I ROTHSCHILD,supermiliardari,la loro storia,riassunta.

buonasera,

I Rothschild: 8 volte più ricchi degli 8 più ricchi
Maurizio Blondet 31 gennaio 2017
Per un giorno, i media hanno parlato della ricerca di “Oxfam International” da cui risulta che la ricchezza degli 8 principali miliardari supera quella della metà povera della popolazione mondiale, 3,6 miliardi.
Gli otto sono:
Bill Gates con 75$ miliardi
Amancio Ortega – $ 67 mdi
Warren Buffett – 60,8 $ mdi
Carlos Slim Helu – 50 $ mdi
Jeff Bezos – 45,2 $ mdi
Mark Zuckerberg – 44,6 $ mdi
Larry Ellison – 43,6 $ mdi
§Michael Bloomberg – 40 $ mdi
Addizionate insieme le loro ricchezze valgono 426,2 miliardi di dollari.
Questa disparità estrema, ha concluso Oxfam, “invoca un cambiamento fondamentale nel modo in cui gestiamo le nostre economie, perché funzionino per tutti, non solo per alcuni”.
Nel novero dei primi otto non appare il nome Rothschild. Per varie ragioni: qui non abbiamo a che fare con persone fisiche, ma con una dinastia, i cui membri presiedono a fiduciarie private a capitale fisso – niente società per azioni (scalabili), ma solo aziende familiari, accuratamente sottratte ai mercati finanziari goym, e partecipazioni incrociate.
Insomma è ancora la struttura instaurata dal capostipite del 18mo secolo, Mayer Amschel Rothschild. Basato in Germania, l’avo sparse i suoi cinque figli nelle diverse capitali europee, ciascuno muniti di capitale e conoscenze per aprirvi una banca d’affari: Parigi e Francoforte, Londra, Vienna e Napoli (era allora uno degli stati dalle finanze più prospere). E’ stata dunque la prima multinazionale del credito, che profittò delle guerre europee scatenate dalla Rivoluzione giacobina e da Napoleone. Prestando agli stati che la guerra indebitava (tipicamente, all’impero austro-ungarico, a quello britannico), da cui accettava titoli e buoni del Tesoro, e cogliendo tutte le buone occasioni per prendere il controllo finanziario delle più diverse industrie, a corto di liquidità.
Il figlio che ebbe maggior successo fu quello che si stabilì a Londra Nathan Meyer Rothschild: sposò Hanna Barent Cohen da cui ebbe 7 figli e una cospicua dote finanziaria; nel 1811, durante le guerre napoleoniche, finanziò di fatto lo sforzo bellico britannico quasi da solo – senza trascurare di finanziare in segreto anche il Bonaparte. Il 18 luglio 1815 fu un corriere della Rothschild & Sons che informò il governo britannico che a Waterloo le cose si mettevano male per Napoleone; il governo non ci credette, e allora Nathan stette al gioco: si mise a svendere titoli del debito inglese, come se sapesse che presto sarebbero stati carta straccia. Gli altri ricchi inglesi, nel panico, lo imitarono; la Borsa collassò. Mani forti anonime (agenti dei Rothschild) avevano già fatto incetta di titoli a prezzi da liquidazione fallimentare; quando arrivò la notizia che a Waterloo Napoleone aveva perso, Nathan era il padrone della London Stock Exchange. Ancora nel 2015 il Regno Unito sta restituendo a rate i capitali presi a prestito dai Rothschild.
Oggi, le ricchezze della dinastia restano inimmaginabili; essa riesce in gran parte a dissimularle con il metodo delle ditte non quotate, dove non si pubblicano bilanci, dove lavorano e sono impiegati direttamente i membri della famiglia, matrimoni fra consanguinei, eredi che continuano a collaborare strettamente; da due scoli, non è mai apparso alla luce un litigio fra i parenti, che abbia prodotto un frazionamento di ricchezze, capitali e imprese. Non a caso il motto della famiglia, sotto lo scudo rosso, è (in latino) “Concordia, Integritas, Industria”.
Oltre alle finanziarie N.M. Rothschild & Son di Londra e la Edmond de Rothschild Group in Svizzera, la dinastia ha incalcolabili partecipazioni in istituti di credito, nel settore immobiliare, minerario ed energetico. I vigneti che l’uno o l’altro membro hanno in Francia, in Sudafrica, in California, Sudafrica ed Australia, sono attività da tempo libero. Le partecipazioni che contano, in “investimenti globali”, non sono affatto visibili. E’ dubbio se i Rothschild siano oggi quello che fu la ditta di Nathan, che divenne praticamente il banchiere centrale d’Europa, coprendo debiti pubblici, salvando banche nazionali, finanziando infrastrutture pubbliche durante la rivoluzione industriale.
