nostro stato stato si è trasformato in importatore di associazioni criminali straniere. A raccontare lo sbarco delle economie criminali straniere è stata la relazione del procuratore Franco Roberti del 2017. Quasi mille pagine . Nella relazione della D.N.A. c’era per la prima volta l’analisi degli investigatori sugli affari in Italia delle mafie straniere. Tra il primo luglio 2015 e il 30 giugno 2016 sono stati 1.555 gli italiani accusati di associazione mafiosa e 570 gli stranieri. Praticamente un reato per mafia su quattro è compiuto da un cittadino straniero. E’ per questo che il Presidente Mattarella, il Papa Bergoglioe le ong li definiscono “risorse” ?

Aldo A.

ORRIBILE PRESENTIMENTO,NESSUNO RICOSTRUIRA’ IL PONTE MORANDI E SALVINI IN GALERA.

Ho un orribile presentimento: nessuno ricostruirà il Ponte Morandi. E Salvini in galera.

AutoremarceellopamioPubblicato25 Agosto 2018FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraCondividi

Maurizio Blondet  – 23 agosto 2018 

Allora,  sunteggiamo le iniziative della magistratura.
Il pm di Agrigento sale sulla «Diciotti» e apre un fascicolo «contro ignoti» per «sequestro di persona». Ha di mira Salvini, ovviamente.
Pm di Genova: manda la Finanza negli uffici di Autostrade a sequestrare «computer e telefonini» della dirigenza.
Otto giorni dopo il collasso del Ponte Morandi. Dicesi otto giorni.
Tanto tanto tempo per cancellare le email, far sparire i video (già fatto), azzerare i server, insomma far sparire prove?  Domando, mi limito a domandare.

Commento di uno che passa (io non c’entro, signor giudice):
«In un paese normale la magistratura avrebbe sigillato immediatamente uffici e server di Autostrade per l’Italia, per evitare manomissioni e distruzione di prove».
«Se durante lavori ristrutturazione di un condominio si stacca cornicione e ci scappa il passante morto giorno dopo sono indagati per omicidio colposo: Amministratore Condominio, Ing. Direttore dei lavori, Responsabile Sicurezza Cantiere, Titolare Impresa. A Genova ad oggi nessuno»: un ex amministratore di condomini. Lo perdoni, signor giudice.

Un altro: «Mi preoccupa molto come sta avendo la magistratura. Passata una settimana non abbiamo ancora un iscritto al registro degli indagati».
Una settimana, e nemmeno non solo un imputato, nemmeno formulato un capo d’imputazione. Non sanno di cosa accusare chi.

Titolo di giornale del 20 agosto:
Genova, la Procura: «Cerchiamo filmato del crollo. Per ora nessun indagato».
Il filmato del crollo che non c’è più. Hanno sequestrato le macerie, ma ancora non hanno perquisito la sede della concessionaria.
Passano i giorni.
Commento di uno che passa (io ne prendo vigorosamente le distanze, signor procuratore)
«Ovvero: stiamo disperatamente prendendo tempo per trovare un modo per salvare i Benetton».

Un altro (ma io mi dissocio):
«Come mai l’iscrizione nel registro degli indagati è sempre un ‘atto dovuto’ e stavolta dopo una settimana… Nessuno! Devono ancora capire come si chiama la società che gestiva, e gestisce tuttora, quella strada? Stanno cercando l’indirizzo?».

Un altro che passa: «Ho un orrendo presentimento».
Da questo commento non mi dissocio. Ho un orrendo presentimento anch’io. Dovuto alla mia esperienza di vecchio giornalista.
Rafforzato dal fatto che i Benetton non solo hanno offerto una cifra ridicola alle vittime del disastro, ma dopo qualche ora, hanno ripreso sicurezza e, stanno cominciando ad accusare il governo di aver fatto cadere il titolo. Non è stato il crollo del ponte a farlo cadere in Borsa, ma gli strilli di Salvini e Di Maio contro la società concessionaria, a cui il governo precedente ha abbandonato un monopolio naturale, lo libertà di fare profitti che emulano soltanto lo spaccio di droga, e l’autocontrollo sugli investimenti: che infatti sono un terzo di quelli pattuiti e necessari.

