La grande crisi di democrazia

Qualche scricchiolio si era già sentito a fine 2007, ma fu nel marzo 2008 che BearStearn , una delle ” Big ” Fne” , le cinque banche più grandi degli USA, dichiarò fallimento in seguito all’esplosione della bolla immobiliare legata ai mutui subprime . Nei mesi successivi toccò a Fanni Mae e Freddie Mac.  E mentre in Europa il governo inglese era costretto a nazionalizzare la Northern Rock, a settembre crollò Lehaman Brothers, dando il calcio di inizio alla grande crisi, che dagli USA rimbalzo in tutto il pianeta, investendo in modo particolare la vecchia Europa. Una crisi che ha le proprie radici negli anni ’70 del secolo scorso , quando si afferma la dottrina liberista ed i processi di finanziarizzazione dell’economia divengono progressivmente centrali al nuovo capitalismo contemporaneo privo di regole vere.  E’ una crisi profonda, più strutturale che ciclica . Quello che cambierà nei successivi dieci anni sono le condizioni di vita delle popolazioni , con l’accentramento della ricchezza e una diseguaglianza sociale senza precedenti, e mentre la contraddizione ecologica assume i connotati di una drammatica realtà con cui fare i conti per i prossimi decenni, la vita delle persone si va sempre di più configurando all’insegna della precarietà.  Lavoro, coesione sociale, futuro individuale  e/o collettivo. Muta profondamente anche il tratto della democrazia, con i diritti trasformati in variabili dipendenti dai profitti e le istituzioni in sedi  di ratifica  di decisioni prese altrove. Si afferma la teologia  dei mercati, entità impersonali che dominano e determinano  la vita delle persone e della società, mentre lo shock del debito la narrazione che domina. Dieci anni e più dall’inizio della crisi economica mondiale impongono un bilancio di cosa è veramente cambiato in questo lasso di tempo :

  • affermazione della austerità come ortodossia economica globale. Secondo lo studio ILO abbiamo avuto tagli sostanziosi alle pensioni in 105 Paesi, alla Sanità in 56 Paesi, ai salari in 130 Paesi, privatizzazioni diffuse in 55 Paesi, con previsioni di impatto di contrazione del PIL nel triennio 2016-2020 per 132 stati.
  • Un’inedito antagonismo delle Banche Centrali che a livello globale hanno triplicato i loro bilanci, valutati in 22-24 trilioni di dollari.
  • La scomparsa dei Paesi del BRICS.  Le Potenze economiche emergenti hanno avuto andamenti differenti, alcuni mantenendo dei tassi di crescita più ridotti ma rilevanti, altri entrando in recessione. Il che fa presagire arduo considerarli tali come entità omogenea, in primo  la crisi economica e sociale del Brasile e dell’Argentina.
  • Proteste anti sistema  come gli Indignados spagnoli, Occupy Wall Street negli USA, Paesi Arabi, Turchia, Russia ecc. .
  • aumento dei debiti pubblici da una media del 72% ad una media del 106%. Osservando poi la crescita dal 1960 sino ad arrivare ai nostri giorni, si nota con chiarezza come , da una crescita assai rilevante negli anni novanta e duemila , corrisponda una caduta nettissima con l’attuale crisi, tanto più considerato che questi sono valori relativi ad un PIL che è cresciuto dai 22,5 trilioni ( 1=mille miliardi di dollari )del 1990 ai 63,4 trilioni del 2008, e simmetricamente la caduta del dopo 2008 ,e relativa ad un PIL in contrazione paurosa, da 63,4 a 60,1 trilioni. Come hanno reagito gli stati a questo clima ? Con il protezionismo. Nonostante se ne parli tanto, con la presidenza Trump, per questo considerato populista reazionario,  gli USA di Obama sono stati fra i massimi fautori di tali pratiche.Con quanto sinora illustrato si vuole dimostrare che per affrontare una più intensa concorrenza internazionale si è passati agli accordi di libero mercato.  Questi sono trattati  che impegnano gli stati che li contraggono a varie forme di liberismo economico quali la eliminazione di dazi doganali, l’apertura di settori interni  alla concorrenza internazionale, l’abbassamento della qualità delle norme/leggi/prodotto  che potrebbero  arrecare danno non alla qualità ma al profitto .La protezione sul luogo di lavoro, la salute del lavoratore, la qualità del prodotto  finito sarebbero uguali o migliori oppure avverrebbe l’esatto     contrario ?  La potente Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) è divenuta marginale, e screditata.  A questa sono seguiti accordi bilaterali da parte degli USA quanto della UE . Accordi ampi ma che non comprendono tutti i Paesi del mondo, in cui impera la stessa pericolosa logica che con la scusa di vigilare sulla qualità, e la bontà di questi, di  fatto si annulli di fatto il controllo burocratico e privo di riscontro rigoroso e pratico  sul campo. Si possono citare, a titolo di esempio i vari CETA, TTIP, RCEP,TISA. Il loro tratto comune è di comportare una vera  e propria integrazione non solo economica ma anche normativo-istituzionale. Anche UNCTAD nota con enfasi che ” tali accordi bilaterali e regionali non sono più semplici accordi commerciali : sono trattati multi livello di integrazione economica , spesso denominati quali accordi di partenariato. Il risultatolo lascio immaginare a voi. La omologazione legislativa diviene la blindatura inossidabile, garantita da sedi sovranazionali soggiacenti alle forze dominanti. Quali siano le lascio indovinare a voi.
  • Aldo A.

