Rigopiano e l’Italia che si sgretola

Partiamo da un punto fermo:  Rigopiano venne costruito sopra a detriti, parte dei quali provenienti da valanghe, come testimonia la mappa geomorfologica dei bacini idrografici della regione Abruzzo e realizzata nel 1991. Secondo Maria Teresa Fagioli, presidente dell’ordine dei Geologi  della Toscana, tuttavia l’albergo sorgeva in una zona non segnalata nella carta dei rischi per  criticità particolari. C’era quindi un rischio ma non segnalato, per dolo o negligenza non è dato sapere .Il 20 Gennaio Vittorio Sgarbi su Il Tempo scriveva: “ Un governo di ubriachi” riferendosi al governo che si preoccupava di unioni civili ma non abbastanza delle aree terremotate. La tragedia umana utile a nasconderne un’altra di natura giudiziaria. La struttura alberghiera di Rigopiano sorge in località Farindola, nella provincia di Pescara, gli ospiti presenti  al momento della tragedia erano ventidue, otto i membri del personale e quattro in visita alla struttura. Due persone, Gianpiero  Parete e Fabio Salzetta si trovavano fuori  dalla struttura si sono messi in salvo. L’albergo Rigopiano non ci doveva essere in quel luogo ed è il bollettino ufficiale della regione Abruzzo  a ricordarcelo, a firma del geometra Enrico Colangeli , che nel 2007 era responsabile del servizio tecnico urbanistico del comune di Farindola, in provincia di Pescara. In quella delibera  si raccontava in premessa che il 20 Gennaio 2007 la ditta Del Rosso S.r.l. aveva presentato domanda per l a  “realizzazione di un centro benessere e strutture portanti in legno a servizio dell’hotel Rigopiano in comune di Farindola”  in variazione al “vigente strumento urbanistico”. La deroga veniva richiesta perché il progetto del super resort era in contrasto con Prg (piano regolatore) nel quale l’area risultava agricola. L’ennesimo caso di abusivismo edilizio. Le associazioni ambientaliste fermamente protestarono , altrettanto fermamente il comune di Farindola concesse la deroga necessaria affinché nell’area agricola si potesse edificare la nuova struttura e la contestuale ristrutturazione del fatiscente albergo preesiste dagl’anni ‘70 . In questo modo da lì a pochi mesi il sindaco di Farindola avrebbe firmato anche la licenza chiesta dalla Del Rosso S.r.l. per iniziare l’attività di esercizio alberghiero con 9 camere singole, 27 doppie, 2 triple e 4 quadruple , avendo l’albergo ricevuto le necessarie autorizzazioni dalla Asl di Pescara e dei vigili del fuoco limitatamente al rilascio del certificato di prevenzione incendi. L’autorizzazione più importante però doveva arrivare dal sindaco che non mancò. Ora qualcuno si domanderà di questa inusuale rapidità ed efficienza in luoghi non proprio proverbiali per questo considerato che nello stesso periodo venne ristrutturato lo storico rifugio di Rigopiano, il Tito Acerbo, che per oltre dieci anni era restato chiuso. Come mai dopo anni di torpore amministrativo un’inusuale scatto di produttività  amministrativa? A tagliare il nastro arrivò ,rullo dei tamburi e squilli di tromba, Franco Marini  ,l’allora Presidente del Senato  e seconda carica dello stato e manco a dirlo anche lui abruzzese. Una grande soddisfazione per le famiglie delle vittime e per noi tutti comuni mortali che ogni giorno viviamo sulla nostra pelle la colpevole inefficienza  della macchina pubblica.  La Protezione Civile   a Rigopiano sono arrivati  ad un punto di non ritorno, tra inefficienza ed arroganza sino al punto di contestare la presenza un’emergenza a Rigopiano  e con i ritardi che questa posizione ha comportato e morti che forse si potevano scongiurare. La storia non è comunque nuova e ciclicamente si ripete. Eravamo nell’ottobre del 2009, perché non vogliamo andare troppo indietro nel tempo, quando  il Corriere della Sera scriveva:” Incuria ed abusi, l’Italia che si sbriciola. Rischi idrogeologici in 7 comuni su 10” e Lega Ambiente certificava che nel 77% dei comuni venivano costruite abitazioni e nel 56% fabbricati industriali in aree a rischio e nella sola Sicilia 272 comuni a rischio con 91 di questi nel solo messinese. Ma anche il resto della nostra amata Italia non era e non è da meno: il Piemonte in quel periodo aveva il record italiano con 1.046 comuni in pericolo idrogeologico nel mentre la Sardegna in quel periodo aveva il record positivo di appena 42 casi, forse anche perché non segnalati. Gli anni passano ma nessuno o quasi del potere locale come di quello centrale produce iniziative valide se non costretti dalla redditizia emergenza. Nel febbraio 2014 Legambiente scriveva :” Nel 2013 costruiti 26mila immobili illegali : fuorilegge 1 casa su 10. Campania e Sicilia roccaforti del fronte  NO Ruspe”. In Italia l’illegalità ambientale dilaga così come  aumentano il numero dei morti o di chi resta gravemente invalido, nel mentre in aree altamente sismiche possiamo vedere campanili dodicesimo secolo resistere nel mentre le case costruite non da molti anni e, condonate o  meno, miseramente sgretolarsi al suolo.