Insomma: sono loro, i Benetton, che pretendono i danni dallo Stato. Lo fanno con uno stuolo di avvocati potentissimi, fra cui la nota Paola Severino: quella che ha fatto la ministra della “giustizia” nel governo Monti, per sottolineare da che parte sta. Nessun sospetto di conflitto d’interesse, tutto legale. Ovvio, questi si sono fatti le leggi a loro vantaggio, dunque tutto ciò che fanno loro è legale per definizione.
Io ho un bruttissimo presentimento: non avrete mai più il vostro ponte, o genovesi. Non lo rifaranno certo i Benetton – perché dovrebbero spenderci un centesimo, ormai? – né potrà farlo il governo, perché dovrà rifondere i miliardi necessari agli “azionisti” di Atlantia, oltre che ai Benetton che sono stati così danneggiai dalle esternazioni di Salvini.
Tenete d’occhio soprattutto la class action americana, avviata dallo studio legale Bronstein, Gewirtz & Grossman” (jjj) il quale «sta esaminando potenziali rivendicazioni per conto di acquirenti» dopo che, sulla notizia della possibile revoca della concessione e di una sanzione «il prezzo delle azioni è sceso di 1,66 dollari, o del 13,7%, per chiudere a 10,45 dollari il 16 agosto».

La Class action non lascerà che le briciole in Italia
Questo studio legale vanta speciale «competenza nella ricerca aggressiva di richieste di contenzioso».  Chi conosce queste capacità aggressive, sa già cosa accadrà: si prenderanno tutti i miliardi gli americani per conto dei loro azionisti, poi Atlantia opportunamente «fallirà», ossia resterà senza un soldo insomma; ai genovesi e alle vittime non resteranno nemmeno le briciole.
Anche perché era fin dall’inizio chiaro che i Benetton, di soldi loro, non ne hanno messo uno. «Non hanno investito niente, comprarono Autostrade con i soldi di Autostrade», come ha spiegato il trader Gianni Zibordi.
Hanno creato una società apposta che ha fatto un debito immane, poi – ottenuta la concessione da ProdiD’Alema e soci – l’hanno fusa con Autostrade, a cui hanno accollato l’immane debito: «Hanno fatto il debito e lo stanno ripagando coi profitti del pedaggio – queste sono vere rapine, non quelle in banca», commenta Zibordi. Che non lo senta un PM, perché potrebbe aprire un fascicolo contro di lui per diffamazione: tutto ciò che i Benetton hanno fatto è perfettamente legale. Per forza. Dimostra chiaramente che stavano ancora pagando il debito coi pedaggi; finita la concessione, finiti i pedaggi, eccoli nullatenenti.
Naturalmente, restano miliardari. «Chiunque legga bilanci di Atlantia e Autostrade sa che i profitti netti sono stati più di 12 miliardi dal 2001 e le tasse che pagano sono circa un 24%….».
Ma andate pure a reclamare i loro possedimenti fra i Mapuche. O in Lussemburgo il paradiso fiscale nel centro della UE.

Manifesto: sempre dalla parte dell’azionista
Uno che passa: «E’ la procura di Genova, ragazzi» (mi dissocio).
Claudio Borghi «il PM che ha disposto il sequestro dei conti della Lega».
http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/09/15/pm-genova-non-contro-lega-ma-pro-camere_8f26623a-9697-4da9-a67b-2a95ce3dafbb.html

Francesco Cozzi, il PM che ha aspettato otto giorni prima di far perquisire gli uffici di Autostrade ed elevare un’imputazione, risulta dalla sua biografia ufficiale, è stato «direttore dell’Ufficio rapporti con il Parlamento nel Gabinetto del Ministro della Giustizia prof G.M. Flick».
Insomma, il pm Cozzi ha avuto un incarico altamente politico e di parte nel governo Prodi. Uno (maggio ’96-ottobre ’98), ed ora stava occupandosi di colpire la Lega “dando la caccia” ai suoi miliardi scomparsi, quando è crollato il ponte: proprio in tempo, era stato appena nominato procuratore capo a Genova.
Non c’è qui un conflitto d’interesse? Non ha dato prova, il dottor Cozzi, di militare politicamente  per la parte politica avversa all’attuale governo, quella che ha tutto da perdere se un giudice solleva il segreto di Stato sulla concessione di Autostrade, e lo scambio di favori che non può non nascondere?

Non lo chiedete però, perché aprono un fascicolo contro di voi perché avete mancato di rispetto. E sono un sacco di spese, anche nel caso (improbabile) che veniate assolti.
Chiedere lo spostamento dell’istruttoria per legittima suspicione? Non scherzate – e non mancate di rispetto. Per queste cose, la magistratura ha tutto il tempo.
Per la mia diretta esperienza (avevo intervistato il tassista Cornelio Rolandi appena tornato da Roma dove aveva riconosciuta Valpreda come il passeggero che aveva portato a Banca dell’Agricoltura il 12 dicembre 1969), fui chiamato a Catanzaro dove l’ennesimo processo era stato spostato “per legittima suspicione”, dopo sentenze di Cassazione: dieci anni dopo. Il tassista Rolandi era morto da anni, anche se aveva lasciato una dichiarazione giurata sul letto di morte in cui confermava che il passeggero era Valpreda. Vista la convocazione con le solite minacce se non mi presentavo, mi feci il viaggio in treno da Milano a Catanzaro. Confermai ciò che avevo scritto nell’articolo, apparso su «La Domenica del Corriere», sotto il Natale 1969. Il presidente della Corte mi intimò di esibire il taccuino degli appunti di allora: di dieci anni prima. Dissi che non l’avevo tenuto, avendo però scritto l’articolo su «La Domenica del Corriere». «Bel giornalista è lei!», mi disse. Io avrei dovuto rispondere: «Bei giudici siete voi, che in dieci anni ancora non avete dato un colpevole alla strage di piazza Fontana».  Ma naturalmente tacqui.

