La ricetta siciliana

I lavori in corso per l’oncologia siciliana che vive,per così dire un momento di grande fermento,grazie anche alla “sensibilità “delle amministrazioni locali e al proficuo “dialogo” che si è aperto i clinici e i decisori politici. Nella regione dove 160 mila persone convivono con un tumore, ogni giorno vengono diagnosticati 75 nuovi casi e la sopravvivenza dei pazienti oncologici (55 percento) si attesta ben al di sotto della media nazionale,al terz’ultimo posto,prima di Sardegna e Campania,è in atto un complesso riordino della Rete Oncologica Siciliana   (RE.O.S.) per garantire un’approccio di di cura di qualità,così è almeno nelle intenzioni,e omogeneo sul tutto il territorio siciliano.Riorganizzazione non più rinviabile,considerando le criticità più diffuse quali la scarsa aderenza ai piani di screening,lo stile di vita scorretto e,soprattutto,la migrazione sanitaria,detto anche t”turismo” medico,che oltre a spostare ingenti somme in altre regioni,possono compromettere l’esistenza stessa di questi “turisti”                             onco-ematologici . Oggi (14 maggio 2019 per chi legge) a Palermo è stato presentato il progetto ” La salute:un bene da difendere,un diritto da promuovere”,promosso da Salute Donna onlus, insieme ad altre 23 associazioni di pazienti,nato per contribuire al miglioramento dell’assistenza e della cura dei pazienti oncologici e onco-ematologici,superando ,questo è almeno il loro desiderio,superando disparità che ancora sussistono tra le regioni italiane.Il classico nord-sud presente in altri segmenti sociali. Presentato l’accordo di legislatura regionale 2018-2023 realizzato nell’ambito del progetto :quindici punti che delineano ambiti e modalità  operative per ottimizzare la presa in carico e garantire la massima efficacia della cura all’individuo con malattia tumorale. Quattro le tematiche più stringenti del documento di intenti,che in tanti altri casi è stato una grande promozione dove spendere inutilmente risorse : disparità nella qualità dell’offerta assistenziale tra le regioni,sostenibilità economica,prevenzione primaria delle malattie oncologiche,carenze di risorse umane.Soldi e nuove assunzioni per così dire “mirate”.In pratica ci chiedono di aiutarli a diventare quello che,in alcune regioni del centro-nord, è la quotidianità.Dai sogni ora si passa alla dura realtà del vivere quotidiano. In Sicilia si registra negli ultimi anni un preoccupante incremento dei nuovi casi di tumore,27.150 nel 2018 (dati A.I.R.T.U.M -A..I.O.M.) .Nonostante la distribuzione dei tumori sia sovrapponibile al dato nazionale,l’aspettativa di vita dei siciliani,colpiti dai tumori,è tra le più basse del Paese,e questo dato è un campanello di allarme per la prevenzione,con le diagnosi precoci e con la qualità delle cure. In pratica aumentano i morti perché vengono inutilmente “curati” tumori che prima non erano “visibili” , accelerando con la infausta  cura il tragico decorso medico. La rete Oncologica Siciliana deve assicurare la presa in carico di tutti i pazienti, e su tutto il territorio siciliano,ma anche dare risposte ad alcune problematiche  come l’aderenza dei piani di screening,la prevenzione secondaria e,soprattutto,la fuga dei pazienti verso altre regioni. Temi questi molto cari sin dalla nascita del progetto. Il tutto,come sempre,si riduce ad una questione di soldi,di fondi.L’iniziativa più recente della regione Sicilia è stata la la riorganizzazione del RE.O.S.,l’attivazione del P.D.T.A.  per il tumore al seno,un piano di assistenza regionale per le donne affette da tumore della mammella,neoplasia in aumento che fa registrare 3.700 nuovi casi ogni anno nell’isola e 36 mila donne siciliane che in passato hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma della mammella. E qui mi fermo per fare due considerazioni personali. La prima è quella della tecnologia che scorge quello che prima non si vedeva,e quindi non veniva “curato”. La seconda è che c’è un prima e un dopo ministro della Salute Lorenzin.  L’unica via percorribile è lo stile di vita di ognuno di noi.Il debito consolidato della Regione Sicilia per il 2017 è stato di 12,9 miliardi ,quello dell’anno precedente di 14,8 miliardi. La qualità del servizio spesso non va di pari passo con le risorse impegnate.

Aldo A.

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.