SUICIDIO ECONOMICO ALIMENTARE dell’ue e italia

buonasera,

Commercio: con gli accordi TTIP i piccoli imprenditori dell’agroalimentare saranno schiacciati
By Archimede on 28.01.16 16:15 | Permalink | Commenti (0)
Commercio: con gli accordi TTIP i piccoli imprenditori dell’agroalimentare saranno schiacciati

Lo confermano 2 rapporti diffusi dal Dipartimento dell’agricoltura Usa. Non soltanto creerà difficoltà serie, ma tornerà a favore degli stessi Stati Uniti in maniera prepotente rispetto ai benefici dell’Europa unita

di MARTA RIZZO

ROMA – Sono 2 studi quasi manicali americani, diffusi dalla Campagna StopTtip, ad affermare chiaramente i benefici che gli Usa potranno trarre dagli accordi sul Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (in inglese, Transatlantic Trade and Investment Partnership, appunto: Ttip). Benefici che – secondo gli analisti statunitensi – saranno enormemente inferiori per l’Ue, che comunque non accenna a ritrattare il Trattato, in corso dal 2013 e che quando diverrà operativo si creerà la più grande area di libero scambio, dal momento che l’Unione Europea e gli Stati Uniti rappresentano la metà del Pil di tutto il mondo e un terzo del commercio globale.

I rapporti Usa che offendono l’Ue. Il 5 gennaio 2016, il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, sulle implicazioni del partenariato transatlantico (Ttip) per il settore agricolo, diffonde un approfondito documento dal quale emerge, nero su bianco, fino a che punto l’Unione Europea risentirà dalla firma dell’ accordo.

Tre sono i punti fondamentali.

1) – Innanzi tutto, si prevede l’eliminazione delle sole barriere tariffarie e dei contingenti tariffari di importazione (Trq), la qual cosa farà sì che le esportazioni agricole degli Stati Uniti verso l’Ue aumenteranno di 5,1 miliardi di euro rispetto ai livelli del 2011, mentre quelle dell’UE verso gli Usa crescerebbero di appena 0,7 miliardi di euro (le esportazioni agricole UE diminuirebbero dello 0,25%).

2) – Il secondo scenario anticipa anche l’eliminazione delle barriere non tariffarie (Ntm): nel settore agricolo, le Nmt riguardano la sicurezza alimentare e se fossero eliminate, le esportazioni Usa crescerebbero di ulteriori 3,8 miliardi di euro, mentre quelle UE aumenterebbero di 1,1 miliardi.

3) – Il terzo scenario analizza come tutto ciò influenzerebbe la domanda dei consumatori, i quali si orienterebbero sempre più ad acquistare prodotti locali piuttosto che importati, cancellando così qualsiasi guadagno derivante dalla rimozione delle barriere tariffarie (anche se questo è il principale obiettivo dichiarato del Ttip). Un secondo rapporto dello stesso Dipartimento americano, ribadisce i concetti.

Un massacro per l’Ue e per l’Italia. La Campagna StopTtip è tra le pochissime realtà d’Europa a battersi contro un trattato a cui i media sembrano non pensare. Ed è l’osservatorio della Campagna stessa ad aver diffuso i due rapporti americani. “Il ministero dell’Agricoltura Usa – spiega Monica Di Sisto, portavoce della CampagnaStop Ttip – è onesto nell’ammettere che, se con il Ttip vuole accelerare il commercio tra Usa e Ue per prodotti agricoli e cibo, bisogna eliminare non tanto dazi e problemi di dogana, ma le regole che ancora oggi ci proteggono, in Europa, da ormoni della crescita, residui di pesticidi, cibi biotech e tossicità simili. Pur facendolo, saranno gli Usa a guadagnarci in esportazioni, fino a 1000 volte più dei nostri Paesi, e in settori già massacrati per l’economia italiana come latte, carni rosse, frutta, verdura, olio.

Il fattpre “C”, cioè la coscienza dei consumatori. Gli imponenti flussi di prodotti e servizi in arrivo dagli Stati Uniti satureranno il mercato europeo, che per oltre l’80% dei produttori italiani, piccoli e medi, è l’unico mercato possibile, diminuendo ulteriormente le loro possibilità di sopravvivenza. Gli Usa, però, hanno anche valutato un terzo scenario: se tutti noi cittadini consumatori e le imprese che lavorano in qualità e quelle amministrazioni locali che legano la promozione dei loro territori e culture a prodotti sani e non massificati, non si fideranno delle nuove regole, non ci sarà da guadagnare per nessuno, perché tutti i prodotti a rischio verranno lasciati nei mercati e negli scaffali, e chi li produrrà verrà punito dalle scelte sbagliate dei Governi. Come Campagna StopTtip, lo chiamiamo “fattore C”: quello della coscienza di cittadini e consumatori, che si opporrà fino all’ultimo a politiche sbagliate come quelle del Ttip”.