Per il motivo che Pierpaolo Pasolini aveva scritto sul «Corriere» il 28 settembre 1975, dopo aver esordito: «Gli italiani vogliono consapevolmente sapere quale sia la realtà dei cosiddetti golpe fascisti.
Gli italiani vogliono consapevolmente sapere da quali menti e in quale sede sia stato varato il progetto della «strategia della tensione» (prima anticomunista e poi antifascista, indifferentemente).
Gli italiani vogliono consapevolmente sapere chi ha creato il caso Valpreda.
Gli italiani vogliono consapevolmente sapere chi sono gli esecutori materiali e i mandanti, connazionali, delle stragi di Milano, di Brescia, di Bologna.
….concludeva:
«Ma, mentre contro gli uomini politici, tutti noi, cari colleghi della ‘Stampa’, abbiamo coraggio di parlare, perché in fondo gli uomini politici sono cinici, disponibili, pazienti, furbi, grandi incassatori, e conoscono un sia pur provinciale e grossolano fair play, a proposito dei Magistrati tutti stiamo zitti, civicamente e seriamente zitti.
Perché?
Ecco l’ultima atrocità da dire: perché abbiamo paura».
http://videotecapasolini.blogspot.com/2015/11/pasolini-il-mondo-28-agosto-1975-il.html

Un mese più tardi, Pasolini venne ucciso.

Sarà così anche stavolta. Fra dieci anni, forse, la “giustizia” rifarà il processo che Cozzi ha cominciato, mandandolo per legittima suspicione che so, a Potenza, a Roccella Jonica, in un posto del Sud difficile da raggiungere. Nel frattempo, Salvini sarà in galera, i Benetton liberi, e liberi i Delrio, i Letta che stanno nei loro consigli, i Renzi e i Gentiloni, tutti quelli che hanno stipulato loro la concessione senza  che spendessero un soldo dei loro, prolungando la concessione per decenni (perché potessero pagare il debito). Sarà libero Mario Draghi che ha comprato per la Banca Centrale azioni di Atlantia…
«Nel conto mettere anche i bond Atlantia ed autostrade comprati dalla #ECB stampando moneta per acquistare debito corporate …il 25% degli acquisti totali è fatto sul primario. ‘funding secure’».
La BCE che non compra titoli di debito pubblico direttamente dagli Stati, sul primario, (perché sono corrotti), però compra titoli di debito privati direttamente da privati che lucrano indebitamente da un monopolio naturale.
Ci ha investito anche Draghi…l’Europa…
Ma non mettiamo troppa carne al fuoco.

Una cosa posso dirvi per certo: che il ponte non sarà mai ricostruito, le famiglie mai risarcite, e voi genovesi – metterete ore per andare da ponente a levante. Se ci sarete ancora dei genovesi, chiaro: il porto ovviamente avrà perso il suo traffico, a vantaggio di Marsiglia, e non avrete più decine di migliaia di posti di lavoro (non mi dispiace per via dei camalli, pagatissima lobby rossa, avrà quel che si merita).  Vi conviene migrare.
Ovviamente il 60% della popolazione italiana sarà composta da negri – pardon, di immigrati e bambini che fuggono dalle guerre e dalla fame, perché la Diciotti sarà stata rimessa ad emulare «Open Arms» ed «Aquarius». Ogni giorno, i media vi ricorderanno quanto siete razzisti, perché uno avrà lanciato un uovo contro un “rifugiato” o un controllore reagito dopo essere stato picchiato dalle bande di nigeriani….

Ma è colpa vostra, italiani.
Perché non avete ascoltato il consiglio urgente di Danilo Quinto, fuoriuscito dai Radicali perché convertito alla fede, e rimasto grande animale politico:
«Di fronte all’ennesima iniziativa della magistratura contro Salvini, ai processi mediatici che ogni giorno Salvini subisce, a una Guardia Costiera che non obbedisce agli ordini ricevuti, bisogna agire nell’immediatezza, convocando il popolo italiano ad una grande, immensa manifestazione di piazza. Fatelo subito ed azzerate le responsabilità a tutti i livelli nei Ministeri, prima che sia troppo tardi».
Forse è già tardi.
Come sempre, quando l’oligarchia sinistra perde, a fare il lavoro entra “la giustizia”. Frase che immediatamente mi rimangio, mi scusino le procure.

