LE MULTINAZIONALI DEL FARMACO,gli antidolorifici che uccidono.

buonasera,
tutti questi articoli solo per risvegliare l’interesse della gente su quello che succede nel mondo,soprattutto di cose brutte,spero..

Stati Uniti. L’abuso di antidolorifici uccide migliaia di persone
By Archimede on 23.03.16 17:11 | Permalink | Commenti (0)
Stati Uniti. L’abuso di antidolorifici uccide migliaia di persone

Sono 4.7 i milioni di americani dipendenti dai “painkiller” e 52 milioni i minori di 12 anni a cui sono stati prescritti. La denuncia del Governo e della Chiesa

L’abuso di painkiller (antidolorifici e oppiacei, prescritti anche per tamponare ansie e depressioni) rappresenta una vera e propria emergenza nazionale negli Stati Uniti. Tanto è vero che nel giro di pochi giorni ci sono stati diversi interventi: la conferenza episcopale cattolica del Massachusetts ha pubblicato un documento in materia, il Parlamento dello Stato ha approvato una legge che restringe l’uso dei painkiller e il Center for Disease Control and Prevention (Cdc) del governo federale ha emanato linee guida restrittive.

MIGLIAIA DI MORTI. All’inizio del mese la dichiarazione dei vescovi ha denunciato la morte di 1.099 persone nel 2014, «riportate dal dipartimento della Salute» e «altre 74 stimate», mentre «nel 2013 si erano contati 911 decessi». Inoltre, «lo Stato del Massachusetts stima il tasso di 17.4 morti per 100 mila residenti come “il più alto di sempre”, con una crescita del 228 per cento dall’anno 2000», in cui morirono 338 persone. La Chiesa locale, sebbene «la legislazione da sola non basti a risolvere il problema», ha chiesto un intervento legislativo, spiegando che la piaga porta anche «alla rottura di famiglie, amicizie, legami con i vicini e con le comunità». Il 14 marzo scorso, all’unanimità, il Parlamento del Massachusetts ha limitato l’uso dei painkiller a «una settimana al massimo per la prima prescrizione di oppioidi». Il giorno successivo il Cdc ha fatto di più, stabilendo che i farmaci vanno dati a chi soffre pene acute per tre giorni al massimo, perché una terapia di sette giorni «è raramente necessaria».

«LA PEGGIORE CRISI». Il direttore del Cdc, Tom Frieden, ha poi aggiunto che «se stai prescrivendo un oppiaceo a un paziente per la prima volta, questa è una decisione grave, che potrebbe cambiare per sempre la vita del paziente. Perciò devi pensarci attentamente prima di farlo». Come ripetuto dal Time, che lo scorso giugno ha dedicato la copertina a quella che ha definito «la peggiore crisi da dipendenza che l’America abbia mai conosciuto», le morti calcolate dal Cdc nel 2014 in tutti gli Stati Uniti sono state 28.647. Mentre sono ben 4.7 milioni i cittadini americani dipendenti dai painkiller e 52 i milioni di bambini sotto i dodici anni a cui sono già stati prescritti. Frieden ha poi aggiunto che persino «per molti pazienti con dolori cronici i rischi della prescrizione degli oppiacei sono molto maggiori dei benefici, [che restano] incerti». Ramin Mojtabai, professore di psichiatria presso la Johns Hopkins Bloomberg School, che già aveva parlato dell’incapacità di soffrire da parte dei giovani americani, ha aggiunto: «Nelle università sono usati come farmaci che aiutano gli studenti a rimanere svegli tutta la notte».

