Ebola

Buongiorno, se vi interessa, l’ho ripreso da un forum.

Ebola è una delle tante espressioni dello scorbuto.

Oggi lo scorbuto è totalmente dimenticato, per non dire sconosciuto ai più, ed è relegato tra le malattie antiche che nessuno prende in considerazione, ma è estremamente attivo, è vivo, solo che la MU ha inventato nomi altisonanti di malattie varie, ognuna delle quali esprime appunto una espressione diversa dello scorbuto.

La base per combattere Ebola sta, prima di tutto, nella abbondante assunzione di C, naturalmente accompagnata da una buona alimentazione e supporti vitaminici vari.

Ovviamente è una macchinazione studiata a tavolino per sperimentare farmaci e vaccini in accordo con Big Pharma!!
In questo mondo di mxxxx il popolo africano è destinato a questi scopi e non solo…purtroppo!

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Orthomolecular Medicine News Service, 20 Agosto 2014

La vitamina C può guarire Ebola?
Di Steve Hickey PhD, Hilary Roberts PhD e Damien Downing MBBS, MSB.
Traduzione a cura di Stefano Pravato

Se ci fosse un farmaco che funzionasse contro Ebola si dovrebbe usarlo. Ma non c’è. C’è solo la vitamina C. Ma si deve essere estremamente attenti a ciò che si sente, come sempre, perché Internet è anche piena di pazzi pericolosi. E’ da quasi un decennio che l’OMNS parla di terapie nutrizionali; mettiamo le politiche mediche da parte e partiamo dai fatti. Ecco i fatti sulla vitamina C e Ebola.

1. Ingerendo circa un grammo al giorno di vitamina C ci si protegge solo dallo scorbuto acuto; non importa se la vitamina è liposomale, in nano-particelle o rivestita d’oro. Diffidate dei i siti web, delle aziende e delle clip di YouTube che fanno affermazioni infondate circa l’efficacia della vitamina C a queste dosi.

2. I resoconti suggeriscono che l’assunzione di vitamina C quasi a tolleranza intestinale ogni giorno (in dosi frazionate) vi aiuterà a proteggervi da ogni virus. Ciò è stato confermato per decenni da relazioni di medici indipendenti. Tuttavia, questi medici hanno espresso molto enfaticamente che la dose e il modo di assunzione devono essere adeguati – o la cosa non funzionerà. Non esiste nessuna “evidenza” diretta di studi controllati contro placebo che dosi massicce di vitamina C funzionino con Ebola, e del resto nessuno parteciperebbe volontariamente a un tale studio. Ma dosi massicce sono state efficaci contro ogni virus verso cui siano state impiegate. Ciò include Polio, Dengue e AIDS. Anche le complicazioni post vaccinali si riducono con l’impiego di vitamina C. Nel 1980, quando nessun altro trattamento era disponibile, ci sono stati episodi in cui l’AIDS conclamato è stato curato e il paziente riportato a uno stato di salute ragionevole. [i, ii]
Siete a rischio oppure siete preoccupati per Ebola? Ecco cosa dovreste fare.

Vitamina C
La vitamina C è il principale antiossidante da fonte dietetica. La maggior parte delle persone non ne prendono abbastanza per essere in buona salute. Anche se la dieta basta per molte sostanze nutrienti, la vitamina C è un caso speciale. Ignorate le fonti governative quando vi dicono che avete bisogno solo di circa 100 mg al giorno e che potete ottenere questa quantità dal cibo. La quantità necessaria di vitamina C varia a seconda del vostro stato di salute. Un adulto normale in perfetta salute potrebbe avere bisogno solo di un piccolo apporto, ad esempio 500 mg al giorno, ma non appena le condizioni varino è necessario assumerne di più. Analogamente, per prevenire le malattie, si deve aumentare la dose.