(Avrei solo una domanda. Al dottor Piercamillo.  Quello che voleva rivoltare l’Italia come un calzino, l’eroe di Mani Pulite, quello per cui la magistratura è pura e la politica è corrotta, oggi capo dell’ANM il potentissimo sindacato dei giudici. Ma non oso fargliela: perché ho paura, dottor Piercamillo.

Si faccia i complimenti da solo)

Tratto dal sito di Maurizio Blondet https://www.maurizioblondet.it/ho-un-orribile-presentimento-nessuno-ricostruira-il-ponte-morandi-e-salvini-in-galera/ FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraCondividiPubblicato25 Agosto 2018AutoremarceellopamioCategorieEconomiaMassoneriaNWOTagatlantiabenetton,diciottigenovaimmigratimagistraturamorandinaviponteprocura

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APOLOGIA DEL “BUCO FRONTALE”

Apologia del «buco frontale»

AutoremarceellopamioPubblicato25 Agosto 2018FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraCondividi

Marcello Pamio 

Bernarda, fagiana, farfallina, fica, fessa, fregna, gnocca, micia, mona, paciana, passera, patacca, patata, patonza, pertugio, prugnetta, sorca, topa, vulva…e chi più ne ha più ne metta. 

Stiamo parlando, se qualcuno ancora non lo ha capito, della vagina: «luogo di piacere e fonte di vita», nonché «centro anatomico femminile e attrazione irresistibile per il maschio fino a farsi sineddoche stessa della donna (che figa!)»[1].
Ebbene, tutti questi colorati sinonimi dovranno sparire dall’enciclopedia Treccani(dove sono state presi molti dei nomignoli riportati sopra) e dal Dizionario della lingua italiana.
Il motivo è che il termine «vagina» non sarebbe «gender-inclusive», ovvero non rappresenterebbe tutte le identità e tutti i generi sessuali, pertanto non va bene.

Ecco la nuova tendenza diffusa da «Healthline», un importante provider californiano fondato dal dottor James Norman, medico endocrinologo.[2]
Al posto di vagina, sarebbe opportuno utilizzare un termine più neutro e versatile, per esempio consigliano «front hole», cioè «buco anteriore».[3]
Era ora che qualcuno dicesse basta alla «vagina»! Oramai è una parola desueta e strausata dalle femministe degli anni Settanta (assieme all’«utero»). Hanno finalmente compreso che il termine «vagina» esercita una violenza inaudita, una coercizione insopportabile sulle povere persone con «disforia sessuale» o «non cis-gender» (quelle in cui identità e genere sessuale coincidono) o «fluide» o «trans» o fuori dal binarismo sessuale maschio/femmina.
L’alternativa proposta del «buco anteriore», come era da immaginarsi, sta già riscuotendo successo nella comunità sempre più in crescita LGBTQIA (lesbian, gay, bisexual, transgender, queer, intersex e asexual).

La provocazione riportata dal portale deve avere però scatenato le ira delle persone con ancora un encefalo funzionante dentro la scatola cranica, perché il 21 agosto 2018 il team editoriale di Healthline è intervenuto pubblicando un articolo chiaramente sulla difensiva, mettendo le mani avanti fin dal titolo: «We’re not renaming the vagina», «Non stiamo rinominando la vagina».
Scrivono infatti che nella «Guida sicura al sesso» della LGBTQIA, usano «sia il ‘buco anteriore’ che la ‘vagina’. Il ‘buco frontale’ è uno dei numerosi termini accettati per i genitali che utilizziamo specificamente per alcuni membri della comunità trans che si identificano con esso. In nessun caso in questa guida stiamo dicendo che vogliamo sostituire la parola vagina».[4]
Tirare il sasso e nascondere la mano rientra nella strategia di propaganda.
Ne parlano, innescano il dibattito e lo scontro… ma intanto la «Finestra di Overton» si spalanca…

Dalla Neolingua al rimodellamento dell’uomo
Per capire il motivo di queste aberrazioni linguistiche può aiutare la lettura del romanzo «1984», il capolavoro di George Orwell.
L’idea di «neolingua» descritta da Orwell è infatti esemplare.
La neolingua ha uno scopo preciso: eliminare ogni tipo di pensiero diverso da quello del Regime (personificato dal partito principale Socing) e restringere al massimo la sfera d’azione del pensiero.
Il Regime, come strumento di controllo mentale e sociale, ha creato la neolingua: una forma di comunicazione ridotta all’osso, ma ricchissima di abbreviazioni e neologismi.
Così facendo anno dopo anno i vocaboli si riducono sempre più per lasciare posto ad altri più consoni al Sistema…

«Fine della Neolingua non era soltanto quello di fornire un mezzo di espressione per la concezione del mondo e per le abitudini mentali proprie ai seguaci del Socing, ma soprattutto di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero».

