METODO DI BELLA e delinquenti.

buongiorno,

Giustizia è fatta
Eseguita la sentenza per il reato di guarigione indebita
A cura del dottor Giuseppe Di Bella – 7 marzo 2016

Due storie parallele, la signora Barbara ammalata di linfoma e Filomena di mieloma multiplo. Entrambe hanno iniziato il MDB dopo il fallimento dei trattamenti chemioterapici ufficiali “ di provata efficacia”, entrambe con MDB hanno ottenuto la completa remissione della malattia, e documentandola, mediante ricorso, l’ASL è stata condannata ad erogare loro gratuitamente il Metodo Di Bella. Barbara era stata chemiotrattata per un linfoma, era andata in remissione, ma dopo alcuni mesi per un’estesa recidiva, era stata nuovamente sottoposta a chemioterapia senza successo.

Quando il linfoma è chemioresistente la guarigione è improbabile. Le hanno proposto chemio ad alte dosi, trapianto di midollo con sicura sterilità, senza alcuna certezza di guarigione, ma ha deciso di curarsi col Metodo Di Bella con cui è andata rapidamente in remissione, stabile ormai da 10 anni.Per la difficoltà a sostenere l’onere dalla cura (che allo stato costerebbe meno della decima parte di quanto mediamente spende per queste patologie) fece ricorso e il giudice per la documentata remissione con MDB ordinò all’ASL di erogare gratuitamente i farmaci.

L’ASL, si è appellata per entrambe, e altri giudici hanno deciso la sospensione dell’erogazione del MDB condannandole a restituire quanto aveva ottenuto per guarire. Per Barbara non avendo fatto, al contrario di Flora, le chemio ad alte dosi che precedono il trapianto, il periodo di cura con MDB era stato sufficiente, contrariamente a Flora che necessitava di continuare il MDB a pieno regime. Flora e Barbara si sono macchiate del “Reato di guarigione indebita” e sono state condannate. Questo reato si configura quando i pazienti dopo il documentato fallimento dei protocolli oncologici “ufficiali” osano guarire col Metodo Di Bella, con poco rispetto e deferenza per le istituzioni sanitarie che ne avevano decretato l’inefficacia.

Potrebbe configurarsi anche il reato di lesa maestà nei confronti dei tanti luminari e lampadari accademici istituzionali che hanno proclamato l’inefficacia del MDB. Nel 2000, era stato diagnosticato a Flora un mieloma multiplo, con osteolisi alla scapola, e successiva disseminazione osteolitica. Dopo molteplici cicli di chemioterapia era stata sottoposta ad autotrapianto di midollo. Nel 2004 una recidiva polmonare era stata asportata chirurgicamente. La persistenza e progressione di malattia neoplastica si manifestava nei mesi successivi con astenia, dolori diffusi, inabilità al lavoro, progressivamente ingravescenti.

Nel 2006 la diagnostica biochimica e strumentale (PET ecc…) evidenziava estesa ripresa della malattia con diffusa progressione ossea. Dopo il fallimento di chemio, radioterapia e chirurgia Flora, alla fine del 2006, si è rivolta al Metodo Di Bella che ha progressivamente migliorato la qualità di vita, eliminato il dolore e consentito la ripresa dell’attività lavorativa. Gli esami ematochimici confermarono, insieme alla PET, la remissione con risposta obiettiva completa delle lesioni tumorali. Per la documentata risposta positiva al MDB, nel 2008 è stato accolto il suo ricorso e ha ottenuto l’erogazione del Metodo Di Bella.