Una persona sana che voglia avere una possibilità ragionevole di evitare un raffreddore comune deve assumerne circa di 8-10 grammi (8.000-10.000 mg) al giorno. Si tratta di circa dieci volte tanto di quello che la medicina convenzionale abbia utilizzato nei test sulla vitamina C e il raffreddore comune. Dieci grammi (10.000 mg) è il minimo apporto farmacologico; può essere utile se si soffre di un leggero mal di gola, ma più (molto di più) può essere necessario. Per sbarazzarsi di un comune raffreddore, potreste dover prendere qualcosa da 20 a 60 grammi (60.000 mg) al giorno. Con l’influenza la quantità totale potrebbe essere di 100 grammi (100.000 mg) al giorno. Dal momento che la quantità varia da persona a persona, e da malattia a malattia, l’unico modo per scoprirlo è quello di sperimentare di persona.

Flusso dinamico
Il problema con l’assunzione per via orale è che le persone sane non assorbono bene la vitamina C a causa di ciò che il Dr. Robert Cathcart ha definito tolleranza intestinale. [iii] Prendere troppa di questa vitamina in una singola dose, provoca feci morbide. Una persona in buona salute potrebbe essere in grado di prendere un paio di grammi alla volta senza questo problema. Stranamente, quando una persona si ammala, la quantità tollerata si innalza parecchio senza questo effetto collaterale: fino a 20-100 + grammi al giorno, in dosi frazionate. [iv]

Le dosi elevate di vitamina C hanno una breve emivita nel corpo. L’emivita è il tempo impiegato dalla concentrazione plasmatica per dimezzarsi. Fino a pochi anni fa, alcune persone ritenevano che l’emivita della vitamina C fosse di diverse settimane. Abbiamo dimostrato che questa lunga emivita si applica solo a dosi molto basse.[ v ] Per contro, l’emivita di alti livelli ematici è solo di mezz’ora. Questa breve emivita significa che per assumere dosi di vitamina C elevate l’intervallo deve essere breve – un paio d’ore al massimo.

L’obiettivo è quello di raggiungere un flusso dinamico, per avere la vitamina C che fluisce continuamente attraverso il corpo. Il flusso dinamico richiede molteplici dosi elevate assunte durante il giorno. Quando separata nel tempo, ogni dose viene assorbita in maniera indipendente. Due dosi di 3 grammi, prese a distanza di 12 ore, sono assorbite meglio di 6 grammi presi tutti in una volta. Grandi dosi multiple, ad esempio 3 grammi quattro volte al giorno, producono un flusso costante di vitamina dall’intestino, nel flusso sanguigno e fuori, attraverso le urine. Parte di quanto ingerito non viene assorbito nel sangue e rimane nell’intestino, come riserva contro l’insorgenza precoce della malattia. Come inizia la malattia, il corpo impiega questo “eccesso” per aiutare a combattere il virus.
L’idea alla base del flusso dinamico è quella di mantenere il corpo in uno stato ridotto (antiossidante), con l’utilizzo di dosi elevate. C’è sempre vitamina C a disposizione, per rinfrescare il corpo e gli altri antiossidanti. Ogni molecola di vitamina C (acido ascorbico) ha due elettroni antiossidanti, che possono essere donati per proteggere il corpo. La molecola quindi diventa ossidata in deidroascorbato (DHA) e viene poi escreta, in modo che il corpo ha guadagnato due elettroni antiossidanti. I reni riassorbono la vitamina C, ma non il DHA; la molecola di vitamina C è assorbita, sfruttata e poi la parte residua, ossidata, è gettato via con la spazzatura.

L’efficacia della vitamina C non è direttamente proporzionale alla dose; non vi è linearità. C’è una soglia oltre la quale la vitamina C diventa altamente efficace. Sotto questo livello, l’effetto è piccolo; sopra di esso, l’effetto è drammatico. Il problema è che nessuno può dire in anticipo di quanta vitamina C avete bisogno. La soluzione è di prenderne di più – più di quanto si pensi necessario, più di ciò che si considera ragionevole. Il mantra è dose, dose, dose.