E’ inquietante se pensiamo che la lingua, con la sua ricchezza di vocaboli, permette di forgiare l’intera visione del mondo! Quindi non è così strano assistere alla soppressione di significati eterodossi.
La soppressione è infatti uno dei cardini della neolingua.
Qualche esempio? Termini come «padre» e «madre», «mamma» e «papà», violando i diritti della comunità LGBTQIA (non rispetterebbero le nuove realtà familiari) sono sostituiti con i più neutri «genitore 1» e «genitore 2».
Tale modifica è già diventata realtà: nel sito del Ministero dell’Interno (in tantissimi altri siti istituzionali) sui moduli per la carta d’identità elettronica era riportato “genitore 1” e “genitore 2”. Per fortuna il ministro Matteo Salvini è intervenuto facendo modificare il sito web e ripristinando la definizione “madre” e “padre”.[5]
Ora si vuole sostituire la «vagina» con il più neutro «buco frontale», ecc.
Attenzione che le modifiche alla lingua NON sono delle banali provocazioni, ma modificazioni che agiscono ad un livello più profondo della forma, quello della semantica. Ciò che viene a mancare non è tanto la parola, ma il significato ad essa associato.[6]
Per assaporare il senso di quanto detto, di come le parole vengono modificate e create per uno scopo ben preciso, la lettura della «Guida sicura al sesso» pubblicata da Healthline è magistrale.

Guida sicura al sesso
La Guida al sesso descrive il consenso, le malattie trasmissibili sessualmente, i vari tipi di sessualità, i metodi di protezione (profilattici, ecc.) e dulcis in fundo quelle che sarebbero le differenze di identità di genere e gli orientamenti sessuali.

Ecco l’elenco di identità di genere («Gender Identity»). Occhio alla neolingua…

Cisgender
Parola usata per descrivere qualcuno la cui identità di genere è la stessa del sesso che è stato loro assegnato alla nascita.

Trans
Termine generico che spesso include chiunque possa identificarsi come transgender (un’identità di genere che descrive qualcuno che non si identifica esclusivamente con il sesso che gli è stato assegnato alla nascita), genderqueer, nonbinary, transfemminile, transmasculine, agender e molti altri. Proprio come le persone cisgender, le persone che si identificano come trans possono avere qualsiasi orientamento sessuale: etero, gay, bisessuale, queer, lesbico o asessuale.

Genderqueer
Si tratta di un’identità di genere usata da persone che fanno cose che sono al di fuori della norma del loro genere reale o percepito. A volte questa etichetta si sovrappone all’etichetta dell’orientamento sessuale.

Nonbinary
E’ un’etichetta di identità di genere che descrive coloro che non si identificano esclusivamente come maschi o femmine. Ciò significa che una persona «non binaria» può identificarsi come maschio e femmina, parzialmente maschile, parzialmente femminile, né maschio né femmina. Alcune persone non binarie si identificano come trans, mentre altre no.

Transfeminine
Termine generico usato per descrivere qualcuno che è stato assegnato maschio alla nascita e si identifica con la femminilità. Qualcuno che si identifica come transfemminile può anche identificarsi come donna trans o donna.

Transmasculine
E’ un’identità di genere che descrive qualcuno che è stato assegnato alla femmina alla nascita, ma si identifica con la mascolinità. Qualcuno che si identifica come transmascolino può anche identificarsi come un uomo trans, una donna trans o un maschio.

Agender
Parola usata per descrivere coloro che non si identificano con alcun genere o che non possono riferirsi a termini o etichette di genere. A volte le persone assumono che coloro che si identificano come agitatori si identificano anche come asessuati, ma questo non è vero. Gli agender possono avere qualsiasi orientamento sessuale.

Lentamente stanno inserendo nella lingua di uso comune vocaboli e termini che fino a qualche anno fa avrebbero trovato posto solo nei romanzi di fantascienza.
Ecco l’elenco degli orientamenti sessuali («Sexual Orientations»), sempre pubblicato nella Guida.

Eterosessuale
E’ un orientamento sessuale per descrivere l’attrazione fisica, emotiva e sessuale di persone che hanno un genere diverso dal loro.