Dopo un lungo e intenso iter chemio-radioterapico e chirurgico, per stabilizzare il risultato e limitare l’incidenza di recidive, il Metodo Di Bella avrebbe dovuto essere continuato completo e ad alte dosi. Quando le è stata negata la cura, Flora intervistata nel marzo 2013 dal Quotidiano Nazionale ha dichiarato con piena consapevolezza e profonda convinzione “Senza cura Di Bella sono condannata a morte” Facile profezia, tragica e realistica previsione, puntualmente avveratasi. Le precarie condizioni economiche, l’impossibilità non solo di praticare il Metodo Di Bella alle dosi previste e necessarie nella sua situazione, ma di poterlo effettuare con continuità anche a dosaggi minimi, hanno prodotto il prevedibile deterioramento delle condizioni di salute e creato le premesse della ricaduta che ha precocemente e drammaticamente concluso la sua esistenza. Le difficoltà economiche, la mancanza di un lavoro stabile (chi è ammalato difficilmente può svolgere un’attività lavorativa) la forzata, frequente, discontinuità della cura e la mancanza del costoso octreotide a lento rilascio, (che in queste condizioni e stadi svolge un ruolo vitale), hanno realizzato quanto aveva intuito e dichiarato alla lettura della sentenza “Per me questa è una condanna a morte. Senza la cura Di Bella la malattia ritornerà e io sarò spacciata”.

I pochi che aiutano economicamente (in silenzio, riservatamente) questi ammalati devono dividere le proprie disponibilità tra le troppe persone abbandonate da uno stato indifferente e ostile che “condanna” questi sofferenti a restituire (maggiorato) quanto hanno ricevuto per salvare la vita. [Hanno ricevuto i farmaci dalle farmacie ospedaliere che li acquistano a metà prezzo, mentre sono state condannate a restituire il prezzo pieno, doppio, praticato al pubblico in farmacia]. Sorgono spontanei in questi tragici eventi i sentimenti di grande stima e profonda gratitudine per le nostre istituzioni.

E’ commovente l’onestà intellettuale della “comunità scientifica” nostrana, così come la preoccupazione dei nostri politici di governo per il benessere e la salute dei loro amati sudditi. Questi sentimenti sono ovviamente estesi a tutta l’onesta e indipendente informazione nazionale attivamente, interamente mobilitata con instancabile ed eroico impegno a sostenere i diritti dei cittadini alla salute e ad un’ efficiente,corretta gestione della sanità.

E’ un quadro edificante, merita il popolo italiano una così grande fortuna? si rende conto di quanti inestimabili benefici in tutti i campi, non solo nella sanità, sia debitore a questa classe politica e ai mass-media nazionali? Qualche bieco complottista potrebbe non apprezzare l’interruzione forzata imposta a Flora della terapia che l’aveva risanata, e la condanna a restituire quanto ottenuto per curarsi, senza considerare che hanno fatto tutto ciò, ovviamente, solo per il suo bene.

Avendo dichiarato con l’onesta, corretta e irreprensibile sperimentazione del 1998 l’inefficacia del MDB, questi filantropi hanno coerentemente liberato la paziente da questa inutile terapia, ovviamente senza minimamente considerare il marginale e tracurbile dato che le aveva salvato la vita e restituita salute ed efficienza.

4 commenti su “METODO DI BELLA e delinquenti.”

  1. Mentre leggo questo articolo dove si viene posti a conoscenza che col “metodo Di Bella” si può guarire,ed è un tribunale con i suoi esperti che hanno visionato come parte terza la documentazione dei ricorrenti,apro la pagina della AIRC,l’associazione dei soloni della medicina nella cui pagina web campeggia il bel faccione del diplomato piero Angela,già giornalista del carrozzone Rai che ora presta il proprio viso nella pagina dedicata proprio al suddetto metodo.Da questa pagina on line,con il copia incolla di seguito inserisco i punti di “forza” del loro NON riconoscimento del metodo Di Bella come metodo “guaritivo” :
    In breve
    •La multiterapia Di Bella è un insieme di diverse molecole tra cui ormoni, farmaci chemioterapici e vitamine. Non esiste una formulazione rigorosa della terapia in termini di quantità e somministrazioni, in quanto il metodo prevede che sia modificata a seconda del singolo paziente.
    •Alcuni dei componenti della terapia Di Bella sono singolarmente utilizzati come farmaci antitumorali per alcuni tipi di tumori, ma non esiste nessuna prova che la loro combinazione, come nella terapia Di Bella, abbia una qualche efficacia contro il cancro.
    •Le sperimentazioni condotte nell’uomo seguendo le norme della buona ricerca scientifica hanno dimostrato che la cura Di Bella non apporta benefici e non ha effetti terapeutici per la cura dei tumori: in alcuni casi i pazienti trattati col metodo Di Bella sono vissuti meno di altri trattati con le terapie convenzionali.

