L’Italia è nel tunnel

La storia dei tunnel in questo paese ha sempre appassionato molto,particolarmente quelli dell’alta velocità.Quello della stazione Ferroviaria di Bologna e quello di Firenze,della galleria appenninica per i treni T.A.V. Firenze/Bologna. Inquieta non poco sapere che la galleria appenninica Firenze-Bologna ,lunga 73,3 km dei 78,5 complessivi della tratta,non presenta quelle condizioni di sicurezza previste,e tutto questo nella totale indifferenza istituzionale.

Riporto l’inascoltata valutazione postuma del Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Firenze del 1998:” si nutrono seri dubbi sulla rapidità ed efficacia dei mezzi di soccorso”.La galleria “Vaglia”,dal nome della località di riferimento,è un unico “tubo” entro cui vi sono due binari,e quindi priva del tunnel di servizio,con finestre intermedie poste a distanza reciproca di 6-7 km”.Nel caso di gallerie con finestre intermedie non è possibile avvicinare i mezzi di soccorso ,inviati in appoggio al mezzo intermodale,in zone prossime a l’incidente.Tali mezzi potranno raggiungere il punto di innesto delle finestre con una galleria di linea ,ad una distanza dal luogo dell’incidente,nella peggiore delle ipotesi,di circa 3,5 km”.Si viene poi a conoscenza che nulla di questo era a conoscenza dei Vigili del Fuoco affinché potessero esprimere un parere ponderato sulla tratta AV nel momento in cui si progettavano gl ultimi km di linea conosciuti come “Variante di Castello” e reso obbligatorio dalla legge n.191 del 1974.Incredibile se si considera che la questione riguardava l’aspetto sicurezza.Nei tredici anni di realizzazione della linea messa in esercizio nel 2009 nulla e nessuno aveva posto rilievi con un atto ufficiale.Rilievi sono stati evidenziati anche dalla Commissione Sicurezza delle Gallerie Ferroviarie del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e contenute in una relazione tecnica.Gli organi competenti sono stati ripetutamente messi a conoscenza dall’associazione Idra.Anche il Ministro dell’Interno,sensibile alla sicurezza,è stato posto a conoscenza da cinque mesi della questione così delicata.Anni or sono,a seguito di un’inchiesta del Procuratore Guariniello,sulle gallerie ferroviarie, per verificare se rispondevano agli standard di sicurezza previsti da una direttiva UE del 2007,dei 334 tunnel 230 non rispondevano alle condizioni per la sicurezza previste.Il problema della sicurezza delle gallerie venne risolto con il “Decreto Lunardi”.Il ministro delle Infrastrutture del Governo Berlusconi,che con la sua società Rock Soil aveva operato da assistenza e consulenza del consorzio CAVET ,cooperative rosse più la Cogefar di FIAT,che è anche il contraente generale che firmò il contratto con TAV S.p.a. per la galleria A.V. Firenze-Bologna.Una galleria che non rispetta le norme “Lunardi ” ,realizzata con un costo di 95 milioni di euro/km.Un prezzo da saldi.Il tunnel di Firenze ?L’esempio peggiore di una gestione farcita di corruzione ,incremento dei costi,falsificazione di prove di laboratorio,coinvolgimento fraudolento di pubblica autorità.Un coacervo di relazioni finalizzate a massimizzare i costi dell’opera per lo Stato e minimizzare quelli di chi le opere le avrebbero dovute realizzare.Un’altro “Ponte Morandi “.La vicenda del tunnel di Firenze merita di essere conosciuta e c’è da auspicare tempi rapidi per il processo,consci che l’articolo 27 della Costituzione stabilisce la presunzione di innocenza sino all’ultimo grado di Cassazione.La storia di una fresa chiamata “Monna Lisa”,di una serie di rapporti tra funzionari pubblici,dirigenti di società pubbliche,mondo accademico e laboratori di analisi.L’inchiesta riguarda il nodo Alta Velocità di Firenze ,la cui progettazione esecutiva e realizzazione sono state affidate a Nodavia come contraente Generale ,con contratto stipulato da Italferr S.pa. in nome e per conto del committente Rete Ferroviaria Italiana S.p.a. (R.F.I.). I fatti e le accuse,sovente suffragate da intercettazioni telefoniche,sono nell’ordinanza di custodia cautelare. Lavori mai partiti a causa del malfunzionamento della fresa con il rivestimento interno alla galleria Conci) che non rispettava le norme tecniche antincendio.Arrestate e rinviate a giudizio 51 persone .Fatta l’udienza preliminare si attende il processo,semmai verrà portato a compimento.Di seguito un breve elenco dei personaggi coinvolti : Maria Rita Lorenzetti ex Presidente della regione Umbria in quota PCI/PD;Walter Bellomo pubblico ufficiale e membro della commissione V.I.A. del Ministero dell’Ambiente,ex coordinatore provinciale del PD di Palermo;Valerio Lombardi,responsabile Italferr,incaricato di seguire i lavori per conto di R.F.I. committente dei lavori in veste di Responsabile Unico del procedimento;Piero Calandra ,consigliere dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori ,servizi e forniture;Domenico Pasquale ,marito della Lorenzetti;Giuseppe Mele,architetto,dirigente della Struttura di Missione del Ministero delle Infrastrutture;Ercole Incalza,ingegnere responsabile della Struttura di Missione del Ministero delle Infrastrutture.L’uomo di collegamento tra politica,affari,carriere e mazzette.Uno indagato 14 volte in 14 inchieste diverse e sempre uscito indenne,insieme a 7 diversi governi e 5 ministri alle Infrastrutture. Il General Contractor Nodavia e i dirigenti della Seli,la ditta incaricata degli scavi ,avrebbero raggiunto,secondo l’accusa,un accordo per attestare falsamente di essere pronti ad iniziare lo scavo nei tempi stabiliti dall’appalto,così da presentare riserve contrattuali alla stazione appaltante,per maggiori oneri di appalto dovuti al fermo cantiere e macchine,e ritardi,per diverse decine di milioni di euro.L’accordo “bonario” era il passo successivo.La vicenda del tunnel di Firenze,se dimostrata,mostra come sono stati,e sono,gestiti gli investimenti pubblici e di come è stata assaltata la cassa pubblica.Ladri loro,pecoroni noi.

Aldo A.

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