Gay
E’ un orientamento sessuale per descrivere una persona che è emotivamente, romanticamente o sessualmente attratta da persone dello stesso sesso e talvolta usata da una persona che si identifica come uomo e che è attratto da altri uomini.

Lesbica
E’ un orientamento sessuale per descrivere una persona che si identifica come donna e che è emotivamente o sessualmente attratta da altre donne.

Bisessuale
E’ un orientamento sessuale per descrivere una persona che è emotivamente o sessualmente attratta da due o più generi; spesso significava attrazione per le persone con il proprio genere e altri generi.

Queer (Strano)
E’ un orientamento sessuale per descrivere una persona i cui sentimenti di attrazione emotiva o sessuale non si adattano a categorie predeterminate.

Asessuale
E’ un orientamento sessuale per descrivere una persona che non sperimenta l’attrazione o il desiderio sessuale verso altre persone, ma può provare un’attrazione romantica.

Pansessuale
E’ un orientamento sessuale usato per descrivere una persona che è emotivamente o sessualmente attratta dalle persone indipendentemente dal sesso

Conclusione
A breve non potremo più parlare se non attraverso la neolingua.
Con la scusa dei diritti e delle libertà, stanno modificando irreversibilmente il «genio» della lingua e l’antropologia dell’uomo.
Spariscono parole come «papà» e «mamma», perché offensive nei confronti di lesbiche e gay; spariscono la festa della mamma e del papà perché offensive ai bambini privi di genitori o con due “mamme” lesbiche o due “papà” gay e via dicendo. Gli esempi purtroppo sono numerosi.
Qual è lo scopo? Si chiama omologazione globale: vogliono cancellare le differenze, le diversità per renderci tutti uguali. Demolire le identità sociali, religiose, politiche, culturali e ovviamente sessuali.
Questo avverrà attraverso la distruzione del concetto stesso di famiglia, perché questa strana e antiquata istituzione è un ostacolo enorme ai loro progetti. Un uomo privo di valori e senza punti di riferimento, per esempio la famiglia, è un uomo facilmente manipolabile.

Ricordiamo che un bambino, per crescere e diventare un adulto sano e libero, ha bisogno di DUE figure ben precise: la madre (l’uovo) e il padre (il seme). Questi due ruoli, con tutte le difficoltà dei casi, con tutte le discordanze e i condizionamenti che possiamo criticare all’infinito, da sempre sono state le due figure basilari, il modello da trasmettere e che verrà emulato a loro volta dai bambini.
In natura la prole viene partorita e nutrita da una madre e protetta da un padre.
La dicotomia maschile/femminile è sempre esistita e sempre esisterà: Luna (madre) / Sole (padre); Terra (madre) / Cielo (padre), ecc.
Sta avvenendo la distruzione completa dell’essere uomo, partendo dalle fondamenta della famiglia stessa, e arrivando a tutti gli altri ambiti (spirituale, culturale, economico, ecc.).
Un uomo privo di storia e di cultura è un uomo che non conosce il passato e non sa cosa aspettarsi nel futuro, quindi non può vivere bene il presente.[7]
Un uomo scollegato dalla propria vera e unica origine, i mondi spirituali, è un uomo che vive una falsa esistenza proiettata nella materia e per la materia, gestito e manipolato da forze molto basse…
In tutto questo bailamme, associazioni molto potenti come LGBTQIA ci sguazzano e giocano un ruolo cruciale.

Verrebbe a questo punto la tentazione di mandarli tutti a fare in culo, ma poi la neolingua che mi ha infettato il DNA me lo impedisce, perché usando male il «culo» che rappresenta uno degli “strumenti” principi per alcune categorie, si potrebbe offendere la suscettibilità di qualcuno o viceversa suscitare strani pensieri… Per cui non mi rimane altro che mandarli a fare un saltino nel «foro posteriore»…

[1] «La mia apologia della vagina», http://www.lintellettualedissidente.it/non-categorizzato/la-mia-apologia-della-vagina/

[2] «Non chiamatela vagina, è discriminatorio! Meglio “buco anteriore”», Simonetta Sciandivasci, www.ilfoglio.it/societa/2018/08/22/news/non-chiamatela-vagina-e-discriminatorio-meglio-buco-anteriore-210601/

[3] Idem

[4] https://www.healthline.com/health/lgbtqia-safe-sex-guide/response#1

[5] «Salvini: ‘Ora basta con genitore 1 e 2. Ho ripristinato padre e madre’», www.ilgiornale.it/news/politica/ora-basta-genitore-1-e-2-ho-ripristinato-padre-e-madre-1563767.html

[6] «La neolingua in 1984: una riflessione», Maria Fiorella Suozzo –  10 maggio 2017, www.lacooltura.com/2017/05/la-neolingua-in-1984-una-riflessione/

[7] «L’ideologia Gender e la distruzione della famiglia», Marcello Pamio https://disinformazione.it/2018/05/28/lideologia-gender-e-la-distruzione-della-famiglia/FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraCondividiPubblicato25 Agosto 2018AutoremarceellopamioCategorieBambiniControlloNWOTagassociazione lgbtbambini,dirittifigagayguida al sessohealthlinelesbicalesbicheLGBTQIAneolinguaorwell 1984patata,sessovagina

DAL BRITANNIA ALLE PRIVATIZZAZIONI.

