La pedofilia e il Vaticano

Una sera di marzo 2015 ,una volante della polizia era impegnata a pattugliare alcune strade di campagna nei dintorni di Reggio Calabria quando i poliziotti scorsero una macchina appartata e si avvicinarono per procedere ad uno dei loro tanti controlli.Al suo interno vi era Don Antonello Tropea,sacerdote quarantaquattrenne di Oppido Mamertina, in compagnia di un ragazzino di 17 anni.Si erano conosciuti su Grindr ,la prima e la più diffusa app per incontri tra gay e bisessuali.Il ragazzo riferiva di aver ricevuto dal prete un compenso di 20 euro per un rapporto sessuale orale,consumato in macchina poco prima che i poliziotti controllassero. Oltre a questo,sul p.c. del prete la polizia scovò materiale pedopornografico,oltre a numerose chat con richieste di incontri sessuali con soggetti minori,a pagamento e non,alcuni dei quali consumati. Nel giugno scorso (2018), il religioso è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione,per prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

La storia di don Tropea è un piccolo tassello di un triste mosaico italiano fatto di abusi silenziosi e storie venute a galla. Basta perdere qualche minuto su Google,impostando come parametro il 2016,per leggere del prete arrestato a Palermo per violenza sessuale su minori,del sacerdote di Vibo Valentia arrestato per aver fatto sesso con un quindicenne in cambio di 50 euro;del prete arrestato a Brindisi per abusi su un bimbo di dieci anni;del parroco di Solza arrestato perché coinvolto in un giro di prostituzione minorile;del sacerdote del bresciano arrestato per violenze sessuali nei confronti di un dodicenne. Questi sono solo alcuni esempi di articoli pubblicati nell’anno precedente,a cui se ne aggiungono molte altre decine ,che diventano in fretta centinaia se si allarga la ricerca negli anni precedenti.Gli abusi sessuali di religiosi sono un problema,non lo si scopre ora,ma quello che stupisce è che l’unico metodo per quantificarne questi episodi è proprio quello ricerca incrociata su Google.Nel nostro Paese,infatti,manca ogni tipo di statistica annuale,biennale,quinquennale o decennale dello scottante tema.In italia non esiste una qualsivoglia quantificazione del fenomeno,mentre in altri Paesi hanno creato commissioni di inchiesta sugli abusi sessuali perpetuati dai preti. A spiegarlo è Francesco Zanardi,presidente di L’Abuso Onlus,associazione che riunisce persone abusate in giovane età da religiosi e che si batte quotidianamente contro il fenomeno della pedofilia all’interno degli ambienti clericali.I primi sono nati in Irlanda e Belgio,a seguire altri stati.Non in tutti gli stati i dati sono resi pubblici,ma comunque c’è la possibilità di accedervi.Eclatante è l’esempio dell’Australia,dove la Royal Commission,istituita ad hoc per studiare la portata del fenomeno degli abusi clericali nel Paese,ha concluso che il 7% dei preti cattolici australiani è stato accusato di abusi tra il 1950 e il 2010,mentre i casi quantificabili corrispondono a 4.440 violenze tra il 1980 e il 2010.In Irlanda ,invece,la Child Abuse Commission istituita dall’allora primo ministro Bertie Ahern ha realizzato uno studio sul tema durato 9 anni ,che si è concluso con un dossier contenente le testimonianze di 2.500 vittime di violenze ,avvenute tra gli anni ’40 e gli anni ’80 negli istituti gestiti da preti e suore.Di tutto questo non vi è traccia, e combattere il fenomeno statistiche in grado di quantificarlo è un’impresa ardua se non impossibile. Ecco perché alcune realtà hanno deciso di muoversi autonomamente cercando di stimare il numero delle violenze sessuali commesse dai preti,sino alle più alte gerarchie vaticane e italiane. La mappa sembra la ricostruzione di una guerra,dove il carnefice dovrebbe essere un’anima pia,non riesce a vedere la luce dei media nazionali,pur essendo stati stimati in circa 1.200 casi . Un numero praticamente raddoppiato rispetto al periodo che va dal 2005 al 2009. Nel silenzio assordante dei media nazionali che temono ritorsioni della Curia romana capace di qualunque atto. Il caso di Emanuela Orlandi ne è un piccolo esempio.

Aldo A.

Un commento su “La pedofilia e il Vaticano”

  1. Il pedofilo cardinale Pell e’ stato condannato a SOLI 6 anni per aver ABUSATO di 2 tredicenni. Quando sarà possibile la CASTRAZIONE FISICA per loro e chi (Papa ?) li protegge ?

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