Agricoltura 4.0

Il tema del 2020,e degli anni futuri,dev’essere quello delle infrastrutture,da cui dipende lo sviluppo del Made in Italy.Da una ricerca Nomisma emerge che il in nostro Paese viene dopo Francia,Spagna,Germania e Paesi Bassi proprio a causa della mancanza di reti viarie e digitali che possano ‘connettere ‘l’agricoltura italiana.

Obiettivo questo di un incontro deve rispondere alla crescente esigenza di rendere le imprese agricole italiane ancora più competitive sui mercati internazionali grazie a una maggiore presenza di infrastrutture fisiche e digitali. “l’ottimizzazione della rete infrastrutturale,sia materiale che immateriale,si traduce in mercati domestici più efficienti e in una migliore veicolazione del prezzo,nonché di una maggiore competitività sui mercati internazionali;per questo riteniamo di fondamentale importanza aver riunito oggi una significativa rappresentanza del mondo imprenditoriale agricolo e cooperativo italiano,che quotidianamente si confronta con le difficoltà del mercato nazionale e globale,e ha la possibilità di rappresentare la propria esperienza alle istituzioni” ,ha spiegato il coordinatore nazionale di Agrinsieme Franco Verrascina introducendo i lavori della giornata.L’incontro si è aperto con la presentazione di uno studio realizzato da Nomisma per Agrinsieme e dedicato al tema ” Il sistema infrastrutturale al servizio dell’agricoltura italiana”,che ha analizzato l’importanza delle infrastrutture materiali e immateriali per la competitività dell’agricoltura italiana nel contesto comunitario e globale,con particolare riferimento ai collegamenti,ai trasporti,alla digitalizzazione e al sistema idrico.Lo studio nasce dal presupposto di una flessione strutturale dei consumi interni,e dalla necessità per le imprese di individuare mercati di sbocco all’estero. L’export agroalimentare nell’ultimo anno ha superato i 40 miliardi di euro (+15,8 miliardi in 10 anni ,pari al +70% dal 2007), con una forte preponderanza dei mercati limitrofi o di ‘prossimità’:i maggiori mercati di destinazione del nostro export sono infatti Germania e Francia.Sono statepoi discusse le opportunità di sbocco del Made in Italy agroalimentare collegate ai nuovi canali di vendita online :nonostante una forte crescita (+220%in 5 anni,raggiungendo i 708 milioni di euro nel 2017) in Italia,infatti,il commercio digitale nel settore cibo e bevande risulta ancora limitato ad uno striminzito 0,5%.I dati evidenziano inoltre l’importanza dei Paesi terzi per l’agroalimentare italiano:su un totale di 30,9 miliardi di prodotti del settore cibo e bevande esportati in un anno ,l’incidenza dei mercati extraeuropei è in media pari al 36%.Le esportazioni verso l’interno e l’esterno UE sono cresciuti complessivamente del 150% dal 2000 al 2016.Altro grande ostacolo da superare è la mancanza di connessione alla rete digitale nelle nostre campagne ,dovuta alla carenza di infrastrutture fisiche necessarie allo scopo.In Italia solo il 4,4% della popolazione ha una connessione a 100 Mbps (siamo al 24% nella media dell’Unione) e solo al 41,7% a 30 Mbps (76% nell’unione).La mancanza di copertura con la banda ultra-larga delle aree rurali è un problema non da poco che evidentemente limita la diffusione dell’agricoltura mirata ,ma ha un’importanza fondamentale anche per la coesione sociale e territoriale.Il quadro relativo alle aree rurali conferma le lacune in termini di infrastrutture digitali ,con solo il 77% delle famiglie cui è garantito l’accesso alla rete digitale.Per quanto riguarda le imprese,emerge un forte ritardo rispetto alle principali economie europee in riferimento alla velocità di connessione fornita,nell’ambito della quale l’Italia si posiziona nella poco lusinghiera terzultima posizione dell’Unione Europea.Secondo lo studio Nomisma per Agrinsieme ,inoltre,solo una impresa italiana su 10 realizza almeno l’1%del proprio fatturato mediante vendite online,mentre nell’Unione si attesta a 1,7% .Sostenibilità e qualità nella produzione e nella trasformazione agricola:sono queste le peculiarità che caratterizzano il nuovo scenario agricolo italiano .La tecnologia porta con se una ventata di strumenti e opportunità che se ben utilizzate possono fare la differenza nel contesto di applicazione desiderato.In questo contesto si può dire che da solo questo segmento vale oltre 100 milioni di euro,almeno a sentire l’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e dal Laboratorio RISE dell’Università di Brescia.Un mercato produttivo in continuo divenire che porta avanti l’eccellenza di quanto prodotto nel nostro Paese,come olio,vini e prodotti tipici ,ormai conosciuti in tutto il mondo e,purtroppo,anche oggetto di contraffazione che sfrutta a volte il vuoto legislativo e normativo.L’innovazione digitale trova uno sbocco concreto anche e soprattutto nell’agricoltura apportando numerosi vantaggi.Quando si parla di agricoltura 4.0 si deve intendere tutto l’insieme di quelle tecnologie ad alta precisione,che insieme all’agricoltura interconnessa, permette di identificare problematiche,ridurre e prevenire patologie che possano colpire le coltivazioni,ma anche migliorare la resa delle produzioni di lavoro,dopo aver effettuato un’attenta analisi sui fattori climatici e ambientali.L’innovazione riguarda dunque l’intera filiera agricola ,comprendendo i processi di :

-produzione

-trasformazione

-distribuzione

-consumo

Quali sono le tecnologie offerte dall’agricoltura 4.0 ? La maggior parte delle soluzioni sono costituite da big data e analytics (73%), da piattaforme software (57%),da device di ultima generazione (49%),da mobility e geolocalizzazione (41%) e da l’internet of things (39%).

Altre soluzioni sono rappresentate da veicoli e da attrezzature connesse da sistemi ICT on Cloud. Quali sono i vantaggi della tecnologia 4.0 ? Un miglioramento generale del processo produttivo e la qualità del prodotto,senza dimenticare la crescita dei ricavi.Nonostante lo scenario positivo prospettato ,in Italia l’agricoltura 4.0 è un sistema che presenta alcuni ostacoli dovuti,ad esempio,ad una conoscenza poco approfondita di tutti i vantaggi che potrebbero provenire dall’adozione di questo metodo ,ma un’altro elemento di limitazione è anche costituito dalle ridotte dimensioni della media delle imprese agricole italiane. Il fisco predone e la burocrazia imperante non sono un certo un buon viatico per chi vuole investire e credere nell’agricoltura italiana 4.0 .

Aldo A.

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