TTIP

Buongiorno,

Ttip, pubblicati i documenti: salute e ambiente a rischio
Redazione InformaSalus.it

Greenpeace Olanda ha pubblicato oggi sul sito www.ttip-leaks.org parte dei testi negoziali del TTIP per garantire la necessaria trasparenza e promuovere un dibattito informato su un trattato di cui troppo poco si discute in Italia e che interessa quasi un miliardo di persone, nell’Unione Europea e negli USA. I negoziati per il trattato di libero scambio fra Stati Uniti e Unione europea (Ttip) sono in corso da oltre tre anni e si è da poco concluso il 12mo round negoziale a New York.

Greenpeace ha deciso di pubblicare i documenti per garantire la necessaria trasparenza e promuovere un dibattito informato su un trattato di cui troppo poco si discute in Italia e che interessa quasi un miliardo di persone, nell’Unione Europea e negli USA. Se andrà in porto, infatti, il Ttip creerà la più grande area di libero scambio del pianeta, sommando due economie che insieme, rappresentando oltre 800 milioni di persone, ammontano già oggi al oltre il 46% del Pil dell’intero pianeta. Un trattato in cui il commercio sarebbe solo la parte minore e le cui conseguenze sarebbero gigantesche e inciderebbero radicalmente sulla vita di entrambi i continenti.

“È ora di far luce sul TTIP. Con questi negoziati segreti rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica”, ha dichiarato Federica Ferrario di Greenpeace Italia. “Questi documenti svelano che la società civile aveva ragione a essere preoccupata. Fermiamo i negoziati e cominciamo a discuterne pubblicamente. Sapevamo che la posizione dell’UE non era bella, ora possiamo vedere che la posizione degli Stati Uniti è addirittura peggio. Un compromesso tra i due sarebbe inaccettabile”, continua la Ferraio.

Dal punto di vista della protezione dell’ambiente e dei consumatori, quattro aspetti sono seriamente preoccupanti.
Con il TTIP innanzitutto, potrebbero sparire per sempre le conquiste fatte nell’ambito della tutela ambientale. Nessuno dei capitoli al momento visionabili fa infatti alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa, compresa negli accordi GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (WTO – in italiano anche Organizzazione Mondiale per il Commercio, OMC) permette agli Stati di regolare il commercio “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili”. L’omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante.

Anche la protezione del clima rischia di diventare più difficile. Gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono che è necessario mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Eppure nei testi ottenuti non c’è alcun riferimento alla protezione del clima.

I capitoli del TTIP dedicati alla “Cooperazione Regolamentare”, non menzionano in nessun modo il cosiddetto “principio di precauzione”, ossia l’obbligo da parte del legislatore di definire misure preventive rispetto a sostanze controverse, come le sostanze chimiche con note interferenze sul sistema endocrino.
Porte aperte, infine, all’ingerenza dell’industria e delle multinazionali: con il TTIP le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi. Su questo punto Greenpeace fan che se la società civile ha avuto ben poco accesso ai negoziati, i documenti diffusi mostrano che l’industria ha avuto invece una voce privilegiata su decisioni importanti.

“Chi ha cura delle questioni ambientali, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori o della privacy su internet dovrebbe essere preoccupato per quel che c’è in questi documenti”, continua Ferrario. “Si confermano le forti obiezioni della società civile e di milioni di persone che in tutto il mondo hanno protestato contro il TTIP, che non è altro che un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business. Chiediamo a tutti i rappresentanti eletti, alla società civile, ai cittadini di leggere questi documenti e di impegnarsi in un dibattito approfondito”.

