Una storia italiana

Un giro di tangenti per rendere possibile l’impossibile: demolire una ex fabbrica e costruire al suo posto 330 appartamenti.

Un’affare da sul quale la Camorra era pronta a mettere le mani.E poi quei due milioni di euro in contanti trovati a dicembre a casa di Adolfo Greco.A che servivano quei soldi ? Interrogativi e ipotesi inquietanti che raccontano gli ultimi dieci anni di storia politica di Castellammare di Stabia e degli intrecci tra imprenditori e faccendieri attorno alla attorno alla riqualificazione della ex fabbrica Cirio . Secondo la Procura di Torre Annunziata nella vicenda sono coinvolti esponenti di Forza Italia come Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo,all’epoca presidente e suo successore alla guida della Provincia di Napoli,indagati per corruzione ,e il potente consigliere regionale del PD Mario Casillo,sotto inchiesta per traffico di influenze :tre politici che negli ultimi anni,seppure su posizioni politiche diverse,hanno dettato legge e regole affaristiche a Castellammare di Stabia e che erano ,sospettano gli inquirenti,i referenti di Adolfo per l’affare Cirio ,l’imprenditore finito in galera a dicembre proprio per la succitata inchiesta della D.D.A.su estorsioni nell’area stabiese. Sono 17 le persone per le quali la Procura di Torre Annunziata ha chiesto la proroga delle indagini. Oltre a Adolfo Greco,Antonio Pentangelo,Luigi Cesaro e Mario Casillo, sono indagati il commissario ad acta nominato dalla provincia per il permesso a costruire sulle ceneri della ex Cirio, Maurizio Biondi. A questi si devono aggiungere il progettista Antonio Elefante,l’imprenditore edile Giuseppe Passarelli che avrebbe dovuto realizzare le opere ed infine il socio di Greco,Sabato Polese,di Sant’ Antonio Abate (della stessa famiglia dell’hotel La Sonrisa ) e l’amministratore della Polgre,Pierpaolo Limone,la società che nel 1999 comprò la ex Cirio.Ed ancora l’imprenditore Giovanni Lombardi con interessi nell’editoria con Metropolis e La Città,oltre alla moglie di Adolfo Greco,Angelina Rega e suo figlio luigi che è stato consigliere comunale di Castellammare di Stabia in quota Scelta Civica (?) dal 2013 al 2015 che sostenne Pentangelo nella corsa,perduta,a sindaco di Castellammare di Stabia. Ed ancora l’ex sindacalista della sanità pubblica Gennaro Iovino per traffico di influenze,già coinvolto nello scandalo della Usl 35 di Castellammare. Ed ancora,come un triste rosario,Vincenzo Campitiello,Francesco Cesaro,Marcello Ciofalo e Vincenzo Colavecchia. La storia dell’affare Cirio si intreccia con il Piano casa a Castellammare di Stabia :c’è una data spartiacque che vide gli imprenditori invadere l’aula consiliare,era il 6 febbraio 2010,per impedire l’approvazione di una delibera che regolamentava la destinazione d’uso della fascia costiera comunale e dei siti industriali dismessi,Cirio compresa. Da quel momento la pressione per la realizzazione degli appartamenti nella ex fabbrica divenne altissima,asfissiante,orientando anche e soprattutto il voto (di scambio ?)

stando almeno alle risultanze del lavoro degli inquirenti che ipotizzarono uno stretto rapporto tra gli imprenditori ,Forza Italia e PD .La provincia di Napoli il 7 agosto 2014 nomina l’architetto Maurizio Biondi commissario ad acta per l’esame dell’istanza della Polgre :il progetto di demolizione dello stabilimento e di costruzione di alloggi,spazi commerciali,uffici,parcheggi e immancabile spazio verde d’ordinanza quale pietoso velo di legalità,,venne approvato dalla Soprintendenza di Napoli e depositato agli atti del comune di di Castellammare di Stabia il 16 settembre 2015,la conclusione della conferenza servizi il 23 settembre dello stesso anno.Pochi giorni dopo un nuovo scioglimento anticipato del Consiglio comunale.In municipio si insedia il commissario prefettizio,a gennaio del 2016 si stipula la convenzione urbanistica tra Comune e la Polgre Europa e successivamente il 13 aprile 2016 il commissario ad acta rilascia il permesso a costruire.L’area è cantierabile ma i lavori non partiranno mai.Gli avvisi di garanzia e le indagini della Procura sì. Come l’ennesimo caso di intreccio del malaffare tra politica e malaffare. La nostra Italia sta affondando nei debiti, quanti di questi sono imputabili a casi come quello appena raccontato?

Aldo A.

2 commenti su “Una storia italiana”

    1. Uno schifo che a forza di depenalizzazione e’. Praticamente a costo zero per questi delinquenti prestati alla politica.

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