    Un tribunale a seguito di una causa intentata contro la sanità pubblica,ovvero tutti noi che paghiamo le tasse, ha dato ragione ai ricorrenti curati col metodo “Di Bella” poichè hanno dimostrato “ogni ragionevole dubbio”,come suole affermare la magistratura,che vi sono casi di guarigione e che viso stati casi anche la salute è stata ulteriormente compromessa dalla stessa cura perchè la magistratura,non riconoscendola valida,ha di fatto autorizzato le asl a non autorizzare le predette cure.Da ignorante mi sovviene una domanda: La notte,quando si apprestano a dormire,soli con la propria coscenza,questi soloni della scenza riescono a dormire?

  2. Se dovessimo applicare quanto è stato applicato ai vaccini,con le sostanze che sono presenti in taluni di questi, non ci sarebbe che la galera dal ministro Lorenzin a scendere, con o senza il bel faccione del giornalista divulgatore scentifico piero Angela. Questa considerazione avrei voluto scriverla nel mio precedente commento e che,tra un errore e l’altro nella nella battitura,ho dimenticato di scrivere.La speranza che ci rende vivi è la consapevolezza di aver fatto il possibile.Certi burocrati d’alto rango,certi scenziati di “noprofit” lautamente pagati,posso affermare di perseguire questo approccio verso la vita?

  3. Caro piero digitando su internet ho trovato un commento di risposta del figliolo del Di Bella padre che spiega come effettuare la cura che riporto virgolettato .Come spesso accade in medicina le cure migliori sono quelle più semplici,le più economiche ma,come spesso accade sono le più osteggiate perchè il margine di guadagno per le case farmaceutiche è ridotto rispetto a quelle prodotte dal circo esistente ad un malato cosiddetto terminale. Lascio a chi legge ogni confronto con i costi delle altre cure fermo restando che nessuna di queste è una passeggiata su il lungomare.Un caloroso saluto.

    “Oggi l’oncologia per la prevenzione sa di chirurgia. Una prevenzione dei tumori farmacologica, che è quella basilare e la reale prevenzione, non esiste.
    Si fa il dosaggio della soluzione di retinoidi in vitamina E, un cucchiaio al mattino a digiuno. Bisogna aspettare almeno un quarto d’ora prima del pasto del mattino. Per avere un’idea del dosaggio opportuno, almeno le prime volte, si può aspirare con una siringa il corrispettivo: per esempio una persona di 60 kg = 6 centimetri cubici, se pesa 70 kg = 7 centimetri cubici, un bambino di 20 kg = 2 centimetri cubici. Poi si aggiunge la vitamina D3 in gocce, in media nella prevenzione sono sufficienti 10 gocce di vitamina D3.
    Per quanto riguarda melatonina, che è la massima attività biologica, è quella che riproduce esattamente la composizione che ha la melatonina nel sangue ha un legame d’idrogeno con l’adenosina, la formulazione che fece mio padre stabilizzata dalla glicina. Blisterizzata, va fatta ad alta pressione per consolidare e stabilizzare questi legami, in media per un adulto che non ha particolari situazioni personali, 5 mg sono sufficienti.
    Poi il versus è se io devo intervenire su una persona che ha familiarità tumorale, chi ha avuto rischi, chi ha avuto interventi, polipi e cose di questo genere, sono situazioni particolari.
    Le dosi medie sono queste. Facendo il rapporto su un uomo che pesa 70 kg in media che fa la prevenzione completa, compresa melatonina e vitamina D3, in questi limiti il costo si potrebbe aggirare intorno ai 30/40 euro al mese.”

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