Il passo indietro

Il passo indietro di Luigi Di Maio,che rinuncia alla poltrona di vicepresidente del Consiglio dei ministri,stretto nella morsa di Beppe Grillo e Giuseppe Conte,sembra aver sbloccato in maniera risolutiva il braccio di ferro tra il PD e il M5S in vista della prossima formazione del nuovo governo giallo-rosso. Tutto bene allora ? Non del tutto. Nicola Zingaretti sfoggia sorrisi da messaggio pubblicitario di un dentifricio quando è davanti alle telecamere dei telegiornali,ma poi nel privato mostra preoccupazione e nervosismo. In particolare lo ha seriamente preoccupato un sondaggio della SWG nel quale viene evidenziata una crescita di quattro punti percentuali del M5S e una leggera,seppur significativa,flessione del PD. In particolare c’è poi da segnalare che gli elettori “democratici” ,per un 35 percento ,sostengono convintamente la scelta di Giuseppe Conte nel ruolo di premier. Di contro un 58 percento lo ritiene una scelta inaccettabile . Il dubbio che aleggia nei vertici del PD è che stiano allevando una serpe in corpo,che potrebbe uccidere l’unica alternativa ,più o meno valida,alla Lega di Matteo Salvini. Diversi deputati e senatori PD,anche tra quelli che fanno apparire il PD un unico blocco di granito a sostegno del segretario di partito,Nicola Zingaretti. Sono partiti con il veto a Conte,come discontinuità nei confronti della ex maggioranza giallo-verde,si ritrovano con nessuno del PD a fare da vicepremier . La sensazione è che,al netto dei sorrisi  davanti ai media,il PD abbia perso il controllo della trattativa. In praticale le pressioni dei mercati finanziari,della comunità internazionale,delle parti sociali,delle diverse categorie produttive ed economiche che chiedono stabilità,fanno molta più presa sul PD che sul M5S. Queste hanno ben compreso chi è la parte forte della coalizione e quella più fragile su cui fare pressioni. Ovvero il PD. La situazione attuale ,rispetto agli inizi della trattativa,questa risulti essere ribaltata. I sondaggi condannavano i Cinque Stelle ad una sostanziale irrilevanza politica nel caso di nuove elezioni,ora si ritrovano a condurre una campagna elettorale convincente per il bacino elettorale di riferimento. Esattamente l’opposto per il PD che sta perdendo la centralità del proprio ruolo,particolarmente nell’ambito nazionale ma anche internazionale. I sondaggi parlano chiari. Chi sarà l’alternativa al centro-destra ? .Dopo il secondo giro di consultazioni al Quirinale è cambiato tutto. A pesare ci sono i giochi di potere all’interno delle diverse anime del PD. Di Maio che difendeva l’impianto dei decreti sicurezza di Matteo Salvini ha fatto il resto. In questo senso,e non solo,si potrebbe osservare tra non molto una nuova erosione elettorale,ma questa volta la direzione non sarà in favore del partito di Nicola Zingaretti,il PD,ma verso i Cinque Stelle. E qui torniamo a Matteo Renzi che ,in propaganda,non ha rivali nella Sinistra Italiana,affermando :” puntare sulla crescita altrimenti non avrà i miei voti”. Lasciando così intendere di rappresentare una significativa componente dei gruppi parlamentari. La vera paura del PD è che il Pinocchio di Rignano formi dei gruppi autonomi in Camera e Senato,per poi andare a contrattare con quelli dei Cinque Stelle,e così facendo stritolare Nicola Zingaretti. A forza di passi indietro chi finirà per cadere nel burrone della irrilevanza politica ? Ma un’altra domanda dovrebbe animare i nostri pensieri : c’è qualcuno sul quale puntare per dare una nuova opportunità di vera libertà e democrazia  e far risorgere la nostra amata patria,l’Italia ? A

3 commenti su “Il passo indietro”

  1. Più che un passo indietro sembra un passo in avanti,verso il precipizio senza ritorno :vogliono portare al Quirinale Romano Prodi,quella della svendita dell’IRI. Cosi si completerà la svendita di quel poco che e’ formalmente rimasto nostro. Dopo passeranno ai monumenti ed ai muse. Noi saremo “ricchi” di clandestini/migranti che renderanno ricche le ONG,coop rosse e Caritas. Noi abbiamo Piero ma non me siamo consapevoli.

  2. Vi ricordate la revoca ad Atlantia (Società Autostrade per l’Italia) e il M5S ? Non se ne fa più nulla. Non era meglio per i Grillini cedere qualcosa alla Lega prima del punto di non ritorno? E poi Dover sorridere a Prodi,attualmente prossimo candidato unico del PD alla Presidenza della repubblica?

  3. Ecco a voi ,miei cari italiani,a chi paghiamo lo stipendio con il Canone RAI. Da Il Giornale di stamane :” Il caporedattore di Radio 1 contro Salvini: “Tempo sei mesi ti spari nemico mio”
    Nuovo attacco sui social contro l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Il post choc del caporedattore di Radio 1, Fabio Sanfilippo: “Non sai fare nulla…”
    E continua con :”Caro Matteo Salvini, lo so che stai facendo finta di niente anzi spacci la disfatta per vittoria.”
    LA RAI E’IL MEGAFONO DELLA SINISTRA.LA RAI,IN QUESTO MONDO DI INFORMAZIONE GLOBALIZZATA DEVE ESSERE RIFONDATA,IMMETTENDOLA SUL MERCATO INTERNAZIONALE E TOGLIENDO QUELLA TASSA DEFINITA “CANONE”.

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