6 commenti su “TTIP”

  1. Quando si dice che il buongiorno si vede dal mattino.Oggi ho ricevuto da Paola Lacino una petizione lanciata da Change.org da me firmata su l’olioextravergine di oliva dove tra l’altro scrive “Chiediamo che il Parlamento italiano faccia un passo indietro nell’iter di approvazione della norma europea che abroga il limite massimo di 18 mesi dalla data di imbottigliamento dell’olio extra vergine di oliva e che non accetti la modifica dell’art. 7 della legge n.9 del 2013.
    Con l’approvazione della normativa europea il Parlamento italiano di fatto approva il commercio di olio vecchio. Inoltre, la stessa normativa europea incide anche sulla trasparenza della filiera, cancellando la evidenza cromatica sull’etichetta, che attualmente distingue gli oli comunitari da quelli made in Italy.” E’ chiaro quindi l’attacco coordinato delle multinazionali,dei politici ad esse asserviti e dei pericoli che,seppur già funesti, vedremo rapidamente aggravarsi sino a diventare uno spaventoso uragano ogni certezza di vivere in un contesto si sicurezza per la persona. L’unica scelta che NON dobbiamo fare è SUBIRE PASSIVAMENTE,è arrivato il momento della conta,il momento di serrare i ranghi e di dare battaglia.

  2. Dal sito di unaltracitta.org su il ttip:” C’è voluta la dichiarazione del vice cancelliere tedesco e ministro dell’Economia, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, per mettere la parola fine ai negoziati sul TTIP, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, di cui si è concluso nel luglio scorso a Bruxelles il 14° round negoziale.
    In un’intervista alla rete ZDF Gabriel ha dichiarato che i negoziati sul TTIP sono «di fatto falliti perché noi europei non possiamo accettare supinamente le richiesta americane». Un colpo pesante a quei Paesi membri, Italia in testa, che del Trattato Transatlantico era sostenitori in prima persona.” C’è da dire che non dobbiamo abbassare la guardia per 2 ordine di motivi come il ripensamento della Ue ed il CETA,l’accordo firmato con il Canada,attraverso il quale, con accordi bilaterali Usa-Canada far rientrare dalla finestra quello che non è entrato dalla porta.C’è da sottolineare che dovrebbe esserel’Italia con i suoi prodotti dop,doc e di nicchia ad ostacolare questi tipi di trattato ed invece tra governi abusivi e politici miopi se non al soldo delle multinazionali siamo diventati il ventre molle della salute in europa.

  3. E’ di oggi la notizia apparsa sul sito de Il Sole24ore della notizia che la multinazionale tedesca Bayer abbia offerto alla Monsanto quasi 65 miliardi di dollari per il controllo della stessa.E’ chiaro la volontà egemone in Europa,segnatamente nella Ue,della Bayer anche in funzione del TTIP dopo il referendum britannico.

  4. Con la’ansa di questo pomeriggio si è venuto a conretizzare quanto scritto nel precedente commento del 7 settembre scorso.
    “ANSA) – ROMA, 14 SET – Accordo fatto tra Bayer e Monsanto per un’operazione valutata circa 66 miliardi di dollari incluso il debito. Le due società hanno ufficializzato l’intesa precisando che l’azienda farmaceutica tedesca pagherà 128 dollari in contanti per ogni azione Monsanto (alzandola rispetto alla precedente di 127,50 dollari) e ha aumentato da 1,5 a 2 miliardi la commissione da pagare se l’Antitrust dovesse bocciare l’operazione.”
    Ora cosa credete che accadrà a noi,alla nostra salute,agli ogm ,all’avanzare dell’agroalimentare “brevettto” non più dalla natura ma dalla multinazionale che spazierà dal chimico al cotechino?