Tipi di Vitamina C
L’acido ascorbico, semplice e poco costoso, è la forma preferita di supplemento. I venditori possono cercare di vendervi forme “meglio assorbibili” con minerali o sali come sodio, potassio o ascorbato di calcio e così via. Questi sono irrilevanti, se non controproducenti, per un elevato consumo. Vale la pena notare quanto segue:

1. La temporizzazione è più importante della forma. Due dosi elevate di acido ascorbico prese intervallate sono assorbite meglio di una singola dose di ascorbato minerale.

2. Gli ascorbati minerali sono sali e non portano lo stesso numero di elettroni antiossidanti. L’acido ascorbico ha due elettroni da donare, mentre un sale ne ha tipicamente uno solo. Con dosi elevate, le forme “migliorate” sono quindi solo circa la metà quanto ad efficacia. Questo è coerente con le relazioni che le forme minerali sono meno efficaci nella lotta contro la malattia.

3. L’acido ascorbico è un acido debole, molto più debole dell’acido cloridrico dello stomaco. Gli ascorbati minerali possono essere meglio tollerati,in quanto rendono lo stomaco più alcalino che non l’ acido ascorbico. Tuttavia, uno stomaco alcalino non è una buona idea – ci sono motivi se il corpo secerne l’acido cloridrico nello stomaco, tra cui la prevenzione delle infezioni. Inoltre, se dovete trattare un’infezione virale emorragica, un lieve disagio intestinale non sarà certo cosa di grande preoccupazione.

4. Per assumere quantità elevate, le capsule di acido ascorbico sono in genere preferibili alle compresse. Questo perché le compresse sono confezionate con eccipienti e non è saggio prendere dosi massicce di queste sostanze chimiche. Controllare gli ingredienti – a voi interessa l’acido ascorbico e non il resto. I bioflavonoidi vanno bene, e le capsule possono essere fatte di gelatina o di un equivalente vegetariano.

5. L’acido ascorbico più economico da assumere è quello in polvere, sciolto in acqua. Se lo fate, utilizzate una cannuccia per evitare di intaccare lo smalto dei denti, in quanto è leggermente acido. Avrete bisogno di una bilancina elettronica per misurare la dose. Se non pesate con attenzione, sarà difficile restare leggermente sotto alla tolleranza intestinale.

Vitamina C Endovenosa
Idealmente, le persone infette dovrebbero ricevere dosi massicce di vitamina C per via endovenosa (IV) in infusione continua. L’ascorbato di sodio è preferito all’ acido ascorbico che è irritante per le vene.
1. Persone che siano malate seriamente non saranno in grado di prendere la vitamina C per via orale.
2. IV permette di ottenere i massimi livelli ematici di vitamina C
3. IV significa infusione continua, non un’iniezione (che avrebbe emivita ridotta)
A meno che non siate medici e che possiate curare voi stessi e la vostra famiglia, o che siate eccezionalmente ricchi, IV di ascorbato non sarà un’opzione in un focolaio di Ebola.

Vitamina C per via Rettale
La somministrazione rettale di ascorbato di sodio è un metodo che può essere utilizzato in casi di emergenza, e se necessario nei paesi in via di sviluppo, quando l’IV non è disponibile o non idonea. Gli infermieri possono rapidamente essere addestrati a mescolare 15-30 g di ascorbato di sodio in 250-500 ml di acqua pulita, e fare un clistere. Lo si può fare in modo sicuro ed efficace anche nei bambini. Un clistere rimuove anche del materiale intestinale che può essere problematico. La procedura è stata impiegata con successo con gli aborigeni nell’entroterra australiano.

Liposomi
In individui sani, i liposomi aiutano l’assorbimento orale della vitamina C; in alcuni casi questo è vero anche per le persone malate. Tuttavia, dobbiamo sfatare alcuni miti popolari.
In una persona sana, maggiori livelli ematici (circa 600 microM/L) possono essere raggiunti utilizzando liposomi di vitamina C rispetto all’acido ascorbico (circa 250 microM/L). Siamo stati i primi a dimostrare questo fatto per via sperimentale. [vi] Tuttavia, i due metodi di assorbimento sono diversi e se sono utilizzati insieme i livelli plasmatici risultanti sono additivi (qualcosa come 600 + 250 = 850 microM/L). Poiché l’acido ascorbico è molto più conveniente rispetto alla vitamina C liposomale, conviene per una persona sana iniziare con l’acido ascorbico e poi eventualmente aggiungere i liposomi.