10 commenti su “La grande crisi di democrazia”

  1. Non avete ancora visto nulla…..Se esplode la bolla Immobiliare Cinese,identica a quella americana ma peggio ancora 1000 volte,saranno guai peggiori per tutti ma molto molto peggiori.Su una scala da 1 a 10…direi almeno 100.Come può una nazione costruire intere città da milioni di abitanti in tutto il mondo senza potere incassare nulla,interessi compresi,dai prestiti erogati?

  2. La Roma del Papa e del Presidente non eletto dal popolo vs contro la Milano della produzione e della finanza. L’Italia del pensatoio fine a se stesso o quella dell’andare avanti,della concretezza del fare ? A forza di porsi questo dilemma ci stiamo ritrovando ad essere irrilevanti in questa UE franco-germano centrica. Rialzare la testa e tornare a camminare se non a correre. Sogno, utopia o ? Ad ognuno di noi la ricerca della risposta.

  3. Berlusconi finanziava il suo partito con 109 milioni a elezione,nell’ultime con 100 mila euro. Crisi di identità o mancanza di ritorno economico ?

  4. Preparatevi ad un governo Cottarelli. Preparatevi ad un prelievo forzoso dai c/c. Preparatevi ai saldi Italia. Ma questi ultimi non si sono mai fermati dal 1986. Noi abbiamo Piero ma lo teniamo in panchina. E bravi !!

  5. Tajani, prossimo ex Presidente dell’Europarlamento, e’ stato chiaro : Questo governo deve cadere per fare un nuovo governo. Un bel governo sotto dettatura della Troika con la benedizione di Mattarella ed il Cavaliere mascarato. La UE così com’è non rappresenta i popoli ma le lobby e le multinazionali. Una Europa che prende di più di quello che da. Almeno per la belante Italia.

  6. Da Il Giornale di oggi a proposito di UE dei popoli :” ‘Mercato di tappeti’, ‘Non siamo accattoni”. Duro scontro tra Salvini e Moscovici.Conte prova a mediare ma il Commissario Ue
    insite: ‘Non sono Babbo Natale’. Il ministro: ‘Basta insulti: pazienza finita’. ”
    ECCO DA QUALE PANCIA ESCONO I TRATTATI FIRMATI DAI POLITICI ITALIANI CHE CI HANNO S-GOVERNATO NEGLI ULTIMI 50 ANNI !! PIERO DOBBIAMO RIPRENDERCI LA NOSTRA DIGNITA’ DI POPOLO, DI STATO CHE MAGGIORMENTE FINANZIA PRO CAPITE LE CASSE COLABRODO DI BRUXELLES !!! PIERO CI SEI ? SEI PRONTO ?

    1. io ci sono sempre e sono pronto ma mancano i supporter.Al governo manca il coraggio e la determinazione. Salvini batte e controbatte,ci sono anche dei fatti ma non siamo sulla stessa lunghezza d’onda.Gli sbarchi ci sono ancora,non dalle navi ma dai barchini si,questo vuol dire che il lavoro non è finito.FINISCILO!!!!!!! I corridoi umanitari non li farei,PRIMA RESETTARE L’ITALIA CON L’ESERCITO POI SE NE PARLERA’Come già scritto,bisogna eliminare chi ti rema contro,io farei dei corpi speciali,segreti,per colpire.Tanta gente non sarebbe così libera di parlare.Insomma bisogna organizzare chi deve comandare,due voci sono già troppe ma all’inizio si può fare.Ci sono tante cose da fare,alcune si possono dire altre no,anche in parlamento tante regole vanno cambiate, SIAMO IN EMERGENZA!!!!ECC.ECC.ECC.
      Saluti.

      1. Concordo pienamente. Qualcuno ha detto ” fatti non parole”. Ma noi italiani siamo ancora ai primi vagiti. Italiani svegliatevi !!

  7. Da Il Giornale di stamattina a proposito dello sbando di chi ci governa e governa la Ue : ” Il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, intervenendo ieri alla presentazione del libro “Globalizzazione, governance asimmetria” di Giancarlo Elia Valori descrivere così l’Ue in un momento in cui la tensione è alle stelle dopo la bocciatura della manovra economica.
    Il ministro ricorda “una tesi cara del suo e mio grande maestro, Francesco Cossiga, che sosteneva l’economia come un grande imbroglio politico”. Parlando del libro Savona osserva: “Aver affidato all’economia il traino delle vicende geopolitiche che in democrazia hanno spinto verso un ritorno dei nazionalismi o, come si dice ai nostri giorni, dei sovranismi di cui non è facile decodificare gli effetti futuri al di fuori della quasi certezza che lo sviluppo economico globale ne patirà”.
    A VOI OGNI POSSIBILE COMMENTO SULLA CONFUSIONE DI CHI E’AL GOVERNO E ALL’OPPOSIZIONE E DI CHI E’ AL SOLDO DI CHI.

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