Dal Britannia alle privatizzazioni passando per il Ponte…

AutoremarceellopamioPubblicato23 Agosto 2018FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraCondividi


I primi a lanciare l’allarme sul Ponte Morandi sono stati i responsabili di «Autostrade per l’Italia» nel 1994. La società all’epoca era pubblica.
Motivo dell’allarme: il ponte era stato progettato per sostenere un traffico giornaliero di 20 mila automezzi, mentre già nel 1994 ne passavano 60 mila.
A seguito dell’allarme il governo di Silvio Berlusconi (1994-1995) stanzia 40 miliardi di lire per interventi di urgenza, e subito dopo approva il progetto chiamato «Passante di Genova».
Cominciano così bandi, commesse, appalti e tutto ciò che serviva per iniziare i lavori.
Ma il governo Berlusconi cade nel 1995, e arriva per un solo anno quello di Lamberto Dini (1995-1996), per poi lasciare il posto a Romano Prodi (1996-1998).
Il ministro dei Trasporti e della navigazione (1996-1998) è un certo Claudio Burlando del PD, ex sindaco di Genova (1992-1993) ed ex governatore della Regione (2005-2015).
Iniziano così le prime forti opposizioni al progetto che arrivano dalla sinistra radicale, con in testa Rifondazione Comunista, che nel governo aveva un certo peso.
Il Ministro, per salvare il governo Prodi, boccia il progetto.
Quindi la prima bocciatura del cosiddetto «Passante di Genova» fu opera della sinistra!

Una volta bocciato il progetto la società Autostrade bloccò tutto pagando perfino le penali alle imprese che avevano vinto gli appalti e iniziato i lavori.
Ritorna in carica il governo Berlusconi (2001-2006) e nella «Legge Obiettivo», tra le grandi opere necessarie, reinserisce il progetto che però nel frattempo cambia nome e diventa la «Gronda di Genova».
Autostrade presenta ben 5 diversi progetti.
Quando finalmente sembra sia tutto pronto per partire, si mette in mezzo Marta Vincenzi (futura PD) che all’epoca è Presidente della Provincia di Genova (1993-2002), poi sindaco dal 2007 al 2012, dicendo che quei progetti non vanno bene. Il parere della Provincia è vincolante!     
Di nuovo un esponente di quello che sarebbe diventato il Partito Democratico si mette di traverso alla grande opera.
Le opposizioni arrivano anche a livello imprenditoriale. Il gruppo che più si oppone fu Ansaldo Energie di Finmeccanica, perché la «Gronda», secondo loro, avrebbe messo a rischio 2800 posti di lavoro in quanto i loro fabbricati avrebbero dovuti essere spostati di centinaia di metri.


L’umorismo cosmico non ha rivali: ora il Ponte gli è praticamente quasi crollato sulla testa (foto qui sopra).
Quindi le responsabilità di aver bloccato e impedito il «Passante» e/o «Gronda» hanno nomi e cognomi ben precisi, e tutto ciò è avvenuto in un momento in cui il Movimento 5 stelle non esisteva neppure.

La madre delle privatizzazioni
Ma per comprendere meglio il quadro e tutti i vari passaggi, è necessario fare un saltino indietro nel tempo, agli inizi degli anni Novanta.
In pratica è l’anno cruciale in cui un manipolo di uomini palesemente al servizio del cartello finanziario internazionale ha ceduto ogni nostra sovranità.
Tutto infatti ebbe inizio nel 1992 quando il cartello finanziario internazionale mise gli occhi e le mani sul nostro paese con la complicità e la sudditanza di una nuova classe politica imposta dal cartello stesso.
Per esempio l’operazione Tangentopoli (casualmente in quell’anno) servì proprio da spartiacque, e cioè a togliere il vecchio per far posto ai nuovi «camerieri dei banchieri» (Ezra Pound).