Quando una persona si ammala, può assorbire dosi massicce di acido ascorbico standard, utilizzando l’approccio del flusso dinamico. Quindi, se si è malati, prendere un grammo di vitamina C liposomale invece di un grammo di acido ascorbico a buon mercato fornirà poco vantaggio in più. Entrambi saranno ben assorbiti e i liposomi contengono ascorbato di sodio che è meno efficace. I liposomi forniscono solo un vantaggio aggiuntivo una volta che la persona malata abbia avvicinato i livelli di tolleranza intestinale, utilizzando acido ascorbico standard.

La vitamina C liposomale non è più efficace di quella IV per combattere le infezioni acute. Questo suggerimento non è scientifico e non è supportato da dati. Noi preferiamo i liposomi per le infezioni croniche e il cancro, ma non per le malattie acute. Ci sono un sacco di dicerie sul fatto che i liposomi possono essere assorbiti direttamente dalle cellule. Molti liposomi vengono assorbiti dall’intestino e passano nel fegato, dove vengono aperti e la vitamina C rilasciata. I liposomi possono anche galleggiare nel sangue, linfonodi e così via, in attesa di rilasciare il loro contenuto o di essere assorbiti dalle cellule. Ma le cellule che prendono i liposomi non sono necessariamente quelle che hanno più bisogno di vitamina C. Inoltre le cellule possono subire effetti collaterali; i liposomi sono fondamentalmente oggetti di nanotecnologia e ci sono ulteriori questioni teoriche.

Prevenzione
Per avere una possibilità ragionevole di evitare una grave infezione virale, è necessario un apporto giornaliero di almeno 10 grammi di acido ascorbico. L’idea è di iniziare con poco, prendendo ad esempio 500 -1000 mg quattro volte al giorno. Aumentare quindi l’assunzione per avvicinare la tolleranza intestinale; l’aumento di aria e feci molli si verifica prima della diarrea e segnala che la tolleranza intestinale è stata superata. A questo punto basta diminuire leggermente la dose, ad un livello abbastanza confortevole.

Al primo accenno di un’infezione – sensazione di malessere, prurito alla gola, stanchezza, e così via – prendete più acido ascorbico. Se i segnali di una malattia imminente sono deboli, prendete circa 5 grammi ogni mezz’ora o anche più frequentemente. Se i segnali sono più evidenti, prendete una dose tanto grande quanto potete tollerare e cominciate prendendo 5 grammi ogni mezz’ora. La regola è di prenderne quanta più possibile senza andare oltre il livello tollerato: probabilmente le prime volte ne starete prendendo troppo poca, anche se state cercando di prenderne dosi massiccie.
Se siete già in flusso dinamico e desiderate una protezione extra, allora aggiungete vitamina C liposomale. Prendetela agli stessi intervallidell’acido ascorbico; vale a dire più volte al giorno. Il limite è ancora una volta la tolleranza intestinale – prenderne troppa vi darà feci molli. Ciò fornirà il massimo effetto di prevenzione, al costo più basso.

Terapia
Partiamo dal presupposto che non siate un medico e che non abbiate accesso ad ascorbato per via endovenova. In ogni caso, se l’ascorbato di sodio IV fosse disponibile, dovrebbe essere infuso più lentamente e continuamente possibile. Per i bambini, i clisteri possono essere il metodo più pratico (speriamo di pubblicare presto le istruzioni pratiche in merito). I professionisti sanitari possono affrontare tali cose con poca difficoltà, mentre persone inesperte possono fare più male che bene.

La prima cosa importante è iniziare il trattamento immediatamente. Più a lungo una persona aspetta dopo i sintomi iniziali, meno efficace sarà il trattamento. Inoltre al progredire della malattia il malato potrebbe diventare incapace di prendere qualcosa per via orale.