Sicché non si può valutare se dice il vero il sito Investopedia, che ha provato a fare una valutazione approssimativa e decreta (senza specificare i cespiti e le attività) che la ricchezza che la dinastia controlla oggi ammonta a 2 trilioni di dollari: 2000 miliardi. Se fosse vero, vuol dire che i Rothschild sono otto volte più ricchi degli otto più ricchi miliardari. https://www.investopedia.com/updates/rothschild-family-net-worth-explained/
I milionari annusano il collasso, e scappano
(dalla società che hanno creato)
Non certo i Rothschild, ma i “mezzi milionari”, i gestori di hedge funds, i fondatori di startups di successo, i ricchi in milioni (ma non miliardi), stanno comprando bunker di lusso in rifugi anti-atomici riciclati in condomini costosissimi, assoldando squadre di guardie armate, investendo in campi d’aviazione in Nuova Zelanda: almeno secondo un articolo del New Yorker che sta facendo rumore fra quelli che contano. Perché i nuovi ricchi temono una rivolta sociale: “Le tensioni prodotte dall’acuta disparità di reddito stanno diventando così’ forti, che alcuni dei più agiati del mondo stanno prendendo misure per proteggersi”.
Una volta, i “preppers”, quelli che si preparano a lottare e sopravvivere in un collasso sociale totale accumulando proiettili e scatolame in qualche deserto americano, erano la “frangia lunatica” fatta per lo più da reduci di guerra tornati disturbati dall’Irak, o complottasti paranoici; gente senza tanti mezzi comunque. Adesso sono le menti brillanti di Silicon Valley a prepararsi all’Armageddon, sia quello naturale (terremoto della faglia di Sant’Andrea) sia il collasso sociale e politico della società.
Antonio García Martínez, 40 anni, ha ammesso di aver acquistato “due ettari di bosco in un’isola del Nord Pacifico e d’averla attrezzata con generatori, pannelli solari, casse di munizioni”. Il fondatore di PayPal, Peter Thiel, ha non solo comprati terreni in Nuova Zelanda, ma fondato là una ditta che aiuta i suoi pari (pari-reddito) a cercare là ridenti rifugi. Nei fatti, nei primi 10 mesi del 2016, mani straniere hanno acquistato 3500 chilometri quadrati in Nuova Zelanda. Il posto così lontano è oggetto dei loro appetiti, anche perché ritenuto sicuro se scoppia una epidemia globale…
Reid Hoffman, creatore di LinkedIn, ha raccontato al giornalista del New Yorker: “Dire che hai comprato una casa in Nuova Zelanda è come un ammicco fra noi. Si fa la stretta di mano massonica e ci si scambiano notizie del tipo: “Sai, conosco un mediatore che vende vecchi silos per missili ICBM, a prova di atomica…”. O si discute su temi come: “Bisogna comprarsi un aereo privato. Bisogna prendersi cura anche della famiglia del pilota. Devono essere sull’aereo”.
E’ istruttivo vedere come abbiano paura della società che loro stessi hanno creato, e ne vogliano fuggire. Come pensano di salvare se stessi per via individuale, accumulando munizioni generatori solari, trincerandosi coi propri pari in condomini fortificato: uno spasimo terminale di individualismo americano e di spirito del West, con i carri in circolo contro gli indiani.
“Se avessimo avuto una più equa distribuzione del reddito, messo più fondi e energia nelle scuole pubbliche, nei parchi e nella sanità pubblica, avremmo tolto molta della rabbia che si sente nella società. Le abbiamo tutte smantellate, queste cose”, ammette Rob Johnson, che ha fondato un Institute for New Economic Thinking (istituto per un nuovo pensiero economico), dove cerca di riproporre le strane idee della società come un sistema di corresponsabilità a questi ricchi spaventati. Ma lamenta la mancanza di “spirito di responsabilità verso il prossimo” e l’apertura alla possibilità, fra i ricchi, di una più decisiva politica fiscale di redistribuzione.