Sono momenti storici importantissimi.
E’ l’anno in cui in soli 7 giorni cambia il sistema monetario italiano, che viene sottratto dal controllo del governo e messo nelle mani della finanza speculativa. Privatizzano gli istituti di credito e gli enti pubblici; è l’anno in cui viene impedito al ministero del Tesoro di concordare con la Banca d’Italia il tasso ufficiale di sconto (costo del denaro alla sua emissione), che viene quindi ceduto a privati. E’ l’anno della firma del Trattato di Maastricht (7 febbraio).
Il 12 marzo viene assassinato il parlamentare siciliano Salvo Lima (1928-1992)
L’anno dell’attacco speculativo di George Soros.


L’ebreo ungaro-statunitense mediante due banche, la tedesca Deutsche Bank e la statunitense Goldman Sachs (il cui consigliere italiano era Romano Prodi) attaccò l’Italia, e i due picchi speculativi si ebbero, casualmente, in corrispondenza delle due stragi: 23 maggio (Capaci) e 19 luglio (Via D’Amelio). Il governatore di Banca d’Italia era Carlo Azeglio Ciampi, che riuscì a far vaporizzare 60.000 miliardi di lire, in pratica tutte le riserve dell’istituto centrale, acquistando marchi inutilmente. Per i suoi servigi Ciampi divenne Presidente della Repubblica….
L’attacco speculativo del «terrorista finanziario» Soros (attualmente guru e consigliere della sinistra italiana), riuscì a deprezzare la lira di quasi il 30%, permettendo l’acquisto da parte degli avvoltoi dei nostri gioielli di Stato a prezzi di saldo.
L’11 luglio 1992 Giuliano Amato prelevò forzatamente, con un decreto retroattivo al 9 luglio, dai conti correnti degli italiani il 6 per mille.
Il 2 giugno 1992 (in spregio alla festa della Repubblica) e a pochi giorni dalla strage di Capaci, avvenne una delle più eclatanti cospirazioni mai avvenute: la riunione sul «Britannia», il panfilo della Regina Elisabetta II.
Scopo: cedere banche e gioielli dello Stato ai potentati finanziari internazionali.
Tutto il Gotha della finanza internazionale attracca a Civitavecchia con lo yacht della Corona inglese. Sono venuti fino a qui a fare incetta delle migliori aziende e ad arruolare quelli che saranno i loro fedeli servitori al governo del paese, a cui garantiranno incarichi di prestigio.
Il maggior beneficiario è Mario Draghi e tra i più benemeriti Romano Prodi, Beniamino Andreatta, Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato, Massimo D’Alema.
Più o meno personaggi che bazzicano dentro e fuori alle riunioni del Club BilderbergCommissione TrilateraleAspen Institute e in altre organizzazioni del capitalismo speculativo angloamericano.
Presenti ovviamente le banche d’affari tipo Goldman Sachs ma non solo.
Il resto è storia…

Come l’eclatante svendita dell’Iri (Istituto di Ricostruzione Industriale) che aveva circa 1.000 società, fiore all’occhiello del nostro paese. Fu smembrato e svenduto, sotto la presidenza di Romano Prodi (dal 1982 al 1989 e durante un periodo tra il 1993 ed il 1994). Prodi che per questi servigi venne premiato con l’ascesa alla presidenza del Consiglio e poi alla Commissione Europea…
A proseguire l’opera di smembramento delle aziende di Stato ci penserà Massimo D’Alema, che nel 1999 favorirà la cessione, tra le altre, di Autostrade per l’Italia e Autogrill alla famiglia Benetton, che di fatto hanno così assunto il monopolio assoluto nel settore del pedaggio e della ristorazione autostradale.
Un’operazione che farà perdere allo Stato italiano miliardi di fatturato ogni anno.
In quegli anni il presidente dell’Iri era Gian Maria Gros-Pietro, uno che nel 2001 venne convocato alla riunione del Bilderberg in Svezia, insieme a Mario Draghi e un certo Mario Monti.
Entrambi saranno ampiamente ripagati dal cartello stesso…
Gian Maria Gros-Pietro, che nel 1992 era presidente della Commissione per le strategie industriali nelle privatizzazioni del ministero dell’industria, nel 1994 diviene membro della Commissione per le privatizzazioni, istituita, guarda caso da Mario Draghi…

Per maggiori informazioni

La prima parte dell’articolo è la trascrizione del seguente video di Social TV
«Volete nomi e cognomi dei responsabili politici per Genova?» Social TV, video
https://www.youtube.com/watch?v=CdkYMREuYMA

La seconda parte dell’articolo è tratta dal seguente articolo
«Prodi, Draghi & C: chi ha regalato l’Italia, autostrade incluse»
http://www.libreidee.org/2018/08/prodi-draghi-c-chi-ha-regalato-litalia-autostrade-incluse/FacebookApre in una nuova finestraWhatsAppApre in una nuova finestraTwitterApre in una nuova finestraGoogle+Apre in una nuova finestraCondividi