Ancora una volta, l’idea è di instaurare un flusso dinamico con quanto più acido ascorbico possa essere tollerato. In questo caso, le dosi sono enormi. Da cinque a dieci grammi ogni mezz’ora, per tutto il giorno, assommano a 120-240 grammi al giorno. Anche con questo elevato apporto, i livelli plasmatici possono essere bassi o non rilevabili; al massimo si raggiungeranno 250 microM/L. Quindi la domanda diventa allora quanta ulteriore vitamina C liposomale possa tollerare il paziente.

Un approccio pratico sarebbe quello di iniziare con 5 grammi di acido ascorbico e di una quantità simile di liposomiale vitamina C in dosi molto frequenti. Ricordate che la chiave è la dose, la dose, la dose. Aggiungete più vitamina C!

Come funziona
Il meccanismo di azione della vitamina C a dosi elevate è conosciuto e compreso. In tessuti normali e sani agisce come antiossidante. Negli altri tessuti, genera perossido di idrogeno, la sostanza chimica che le bionde al platino usano per decolorare i capelli. Questo accade nei tessuti malati e infiammati, per esempio in un tumore maligno. Il processo è tipicamente una forma di reazione di Fenton, reazione chimica che genera radicali liberi. L’ossidazione e i radicali liberi derivanti dal perossido di idrogeno uccidono i batteri e inattivano i virus. In altre parole, la vitamina C agisce come un antisettico mirato.
La vitamina C è unica, perché ha una bassa tossicità e può essere tranquillamente assunta in quantità massicce. Non esistono altri antiossidanti e integratori con un effetto simile. Non confondetevi e non pensare che l’Echinacea, per esempio, vi sarà di aiuto. Sì, ci possono essere integratori ed erbe che forniscono un po ‘di supporto al sistema immunitario, ma qua stiamo parlando di Ebola – siamo seri!

Notate che la vitamina C non è una qualche sostanza antitossica magica; questa idea è solo una metafora. Una malattia come Ebola non è causata da tossine che vengono inattivati dalla vitamina C. I radicali liberi non sono tossine. Gli ossidanti non sono tossine. La vitamina C agisce quasi sempre trasferendo elettroni, come ossidante o antiossidante. Si tratta di semplice chimica di base. Inoltre, non importa se avete scarsa igiene dentale: ciò non influenzerà il modo in cui le massicce assunzioni di vitamina C fronteggiano un’infezione virale acuta.

Interazioni
Lo zucchero interferisce con l’assorbimento della vitamina C. Se utilizzate la vitamina C per combattere un’infezione virale, non mangiate zucchero o carboidrati (zuccheri a catena lunga) altrimenti la vitamina C non viene assorbita correttamente. Sottolineiamo che questo significa no zucchero e no carboidrati, del tutto.

Fumare rilascia enormi quantità di ossidanti e radicali liberi nel sangue. La vitamina C si sacrifica, cercando di assorbire le sostanze chimiche dal fumo. Non abbiamo obiezioni morali verso chi fuma: si tratta di una scelta personale. Tuttavia, il fumo ostacolerà anche la prevenzione delle infezioni esercitata dalle dosi massicce di vitamina C. Una volta infettati con il virus Ebola, il fumo impedirà alla vitamina C di mantenervi in vita.

E’ ragionevole integrare anche un po’ di magnesio chelato, ad esempio come magnesio citrato, per aiutare a scongiurare il rischio (in larga misura teorico) di calcoli renali.

La reazione che genera perossido di idrogeno nei tessuti malati può essere favorita prendendo un po’ di selenio assieme alla vitamina C. E’ necessario un po’ di cautela in quanto troppo selenio provoca diarrea, affaticamento, alito pesante e la perdita di capelli e unghie; la tossicità grave può avere effetti più gravi, ma è difficile giungervi. La metilselenocisteina è una forma meno tossica e sarebbe proprio la nostra scelta. L’assunzione normale è di forse 100-200 microgrammi (0,1-0,2 mg) al giorno. Ne prenderemmo 400 microgrammi al giorno durante un’epidemia arrivando fino a 1.000 microgrammi (un milligrammo) al giorno, al momento della comparsa iniziale dei sintomi. E’ possibile arrivare fino a 3 mg per brevi periodi, sotto controllo medico.

