FARMACO DA 13 A 750 DOLLARI IN UN GIORNO

buongiorno,
nessuno scoprirà mai il marasma che c’è nell’industria farmaceutica.
Farmaco passa da 13 a 750 dollari in un giorno, proprietario: “È solo business”
By Archimede on 22.09.15 17:11 | Permalink | Commenti (0)
Farmaco passa da 13 a 750 dollari in un giorno, proprietario: “È solo business”

L’incredibile storia del farmaco Daraprim, un medicinale usato contro malattie anche letali e prezioso per i malati di Aids.

Il giorno prima costava 13 dollari a pillola, quello dopo ben 750. Non è un errore di calcolo ma l’incredibile aumento di prezzo a cui hanno assistito gli utilizzatori del farmaco Daraprim, un medicinale usato contro malattie anche letali come la toxoplasmosi e la malaria e che viene utilizzato anche sulle persone con il sistema immunitario compromesso a causa di infezioni per esempio causate dall’Aids. L’allarme è stato lanciato dai medici statunitensi che in 24 ore si sono ritrovati con un listino prezzi gonfiato a dismisura. Per i medici non c’è giustificazione all’aumento del prezzo e avvertono che il rischio è che molti inizino a curare i malati con medicine meno costose ma anche meno efficaci. La notizia ha occupato le prime pagine dei giornali americani durante lo scorso week-end e ha sconvolto l’opinione pubblica a stelle e strisce. Come riferiscono i media locali, l’aumento di oltre il 5000% è avvenuto quasi in concomitanza con il passaggio di proprietà dei diritti del medicinale.

I diritti sul Daraprim, che tra l’altro è un farmaco sul mercato da ben 62 anni, infatti sono stati acquistati di recente dalla ‘Turing Pharmaceuticals’, startup del 32enne ex manager di hedge-fund Martin Shkreli. La decisione di far levitare il prezzo infatti è stata proprio un’idea della nuova società finita ora al centro delle polemiche. Il proprietario dell’azienda, un giovane imprenditore americano di origini albanesi, però si difende. Pur ammettendo che produrre una sola pillola costa pochi dollari, ha sottolineato però che “vanno aggiunti i costi di distribuzione e le ricerche”. “Non capisco tutte queste critiche, noi non speculiamo sulla malattia, cerchiamo di fare business” ha dichiarato Shkreli in tv, assicurando: “I proventi serviranno per incentivare la ricerca contro l’Aids”.

Fonte: http://www.fanpage.it/farmaco-passa-da-13-a-750-dollari-in-un-giorno-proprietario-e-solo-business/

5 commenti su “FARMACO DA 13 A 750 DOLLARI IN UN GIORNO”

  1. Quali costi di ricerca possa avere un farmaco da anni sul mercato mi risulta oscuro,che questo Martin Shkreli sia un profittatore è un dato di fatto,cosiccome il fatto che dopo un certo periodo dallo sviluppo e commercializzazione un principio attivo debba essere messo a disposizione di qualunque casa farmaceutica.I soldi,come ben sappiamo ,anche se di provenienza non del tutto onesta non puzzano in modo particolare,conseguentemente il succitato “signore” continuerà ad avere un comportamento da rapace,qualcosa di cui andare,almeno in un certo mondo,fiero e gratificato.Purtroppo.

  2. Ho scritto e commentato anche i successivi post inerenti la salute ed i farmacialcuni dei quali hanno un solo beneficio acclarato:far fare soldi alle multinazionali,ricevere benefit da parte dei medici,ricevere fondi da fondazioni,opportunamente costituite,cosa molto gradita da politici e/o ministri.

    1. buonasera,
      in italia,paese allo sfascio,bisogna resettare tutto.Sono milioni i casi su cui intervenire,con medicine blande non si arriverà a niente.
      Bisogna usare altri metodi.
      Saluti

      1. Ci vuole metodo e sostanza.Il metodo può essere un’approccio con un dialogo diretto che arrivi ad ogni singolo cittadino,con il quale farlo sentire parte del problema e parte della soluzione.Se un farmaco costa un’enormità perle casse pubbliche e per giunta risulti meno efficace (forse di fatto inefficace) questo ci pone davanti ad un duplice problema : economico e sociale,ovvero dobbiamo utilizzare un farmaco “superato” con diversi effetti collaterali e benefici minimi per il fruitore ed inoltre finanziare nuove ricerche per principi attivi che diano risultati validi ed una sperimentazione diffusa.E si ritorna al punto di partenza.E questo vale per le medicine che servono a curare il corpo ma anche per le “medicine” che servono a “curare” la sora Italia che l’è tanto malata,che rischia di entrare in coma. Formare nuovi medici o nuovi politici non serve a nulla se non c’è una legge elettorale (farmaco) che dia stabilità (salute)allo stato (corpo) e senza particolari controindicazioni.E qui si passa dal metodo alla sostanza:un presidente della Repubblica sul modello francese in un parlamento monocamerale,eliminando quel via vai nei 2 rami del parlamento (perdita di tempo nelle cure) che possa sciogliere il parlamento qualora non vi sia maggioranza valida (cura valida).Tutto questo detto per ovvi motivi in modo estremamente semplicistico.Solo per rendere l’idea.

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