2 commenti su “I ROTHSCHILD,supermiliardari,la loro storia,riassunta.”

  1. L’avidità è la molla delle guerre che nascono sempre, almeno a parole, per eliminare un tiranno. Quasi sempre questi viene sostituito da un’altro, quasi sempre più feroce del precedente. La ricchezza e la ferocia vanno di pari passo, esattamente come il bisogno di controllare territori e finanza. L’umanità per quanto evoluta avrà sempre un bisogno estremo dei territori, così come di popoli da manovrare. Le “emergenze” , facilmente pianificabili, rendono meglio dell’ordinarietà, e per rendersene conto basta osservare quel che accade con l’emergenza/invasione di cui in realtà l’Italia è la preda ambita, cosi come i clandestini e le ONG il mezzo per raggiungerlo. L’umanità non è cambiata nei millenni passati, è sempre uguale a se stessa.Caso mai hanno necessariamente affinato le tecniche e la globalizzazione ha reso più semplice nasconde lo scopo ultimo tra miliardi di miliardi di false ma credibili informazioni. La prossima guerra mondiale avrà come innescante LA PAURA DI PERDERE IL PROPRIO PATRIMONIO.
    E sarà proprio la nostra paura che agevolerà chi vuole raggiungere tale obiettivo. PIERO VUOLE ESATTAMENTE IL CONTRARIO: COMPRENDERE PER TROVARE LA GIUSTA ALTERNATIVA ALLA CATASTOFE PIANIFICATA. OVVERO TAGLIARE LE LINEE DI RIFORNIMENTO AL PUNTO DI ORIGINE DEL PROBLEMA. SONO IN MEDIO ORIENTE, SONO NELI USA MA ANCHE IN EUROPA, COME ANCHE SONO CRISTIANI COME MUSULMANI. I SOLDI NON HANNO ODORE E QUINDI NON PUZZANO. IL NOSTRO CADAVERE INVECE SI.

  2. Oggi in tardo pomeriggio da Malta un’ansa :” ‘Se non acceleriamo la pulizia dei crediti deteriorati, serviranno altri dieci anni per liberarci dall’attuale stock’: Così il vicepresidente della Commissione Ue responsabile dei servizi finanziari, Valdis Dombrovskis, parlando alla conferenza Eurofi a Malta. Dombrovskis è convinto
    che il problema abbia una ‘dimensione europea’ a causa dell’ ‘effetto contagio’ che provoca, e quindi ‘le autorità nazionali e le istituzioni Ue dovrebbero unire le forze per disegnare una strategia’ di sostegno agli Stati. ”
    Ergo altri bazooka, altri soldi NOSTRI per salvare i LORO profitti. Tre quinti dell’econoia “reale” è fatta di TITOLI TOSSICI IMMATERIALI, GARANZIE FARLOCCO PER SPECULAZIONI CHE RENDERANNO ANCORA PIU’ RICCHI I LADRI DI POTERE E SEMPRE PIU’ POVERI QUELLI CHE LE TASSE NON POSSONO NON PAGARLE. PARASSITI DI STATO !!!

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