Altri integratori possono essere sinergici con la vitamina C. L’acido alfa-lipoico può essere ragionevolmente preso a livelli elevati con ragionevole sicurezza. Ne prenderemmo fino a un grammo o due al giorno (1.000-2.000 mg) nel breve periodo. Anche la vitamina K aiuta con la coagulazione del sangue ed è sicura nelle quantità raccomandate – prenderemo la più alta dose di vitamina K2 possibile. Notate che la vitamina K è controindicata nei pazienti con patologia della coagulazione o per coloro che assumono fluidificanti del sangue come il warfarin.

Controindicazioni
Gli unici effetti collaterali noti della terapia con ascorbato sono aria, feci molli e buona salute cronici. Ci sono alcune controindicazioni; persone con malattie renali, malattie da sovraccarico di ferro, o di carenza di glucosio-6-fosfatasi non devono esordire assumendo alte dosi di vitamina C. Nel quadro di un’epidemia possono iniziare come abbiamo consigliato, ma dovrebbero aumentare più cautamente, con appropriato controllo medico.

Perché dirlo adesso?
La gente deve sapere che la vitamina C è un’opzione per la lotta contro Ebola, e come funziona. C’è una grande quantità di disinformazione, in particolare su Internet, responsabilità sia di interessi riconosciuti che di “pazzi”. Inoltre, in un’epidemia di Ebola, gli integratori di vitamina C possono essere difficili da reperire.

Questo resoconto è destinato ad adulti intelligenti, che possono prendere le proprie decisioni razionali e assumersi la responsabilità della propria salute. Promuoviamo fortemente l’idea che la medicina dovrebbe essere basata su pazienti razionali, invece che su medici autoritari. I medici sono lì per fornire le informazioni ai pazienti, per aiutarli a scegliere tra le opzioni disponibili. Questa è solo informazione – cosa decidete di farne spetta a voi.

A nostro parere l’uso della vitamina C in Ebola è ovvio. Se si prende la malattia si dice che vi sia al massimo un 50-50 di sopravvivere senza terapia a base di vitamina C. La medicina convenzionale non ha alcun trattamento efficace. Inoltre, se anche si rendesse disponibile un farmaco, esso sarebbe non testato e quasi certamente non disponibile per te, caro lettore. La vitamina C è considerata sicura e non dovrebbe fare danni. Il costo del trattamento è basso. I report clinici della vitamina C nelle infezioni virali dicono che se si prende un giusto dosaggio, si sopravvive. Sperimentalmente è noto che la vitamina C inattiva i virus. Se ce ne fosse bisogno, speriamo che le persone prendano decisioni razionali.

Avete un’opinione a riguardo? Che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

Riferimenti:
i Cathcart R. (1984) Vitamin C in the treatment of Acquired Immune Deficiency Syndrome (AIDS), Medical Hypothesis, 14(4), 423-433. http://www.mall-net.com/cathcart/aids.html

ii Brighthope I, Fitzgerald P. (1988) The AIDS Fighters, Keats.

iii Cathcart R. (1981) Vitamin C, Titration to Bowel Tolerance, Anascorbemia, and Acute Induced Scurvy, Medical Hypothesis, 7, 1359-1376. http://www.mall-net.com/cathcart/titrate.html http://www.doctoryourself.com/titration.html

iv Cathcart R. (1985) Vitamin C, the nontoxic, nonrate-limited antioxidant free radical scavenger, Medical Hypothesis, 18, 61-77. http://www.mall-net.com/cathcart/nonrate.html http://vitamincfoundation.org/

v Hickey D.S. Roberts H.J. Cathcart R.F. (2005) Dynamic Flow: A New Model for Ascorbate, J Orthomolecular Med, 20(4), 237.

vi Hickey S. Roberts H. and Miller N.J. (2008) Pharmacokinetics of oral ascorbate liposomes, J Nutritional Environmental Med, July, 10. 1080/13590840802305423.

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