L’INQUISIZIONE NELLA MEDICINA

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Vaccini? Meglio se non li fa”. Medico rischia la sospensione
By Archimede on 29.02.16 17:43 | Permalink | Commenti (0)
“Vaccini? Meglio se non li fa”. Medico rischia la sospensione

di Valentina Calzavara 27 febbraio 2016
La Commissione dell’Ordine sta valutando la posizione del professionista. Ma non è il primo caso. E così si rischia il ritorno di malattie pericolosissime

TREVISO. Un medico veneto, apertamente schierato contro i vaccini, è stato segnalato all’Ordine dei Medici del capoluogo. L’operato del professionista, che in passato avrebbe scoraggiato alcune famiglie a svolgere la copertura vaccinale prevista nei primi anni di vita del bambino sarebbe già sul tavolo della commissione ordinistica trevigiana. La segnalazione, arrivata qualche settimana fa in via Cittadella della Salute, alla sede dell’Ordine, indicava che il medico trevigiano si sarebbe pubblicamente dichiarato contro le profilassi previste durante l’infanzia. In Italia infatti sono obbligatorie le vaccinazioni antidifterica-tetanica, l’antipolio, l’antiepatite B, mentre sono solo raccomandate la trivalente contro morbillo, parotite e rosolia e la vaccinazione contro la pertosse.

Nel caso del medico trevigiano si procederà come da prassi. In questi casi la procedura prevede che venga valutata la gravità dell’azione messa in atto dal sanitario e che venga stabilita un’eventuale sanzione disciplinare nei suoi confronti, proporzionale all’illecito commesso. Un gruppo di sanitari esperti seguirà la vicenda per stabilire gli eventuali provvedimenti da adottare verso il collega. L’iter di un’azione disciplinare prevede vari step. Nella prima fase c’è la convocazione del condotto davanti alla commissione. Al medico verranno esposti i fatti addebitati e le circostanze emerse dall’istruttoria con la raccolta delle prove documentali. A sua volta il medico interverrà per chiarire la sua posizione.

Dopo il confronto tra le parti, il Consiglio si esprimerà, entrando nel merito del caso e decidendo l’eventuale azione disciplinare. Nel caso la pratica non venga archiviata per l’insussistenza delle accuse, il medico potrà subire una delle quattro tipologie di sanzione indicate dal codice deontologico che regola la professione medica: un semplice richiamo, misura che equivale ad un’ammonizione che diffida il colpevole a non ricadere nella mancanza commessa, la censura che è una dichiarazione di biasimo per la mancanza commessa, oppure la sospensione dall’esercizio della professione da uno a sei mesi.

Sulla vicenda del medico trevigiano che sarebbe oggetto del procedimento di sanzione disciplinare, l’Ordine dei Medici di Treviso non si esprime. Nessuna conferma e nessuna smentita, sulla vicenda l’ente mantiene il più stretto riserbo. Quel che è certo è che i vaccini sono uno dei temi più attuali e discussi. Proprio per questo, l’Ordine trevigiano ha organizzato il 30 marzo un convegno dal titolo “Vaccini e vaccinazioni tra scienza, pregiudizi e falsità”.

Durante l’evento verrà espressa la posizione ufficiale della categoria medica. Posizione che Luigino Guarini, presidente dell’Ordine della Marca, già anticipa: «La federazione nazionale degli ordini considera i vaccini fondamentali perché servono a proteggere da gravi malattie».

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Fonte:

http://m.nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/02/27/news/vaccini-meglio-se-non-li-fa-medico-rischia-la-sospensione-1.13030478?ref=fbfnv

2 commenti su “L’INQUISIZIONE NELLA MEDICINA”

  1. Il medico di base pediatrico ha “consigliato” i genitori del bambino a non vaccinare il bambino,spiegando loro il perchè di questo “consiglio”.Un medico deve poter dare un consiglio,circostanziando le motivazioni che lo hanno portato a dare tale consiglio. Quante volte un medico di base è stato portato in giudizio tribunale poichè NON posti a conoscenza dei possibili effetti collaterali/controindicazioni? Se il medico di base dev’essere un semplice passacarte qual’è lo scopo di questi?

  2. Il sindaco di Rignano e medico daniele Lorenzini ,alle porte di Firenze, ha deciso di fare uno spot vaccinazione vacciinandosi contro il meningocco e vaccinando 30 dipenenti del comune,tutti o quasi, che si sono spontaneamente (?) disponibili per la vaccinazione. L’esatto contrario del medico pediatrico che consigliava di non farlo.Nel caso del pediatra il “consiglio” è visto come un’indebita ingerenza del medico come se più che un medico pediatra della asl fosse un venditore di tartufi passato per caso da quelle parti; nel caso del sindaco di Rignano non è stata rilevata un’ingerenza,una sollecitazione psicologica,per una vaccinazione che,visto il numero dei casi rapportati alla densità per kmq di Firenze e provincia non è così accentuata se non nel comune di Empoli.Due casi opposti,due trattamenti mediatico-giudiziari diversi,che pongono più di un dubbio.

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