  5. ” #Salute le multinazionali del farmaco fanno di tutto per ingraziarsi ministri e medici,ma chi le combatte?Nessuno nopecoroni.it ”
    Quando si parla di TTIP si parla di multinazionali come la Bayer che producono anche farmaci ma soprattutto di accordi con i governi nazionali per pagare meno tasse possibile, a differenza di noi,popolo del cedolino/busta paga ,che non possiamo evadere perchè la trattenuta è alla fonte.Ma quello che in molti non sanno è che le multinazionali e gli stati fanno accordi che,in barba alla legge che dovrebbe essre uguale per tutti,tolgono molto a chi guadagna poco e viceversa. Da il giornale Huffington post (Giovanni Paglia) :
    “In Italia è possibile da anni stipulare accordi di ruling internazionale. Che significa? Significa che una multinazionale può sedersi al tavolo con l’Agenzia delle Entrate e discutere quante tasse pagare nei cinque anni successivi, evitandosi controlli e contestazioni. L’Agenzia afferma naturalmente che questi accordi non possono riguardare le aliquote, ma la cosa è del tutto insignificante dato che riguardano di fatto la base imponibile.
    Se si accetta che questa venga tenuta artificiosamente bassa, per esempio attraverso il transfer pricing, le tasse diventano più basse di quelle pagate in proporzione dagli altri contribuenti. È chiaro quanto sia ingiusto un sistema che tassa alla fonte i lavoratori dipendenti, impone oneri e controlli alle imprese domestiche, e lascia libere le multinazionali di costruirsi un fisco fai da te.
    Per questo ho rivolto un’interrogazione al ministero dell’Economia e delle Finanze, per sapere quante e quali siano le società che abbiano stipulato accordi di ruling e quali siano le loro condizioni sintetiche.
    La risposta incredibile quanto inaccettabile è che gli accordi sono 50 in capo a 35 soggetti, ma che “gli obblighi di confidenzialità previsti dai singoli accordi, sia a carico dei contribuenti sia dell’Amministrazione finanziaria, non consentono di divulgare i dati identificativi delle società nonché i termini degli accordi”.
    Di fatto si mette un ridicolo segreto di Stato sul trattamento fiscale delle multinazionali, proprio nel momento in cui il caso Apple dovrebbe indurre alla massima trasparenza. Per non parlare dei rischi di corruzione, sempre in agguato se al Parlamento non è possibile nemmeno sapere quali siano le condizioni di contratti che possono valere miliardi. Continueremo a chiedere notizie al Governo, coinvolgendo se necessario anche l’ANAC.
    In questo campo l’opacità è qualcosa che proprio non possiamo permetterci.”
    La fiscalità deve essere equa e progressiva,lo è anche in questo caso,lo è per tutti?

  6. ” # Salute sicilia importa grano dal canada pieno di micotossine e glifosati ma loro vogliono supercontrolli per l’uva nopecoroni.it ”
    “Il noto micologo pugliese, Andrea Di Benedetto da anni, si occupa dei problemi del grano duro e di micotossine,come quello canadese.Questo ‘regalo’ lo dobbiamo all’Unione Europea che, dal 2006, in seguito alle pressioni delle lobby, consente l’arrivo, con le navi, di grani duri che in altre parti del Mondo vengono smaltiti come rifiuti tossici. Il problema vale per tutti i consumatori europei ma, in particolare, per gli italiani: soprattutto per gli abitanti del Sud Italia che, in media, tra pasta, pane, pizze, dolci ingeriscono ogni anno 130 chilogrammi di derivati del grano. Da qui l’aumento di malattie: Morbo di Crohn, Parkinson, Autismo e altre patologie autoimmuni. E anche la Gluten sensitivity, scambiata per Celiachia.”
    (Tratto dal sito informarexresistere)
    La tracciabilità del prodotto e non l’eccessiva burocratizzazione sono l’unica possibilità,insieme ad una corretta informazione che dovrebbe (ma lo è?) provenire dagli enti preposti dello stato,che noi abbiamo per un’alimentazione consapevole.Ma il nostro governo e la UE è veramente questo quello che vogliono,che perseguono? Troppi interessi intorno al TTIP,troppe pressioni delle multinazionali che vanno dall’agroalimentare al farmaco,mi fanno pensare che i loro interessi non collimino con i nostri.

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