“FARO’ FINTA DI NON ACCORGERMENE”

Buongiorno,
tutti al muro,è gentaglia.

FARMACI: “Non cambiare quell’etichetta, farò finta di non accorgermene”
By Archimede on 07.12.15 17:27 | Permalink | Commenti (0)
Nell’ordinanza i dialoghi fra i manager delle case farmaceutiche e i “controllori”
Telefoni intercettati, bustarelle e misteri. Chiesti in tutto una trentina di fermi

“Non cambiare quell’etichetta
farò finta di non accorgermene”

TORINO – Le etichette dei farmaci erano fuori legge? Non indicavano rischi che potevano essere letali perfino sui bambini? Le amicizie dentro l’Agenzia italiana del farmaco erano talmente solide e radicate, che si chiudeva un occhio.

Sarebbe, secondo l’accusa, il caso del “farmaco Minirin della Ferring”. “La grave incompatibilità – scrive il gip di Torino nella sua corposa ordinanza – con l’indicazione di enuresi (ndr, incontinenza) notturna dei bambini, resa evidente dal decesso di un bimbo in Francia, non impedisce al Walter Patriarca di chiudere un occhio circa il fatto che il farmaco sia in circolazione senza revisione delle etichette”.

Nel marzo del 2006 era partito “l’ordine dell’agenzia francese del farmaco di eliminazione dell’indicazione terapeutica”. E, di conseguenza, anche l’Italia si sarebbe dovuta adeguare per evitare rischi. Il funzionario Aifa indagato, allora, chiama l’amico, referente in Italia per la società e lo incalza. “Perché dici di rifarla?”, lo interroga l’amico che non capisce tale premura. “Senti una cosa – insiste – abbiamo problemi produttivi che dobbiamo risolvere, le etichette secondo te io le posso smaltire, almeno quelle ad esaurimento?”. La risposta al telefono intercettato del funzionario è emblematica: “Senti, allora facciamo così, io faccio finta di niente, di non vederle…”

Tra i due indagati, Patriarca e Giuseppe Irianni, il rapporto sembra fraterno. I due parlano tranquillamente di come scambiarsi anche il denaro. Il primo, funzionario dell’Agenzia, chiede all’altro, raccomandandosi “10 mila euro in contanti grossi, i più grossi che hai”. Ma riceve anche in dono una vacanza in albergo a Maratea “con moglie e figlio in una camera matrimoniale più lettino vista mare”.

I pm di Torino, capeggiati dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, avevano costruito un castello di accuse con l’obiettivo di spazzarla letteralmente via l’Aifa, a colpi di ordini d’arresto per il carcere. Di diverso avviso il gip, che ha respinto oltre 20 richieste, accogliendo solo otto misure restrittive.

Figura di primo piano nell’esplosiva inchiesta è il direttore generale Nello Martini che ha come interlocutori manager di primo piano della Bayer, Umberto Filippi e Roberto Ceresa. Il primo addetto all’Heat Policy Regulatory Affaire head del colosso tedesco, il secondo un gradino sotto, con un passato in Siemens ma anche con una lunga militanza nella Lega Nord. Martini li incontra anche furtivamente fuori dall’orario di lavoro, come avvenuto il 9 febbraio 2007 all’aeroporto di Verona.

L’impegno di Martini è visibile, come quando, stando sempre ai pm, concede una corsia preferenziale al farmaco “Levitra”, un farmaco analogo al Viagra, “che nel febbraio del 2007 ottiene una procedura particolare e non prevista, ovvero il mantenimento di Levitra in classe C”. Il risultato? “A seguito della decisione dell’Aifa, gli acquirenti verranno ugualmente rimborsati: ciò significa che il Servizio sanitario nazionale si troverà a pagare un costo maggiore rispetto alla preventivata spesa per ottenere una analoga prestazione”.

Per il gip, “la proposta di Martini costituisce il compimento di un atto contrario alle previsioni di legge”, ma ciò non giustifica il suo arresto.
Non è scampato al carcere invece Pasqualino Rossi, funzionario dell’Aifa, dirigente dell’ufficio Assessment Europeo. Secondo le accuse, con la bustarella ottenuta in cambio di un occhio di riguardo nei confronti delle pratiche presentate all’Agenzia del farmaco da una procuratrice di più aziende (finita ieri ai domiciliari), il Rossi si sarebbe perfino pagato in contanti il fabbro che gli montava la porta blindata di casa. La moglie del Rossi stesso, il 7 luglio scorso, al telefono era preoccupata per il saldo della blindatura. Ma il marito la rassicura: “Tanto dovrebbe passare già D. R.”
(L. Ple. E. Ran.)

Fonte: http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/farmaci-truffa/telefoni-intercettati/telefoni-intercettati.html?refresh_ce

Un commento su ““FARO’ FINTA DI NON ACCORGERMENE””

  1. Nella pubblica amministrazione è prassi comune che tra il controllante ed il controllante si instauri un rapporto amicale,quasi “fraterno”, dove in un certo qual modo possiamo ben dire che avviene uno scambio di ruoli: è il controllato che impone determinati requisiti alla merce in modo tale da pilotare la gara.Se una ministra,con i suoi bambini,trova normale fare uno spot pubblicitario ai vaccini,producendo una visibilità al prodotto che diversamente sarebbe costata milioni di euri,è ovvio che un dirigente dello stato,segnatamente dell’Aifa si senta autorizzato a fare altrettanto,sia pure con baldanzosa stupidità.Se vogliamo cambiare le cose è necessario partire dalla testa a scendere,ricordandoci che oltre alla sospensione dall’impiego,e quindi della paga,con le attuali leggi è possibile licenziare il dipendente infedele.L’esempio tanto più sarà duro,tanto più farà abbassare le orecchie a questi rapaci della cassa pubblica.Una domanda alla ministra Lorenzin:troverà mai il tempo,signora ministra,tra uno spot e l’altro a favore dei vaccini, di un’ispezioneamministrativa nel suo ministero ed agenzie ad esso collegate?

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