Ttip: atto di masochismo per il nostro benessere generale. “Cornuti e mazziati – commenta Leonardo Becchetti, professore di Economia politica dell’Università Tor Vergata – lo studio dello US department for agriculture analizza cosa succederebbe se il Ttip eliminasse le “barriere non tariffarie” nell’interscambio agricolo tra Ue e Stati Uniti. Dall’analisi del rapporto emerge chiaramente che l’approvazione del Ttip non è solo un atto di masochismo economico per noi. Il problema è più sostanziale. Un accordo del genere non può essere valutato solo in termini di impatto economico, ma di benessere generale. Qualcuno si è preoccupato di valutare gli effetti sulla salute dei cittadini e sulle condizioni di lavoro di chi opera nel settore? Rischiamo ancora una volta di essere vittime del riduzionismo economicista che identifica la nostra felicità con la riduzione dei prezzi dei prodotti. Ma il benessere è un’altra cosa: dobbiamo imparare sempre di più che dietro un prezzo basso possono nascondersi insidie alla nostra salute alle condizioni di lavoro. Quanti euro di risparmio nel carrello della spesa valgono più rischi sulla salute e condizioni di lavoro più precarie?”.

fonte: http://www.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2016/01/27/news/commercio_con_gli_accordi_ttip_i_piccoli_imprenditori_dell_agroalimentare_saranno_schiacciati-132173927/

6 commenti su “SUICIDIO ECONOMICO ALIMENTARE dell’ue e italia”

  1. Quali nazioni europee hanno da perdere all’interno dell’Ue? Innanzitutto l’Italia che nell’agroalimentare ,caseario e vinicolo ha tutto da perdere e praticamente nulla da guadagnare,poi a seguire Francia,Spagna ,Portogallo ed in misura ancor minore la Grecia. L’Italia che dei prodotti da alta qualità prodotti in aree estremamente limitate come i vini docg ,d olio extravergine d’oliva ,Formaggi e salumi ma non solo dovranno vedersela con produttori “creativi” di altre nazioni extra Ue,ma non solo, che in questo settore hanno il tarocco facile,con il formaggio Parmisan che ha fatto la storia della frode agroalimentare. La Germania,forte soprattutto nel settore della grande industria manufatturira,chimica ed industria pesante,viene coinvolta marginalmente. Insomma ancora una volta sarà soprattutto l’Italia a pagarne i costi in termini di esportazioni,di importazioni a rischio,vedi tarocchi e industria di trasformazione e conservazione agroalimentari.Ancora una volta a beneficiare di un presunto crollo dei prezzi di questo settore saranno paesi nel nord dell’Ue ,a perderci l’Italia in testa e in misura decrescente Francia,Spagna ,Grecia e e Portogallo.I nostri politici come al solito,a Bruxxels come a Strasburgo,in Ue ci vanno a fare le vacanze e nei trattati internazionali manchiamo di competenze specifiche.A voler pensar bene. Siamo dei pecoroni? Ebbene sì !!

  2. Il caso della barretta Mars con integratori “atipici” è lì a segnalarci il motivo,il principale, per il quale nella ue non avremmo dovuto entrarci se non con accordi precisi,dettagliati e continuativi nel tempo:la specificità del nostro settore agroalimentare,specificità dei nostri prodotti per materia prima ,località e lavorazione artigianale.Esattamente il contrario di quello che vogliono le multinazionali i cui prodotti spaziano dagl’integratori alimentari,alle medicine,passando per piatti pronti,e qualunque “cosa” possa essere masticata tale da essere venduta nei supermercati. I nostri politici hanno scambiato Bruxxels e strasburgo come un resort dove fare affari,conoscenze e soldi,arrivando a taroccare i conti pubblici,debito,e rapporto debito pil (Prodi)pur di entrare nell’euro.Ecco cosa fanno i nostri politici,pecoroni sino in fondo,mentre tra un sorrisino e l’altro si fregavano i contratti Eni in Libia.

  3. Il glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo, ampiamente impiegato in agricoltura. L’organizzazione mondiale della sanità lo ha classificato come “probabilmente cancerogeno” e adesso l’Unione europea è chiamata a decidere se rinnovare o meno l’autorizzazione a utilizzarlo, per i prossimi 15 anni, nel territorio comunitario, con il rischio che il nostro cibo ne risulti contaminato.Alla luce di quanto sopra scritto sè,e scrivo sè, venisse prorogato sino a che punto potremmo parlare di cibo “sano” ,immolando la salute di centinaia di milioni di cittadini dell’unione europea al massimo profitto di poche multinazionali dell’agroalimentare che sanno “sollecitare ” l’attenzione dei burocrati dell’unione ed i politici,nazionali ed europei,che hanno bisogno di tanti soldi per il mantenimento del consenso politico?