 

Aldo A.

3 commenti su “Rigopiano e l’Italia che si sgretola”

  1. Da Il Giornale di questa mattina la dimostrazione che viviamo in uno stato che mostra i muscoli solamente con i più deboli e gira a mutande abbassate con i potenti ed i loro amici :” Lo Stato sfratta e fa ammalare la nonna d’Italia terremotata.La 95enne terremotata e sfrattata dalla sua casetta di legno perché abusiva. Ma adesso nel container si gela.
    Per Giuseppina Fattori quell’estate del Duemila e sedici non è mai finita. Sono passati mesi e stagioni, sole e pioggia, vento e poi la neve e ancora il gelo.”
    QUESTO STATO PATRIGNO CON I PIU’ DEBOLI ED INDIFESI E GENUFLESSO CON I POTENTATI AMICI DELLA POLITICA DEVE ESSERE ABBATTUTO E RICOSTRUITO, CACCIANDO TUTTI QUEI PARASSITI CHE HANNO PERMESSO CHE TUTTO QUESTO ACCADESSE.IN 70 DI “DEMOCRAZIA” HANNO RIDOTTO SORA ITALIA IN UNA CLOACA A CIELO APERTO,TERRENO DI SCORRIBANDE ORA ANCHE DI IMPORTAZIONE. E PENSARE CHE ABBIAMO PIERO MA LO LASCIAMO IN PANCHINA….SVEGLIATEVI !!!!

  2. Vi ricordate il terremoto del 2016, quello in cui Arquata del Tronto è stata una delle località più devastate e dove la Protezione Civile,come a Rigopiano , ha dimostrato tutta la propria inefficienza? Voi sì il Presidente della Repubblica no.Anzi, per evitare che qualche magistrato senta il bisogno di colpire in alto il nostro distratto presidente ha voluto personalmente medagliarla in barba ai morti,alle negligenze della stessa ed ai gravi ritardi della stessa.Ma poi si scopre che a vincere l’appalto per la produzione e l’installazione sono state le Coop rosse e tutto si chiarisce:per ostacolare un’avviso di garanzia alla protezione civile nel suo capo voluto da Renzi ed alle coop rosse che sempre nel PD hanno il referente politico. Nulla di strano per un presidente della repubblica che si presto al giro sulla tranvia fiorentina sulla quale vi erano più agenti di scorta che nullafacenti politici politici locali e assidui frequentatori della Leopolda e relativo finanziamento. MATTARELLA DIMETTITI !!!

  3. Il terremoto distrugge le case, il governo e la protezione in-civile la vita della gente. E tutto questo tra abusivismo edilizio e malaffare.

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