Visco, Draghi e….

Ai tempi dell’euro, ogni volta che c’è da prendere una decisione, politica od economica che sia, cresce in me più di un dubbio sul chi governa chi, su il Parlamento e chi questi effettivamente rappresenti. Oggi è su tutti i giornali, il governatore della Banca d’Italia Visco, che riferendosi all’Italexit tuona più o meno così :” l’uscita dall’euro è un rischio”  oppure riferendosi al governo esistente od a quello che verrà afferma un concetto mai detto prima: ” programmi chiari e realistici ” . E poi, continuando con le novità, cosa inaspettata per la politica nostrana, trova il coraggio di andare oltre quando afferma:” la disoccupazione è l’eredità più dolorosa “. E da quest’ultimo profondo pensiero dobbiamo iniziare. Negl’ultimi 40-45 anni, Berlusconi a parte, che peraltro in Forza Italia e nel PDL di democristiani, socialisti e laici ha fatto il pieno, ha sempre governato il P.C.I. , la D.C.  e quelli che una volta erano i partiti laici e socialisti. Come a dire che l’ultima parola era sempre e comunque della balena rossa come di quella bianca, moltissimi dei quali li ritroviamo ne lPartito Democratico o più realisticamente meglio definito con Partito del Danaro, considerato la percentuale di imprenditori che lo sostengono, a partire dalla tessera n. 1 del PD Carlo De Benedetti, i Della Valle, i Caltagirone. Quest’ultimo il vero Re di Roma, dove ha le mani in pasta ovunque, dove nelle ultime elezioni capitoline avrebbe vinto comunque.Dall’ A.C.E.A. all’editoria, dall’Unicredit  alla Sorgenia di De Benedetti Carlo. Dobbiamo necessariamente parire da questo quando il marziano Visco trova il coraggio di affermare:” programmi chiari, ambiziosi, saldamente fondati sulla realtà”. Di chi? Di Renzi o del muppet Gentiloni ? E continua laddove Renzi ha fallito, affermando:” l’uscita dall’euro è un’illusione”, cosa peraltro vera  se il vero presidente del Consiglio, lo stesso renzi, avesse vinto, portato a casa il VERO referendum. Ve lo immaginate il doppio passaggio dai rami del Parlamento e tutto il resto? Saremmo divenuti “cosa loro”.  Mario Draghi potrebbe essere riconfermato per altri 6 anni alla guida della B.C.E. e con lui l’enorme flusso di danaro che narcotizza l’economia europea. Un male, un bene, a dirlo sarà il tempo, certo è che l’economia reale delle massaie non avrà grandi benefici, al contrario dei grandi gruppi di potere economico transnazionale. Un’ottima occasione invece per salvare le banche rosse, dalla decaduta grande di Siena, il Monte dei Paschi di Siena, alle altrettanto rosse e con il piattino in mano, Popolare Vicenza e Veneto Banca. Ma poteva mancare un’intervento anche alla CA.RI.GE. , la Cassa di Risparmio di Genova, in attesa di far tornare rossa l’amministrazione della Liguria? Il voto elettorale ha i suoi riti. Mario Draghi, romano di Roma, nominato governatore della Banca d’Italia nel 2005, è stato l’artefice della vendita di asset pubblici quali I.R.I. ,Telecom Italia, E.N.I. , ENEL, COMIT, Credito Italiano, ma la lista è veramente lunga. Con questa vendita (svendita?) riportò il rapporto debito/pil dal 125% del 1991 al 115% del 2001. Ora, dopo aver venduto altri gioielli nel mentre subiamol’invasione dei clandestini/migranti siamo risaliti ad almeno il  140% del rapporto debito/pil e con molto meno gioielli a nostra disposizione. Un comportamento che certo non è quello del buon padre di famiglia. Ora che abbiamo un burocrate senza coraggio quale governatore della Banca d’Italia, e non  possiamo fare uso della svalutazione della lira per tornare in un qualche modo competitivi, e con un un Parlamento che si preoccupa quasi esclusivamente del mantenimento della propria seggiola, cosa possiamo  fare? Qualcuno racconta la barzelletta dello sbarramento  al 5% che porterà stabilità politica in Parlamento e quindi al governo. C’è da crederci? Basterebbe tornare al voto quando il governo non ha la fiducia parlamentare, se proprio sentite il bisogno dello sbarramento portateo anche al 10-15% . Certe cose, se proprio ne sentite la necessità, bisogna pensarle in grande.  E con il voto elettronico e la carta di identità con il chip avremmo un voto più sicuro, meno costoso e molti meno alberi abbattuti.

Aldo A.

4 commenti su “Visco, Draghi e….”

  1. Da Il Giornale di stamane;”Al Palio di Siena torna la sfilata dei politici
    Tra gli ospiti del Comune anche Rosy Bindi e il sottosegretario all’Economia Baretta,”
    IL MODELLO TASCANA DELL’ECONOMIA ITALIANA E’ TUTTO QUI: PANE E DIVERTIMENTO COME DICEVANO I ROMANI DELL’IMPERO. ADESSO PIU’ SEMPLICEMENTE AFFONDANO LA NOSTRA ECONOMIA MA I “CAPITANI CORAGGIOSI” COME DE BENEDETTI NON RESTITUISCONO I SOLDI DEI LORO DEBITI CHE POI PAGHEREMO NOI CON NUOVE TASSE E CON L’ITALIA CONSEGNATA ALLA BRUXELLES IN MANO TEDESCA.

  2. Da quando c’è Boeri all’INPS e’ un continuo spot pubblicitario ma mai una volta che risponda ad una semplice domanda : Come mai un patrimonio immobiliare dell’ente previdenziale di circa 25 mila immobili valutati oltre 3 miliardi non producono provenienti ma anzi un rilevante passivo annuale? E come dobbiamo definire tutto questo se non l’ennesimo caso di predoneria politica. Qualcosa di simile al Monte dei Paschi di Siena?

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