BUSINESS MILIARDARIO. C’è da chiedersi allora come mai la prescrizione, soprattutto da parte dei medici di base, non sia del tutto bandita. Il Wall Street Journal spiega che «le linee guida del Cdc, quando sono state proposte, hanno prodotto la resistenza delle industrie farmaceutiche» che nel 2014 hanno guadagnato «20.4 miliardi di dollari» dalla vendita di farmaci contenenti Ossicodone come l’hydrocodone, l’hydromorphone o il propoxyphene. Obama aveva invece chiesto al Congresso 1 miliardo di fondi dei contribuenti per contrastare il fenomeno dell’abuso. Ma la «campagna promozionale non ha davvero precedenti», ha dichiarato Andrew Kolodny, direttore del centro di trattamento per le dipendenze Phoenix House. Basti pensare che l’anno scorso, nonostante l’allarme già riconosciuto da anni, la Food and Drug Administration ha approvato la prescrizione dell’OxyContin, fra gli antidolorifici più potenti e pericolosi, anche ai bambini dagli 11 a 16 che soffrono di un dolore acuto. Kolodny non ha nascosto che «i rappresentanti dei farmaci insistevano con i medici di base che l’OxyContin non aveva rischi reali e solo benefici. Ma ciò che hanno venduto è l’idea che la sofferenza sia una malattia e non un sintomo». Sostituendo così la prescrizione di farmaci alla ricerca delle cause dei disagi psicofisici.

@frigeriobenedet
Fonte: Usa: Stato e Chiesa contro abuso antidepressivi | Tempi.it

3 commenti su “LE MULTINAZIONALI DEL FARMACO,gli antidolorifici che uccidono.”

  1. Le multinazionali del farmaco hanno ingenti risorse finanziarie per finanziarie “viaggi studio” o “ricerche” con successive pubblicazioni e relativi passaggi sui principali media della televisione e carta stampata,con un ritorno di immagine non indifferente.Con questi presupposti poco importa che,come scrive Altroconsumo,fatta eccezione per l’acido acetilsalicilico, gli antinfiammatori, se assunti con regolarità ed elevata frequenza, possono aumentare il rischio di complicazioni cardiache o peggiorare le condizioni di salute di chi già soffre di pressione alta.Un altro effetto è che sono irritanti per lo stomaco : fra il 5 e il 10 percento delle persone che assumono Fans con regolarità nell’arco di un anno
    potrebbero soffrire di sanguinamento.
    Per i diabetici è bene sempre consultare il medico prima dell’assunzione dei Fans, perché studi hanno rilevato casi di insufficienze renali in seguito al loro uso.La salute è un bene prezioso ma spesso,con una classe politica inetta e “sollecitata” come quella italiana ma non solo,questo passa in secondo piano.Lo spot della Lorenzin con la vaccinazione dei suoi bambini ne è la riprova.

  2. Ho riletto il mio precedente commento ed ho avuto la sensazione che parlare di “sperimentazione” dei farmaci,di “studi” degl’effetti dei farmaci sugl’esseri umani,di ,per poi leggere,ascoltare e veder promuovere farmaci,anche da figuri che per carica istituzionale,non solo della ministra ma anche dell’AIFA e di vice ministro (i sottosegretari) ,quindi tecnici che non possono non sapere,che rassicurano sulla NON nocività del farmaco considerati i “benifici” (?) che questi portano alla nostra salute (?), sembra di tornare ai campi di sterminio nazisti dove usavano,trattati come cose e non come esserei umani,ebrei,minoranze o semplici nemici del pensiero unico,il tutto ammantato di politica,sì politica dell’aberrazione perpetuata sui cittadini inermi ed inconsapevoli.Ora come allora,poco è cambiato nella sostanza di vedere i diritti dell’umanità.

  3. La prima “industria” dell’economia sommersa è quella della produzione e commercio della droga.Contestualmente ,insieme all’alcool, è la prima voce di spesa sanitaria per le strutture sanitarie per costi sociali e la prima voce del sommerso,dell’avasione fiscale.Lo stato tende a vedere,come è giusto che sia,l’aspetto sociale ma in assenza di un vero e duraduro contrasto dell’economia criminale queste risorse criminalmente acquisite ,dopo essere passate attraversola “lavatrice ” delle banche oo shore,ritornano in Italia come capitali di investimento per aquisire legalmente ,ma con soldi di provenienza illegale,quel tessuto economico una volta sano ed ora malato terminale.Lo stato “cura” i drogati ma non contrasta con la dovuta forza chi li porta alla morte o ad un passo da essa.Da qui la spesa sanitaria,anche con gli oppiacei,che ingrassa ancor di più la già folle spesa sanitaria.Un cane bendato che follemente si morde la coda,questo è diventata l’Italia.

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