  4. L’ultimo affronto è arrivato con l’olio extravergine d’oliva tunisino che non subirà nessun dazio doganale,con lo scopo non troppo velato di costringere i paesi produttori come l’Italia ad abbassare i costi. I costi della gerontoburocrazia italiana,unita alle diverse ed esose tasse da pagare,favoriscono il passaggio di marchi storici dell’olioextravergine d’oliva ma anche di prodotti di nicchia e per intenditori come il vino Chianti gallo nero docg di Greve in Chianti passato in mano di un’intenditore cinese per valoizzarlo in Cina.L’Italia,al contrario di altre nazioni simili a noi,come la Spagna,la Francia e la Grecia,ha tantissime eccellenze prodotte storicamente in piccoli appezzamenti di terreno o con capi di bestiame estremamente circoscritto,con tecniche tanto storiche quanto costose, ma lo stato non solo non taglia i costi,ovvero le imposte,ma neanche le supporta nei complessi regolamenti comunitari.Si ricordano di loro solamente quando c’è da bastonarli con le tasse e con la burocrazia.I nostri politici a Brussels si ricordano di noi,loro elettori,solamente quando devono fare passerella per farsi riconfermare oppure quando c’è una sagra buona per portarsi a casa,e gratis,uno di questi prodotti molto ambiti.

  5. ” Il premier canadese Justin Trudeau, i presidenti del Consiglio e della Commissione Ue Donald Tusk e Jean Claude Juncker, ed il premier slovacco Robert Fico, alla presidenza di turno del Consiglio europeo, hanno firmato l’accordo di libero scambio Ceta e l’intesa politica strategica Spa. I negoziati per arrivare alla firma del Ceta sono durati sette anni.”
    Con questo annuncio è i prodotti di nicchia come i dop,i doc,i docg ,gli igp annunciano la loro seppur lenta dipartita.Il Canada,cavallo di troia degli USA nel CETA ,e gli USA sentitamente ringraziano.L’italia come al solito è rimasta col fiammifero acceso in mano.

  6. C’è un’articolo interessante sul quotidiano LaVerità di oggi a pag.13 dal titolo ‘Cinque colossi i veri padroni dell’agricoltura’ di Carlo Cambi che proverò a riassumere. ” E’ la guerra dei semi ,che per alcuni osservatori potrebbe diventare il seme della guerra.Si combatte a colpi di miliardi per arrivare al predominio sull’agricoltura mondiale.non è casuale che il campo di bsttaglia sia l’Italia:il nostro paesecon la sua biodiversità e con la qualità del suo agroalimentare è l’ultimo baluardo contro le superpotenze delle granaglie che stanno demolendo gli impianti normativi europei per conquistare questo cheè il mercato decisivo.La portata del business è enorme 400 MILIARDi di dollari.Una torta che nel mondo si spariscono in 10.” Per poi più avanti proseguire:” La posizione dell’Italia nella guerra dei semi è strategicaper 3 motivi.Il 1° è che il nostro è il paese che si è opposto con maggior decisione alla coltivazione di ogm e di fatto blocca l’Europa.La 2^ ragione è che l’Italia detiene un patrimonio di biodiversità sementiera UNICA al mondo (basti dire che circa la metàdei semi dell’emisfero boreale sono custoditiin Italia).La terza ragione è che l’Italia è il paese che più valorizza i cereali con le proprie produzioni ( basti pensare alla pasta
    di cui siamo il 1° produttore al mondo con circa 3 MILIARDI DI TONNELLATE.Sfondare in Italia significa sfondare le porte d’Europa per quanto attiene il perimetro di business ed acquisire una leadership qualitativa nel mondo.Per questo IL NOSTRO PAESE DA PROTAGONISTA ,AI TEMPI DEI FERRUZZI,E’ STATO RIDOTTO ATERRENO DI CONQUISTA (si riferisce ala Pirelli).”Per poi continuare sui noti movimenti che hanno portato la Monsanto nella Bayer e concludere con :” L’unico paese a resistere per ora è l’Italia :da sempre lo scambio di semi è alla base della nostra agricoltura.MA IL NOSTRO GOVERNO PARE NON ESSERSI ACCORTO CHE RISCHIAMO DI ESSERE LA PRIMA VITTIMA NELLA GUERRA DEI SEMI.”
    Io credo che dal 2011 i governi che si sono succeduti sono l’aspetto più evidente di questa battaglia per il controllo politico,e quindi economico,della nostra bella sora Italia. Berlusconi , con tutti i suoi limiti,non era e non è un fesso,e si è reso conto che gli attacchi al proprio patrimonio non erano dettati dalla casualità e si è regolato di conseguenza,navigando sotto costa.La regia italiana di questa s-vendita italiana la dobbiamo a sir Pannolone Napolita-no.Torneremo mai veramente LIBERI,PIERO?

Rispondi