Prodi, De Benedetti ed altri orrori

La complicità tra Romano Prodi e Carlo De Benedetti inizia nel luglio 1982, quandoProdi viene nominato presidente dell’ I.R.I. , ovvero il più grande ente economico dello stato italiano. L’incontro  avvenne in casa De Benedetti, proprietario del gruppo editoriale L’Espresso/Repubblica con  in portafoglio una trentina di  testate di vario genere. Una micidiale arma mediatica sicuramente non inferiore a quella di Silvio Berlusconi contro il quale non ha mai smesso di battagliare con sullo sfondo il P.C.I. ed il P.S.I. . Le attività di Romano Prodi erano concentrate in un’unica direzione : svendere le partecipate pubbliche al suo alleato Carlo De Benedetti a prezzi di saldo di fine stagione. Logica vuole che la futura tessera n. 1 del P.D. poi le rivendesse a prezzo di mercato, ovvero sino a venti volte il prezzo di acquisto originario, ad aziende straniere e persino allo stesso stato. Al termine dei suoi sette anni di presidenza I.R.I. il patrimonio dell’ente era passato dagli iniziali 3.959 miliardi ai 2.102 miliardi. La Ford aveva offerto per l’ Alfa Romeo 2.000 miliardi in contanti ma Prodi preferì venderla alla F.I.A.T. di Gianni Agnelli per 1.000 miliardi ed in comodissime rate.E qui voglio precisare ai pochissimi lettori presenti che di fatto il mancato guadagno erano e sono soldi nostri. Romano Prodi si vanta molto che duranti i suoi sette anni di presidenza I.R.I. riuscì a far guadagnare utili stratosferici allo stato ma la Corte dei Conti non dev’essere dello stesso avviso se ancora oggi parla di stratosferiche perdite. Il nostro Prodi, come altri alti funzionari, ne uscirono più o meno indenni perché le aziende erano si dello stato ma società per azioni, quindi di diritto privato e di conseguenza non erano considerati pubblici ufficiali. L’indebitamento dell’I.R.I. con Romano Prodi presidente passò da 7.349 miliardi del 1982 ai 20.873 miliardi  del 1989. Quello dell’intero gruppo passò dai 34.948 ai 45.672 miliardi. Viene da sorridere venendo a conoscenza che Massimo D’Alema asserì in una trasmissione della RAI, altro carrozzone pubblico pieno di debiti, che Romano Prodi (da lui scelto per contrastare Silvio Berlusconi alle elezioni) ” era un’uomo competente perché quando lasciò l’I.R.I. dava un più 981 miliardi ” dimenticandosi  però di precisare che andavano ancora inserite nel  bilancio altre voci a passivo come   quelle del comparto siderurgico che da sole erano altri 2.416 miliardi. Viene da pensare che il baffino pugliese si sia fatto trattare da salamella romagnola. La vera abilità di Prodi fu quella di ricevere sul fondo dotazione dell’istituto circa 17.500 miliardi dei complessivi 28.500 erogati dallo stato a tutti i ministeri. Vogliamo parlare della svendita in saldo del gruppo alimentare SME/BUITONI al solito  Carlo De Benedetti per soli 393 miliardi quando nelle sole casse del gruppo alimentare vi erano presenti non meno di 600 miliardi ed il valore globale patrimoniale non era inferiore ai 3.100 miliardi? E vogliamo sottolineare il caso della ITALTEL, sempre I.R.I. , svenduta alla Unilever della quale in quel periodo era consulente? L’Italia è un paese ai saldi dove cittadini e aziende devono combattere una battaglia impari contro uno stato che si comporta da strozzino e la conseguenza è la fuga all’estero o la vendita, anche in parte, a società straniere. Di seguito alcuni esempi: Alitalia, TIM (ex TELECOM), FIAT FERROVIA, ANSALDO BREDA e ANSALDO S.T.S., TERNA, SNAM, ANSALDO ENERGIA. Marchi storici dell’alimentazione, l’abbigliamento ed alti ancora dei quali citeremo alcuni esempi tra i moltissimi: Barilla,  Plasmon, Algida, Pernigotti, Averna, Perugina, Vismara, Buitoni, Carapelli, Locatelli, Invernizzi, Negroni, Fini. E la moda?  Krizia, Compibel, Sergio Tacchini s.p.a. ,Lumberjack,  Coccinelle, Mandarina Duck, Loro Piana. Persino l’Antica Gelateria Fassi di Roma è finita nelle mani dei coreani  così come la storica pasticceria confetteria Cova di Milano è nelle mani di LVMH. E molti altri ancora come in un triste rosario. In questa pluridecennale svendita si inserisce la Fincantieri  con l’acquisto  per mezzo asta del 51% della omologa francese STX . Immediatamente il giovane vecchio Macrom minaccia di nazionalizzarla dimenticando che è pur sempre un socio di minoranza e contestualmente apre una trattativa con la Libia delle tribù e sullo sfondo si intravede un ricatto.E poi tornando in Italia ecco a noi il colossale debito del Monte dei Paschi di Siena con De Benedetti Carlo primo debitore con oltre 2 miliardi di euro. Le banche venete, passando per Banca Marche, Banca Etruria, Banca di Cambiano e la Cassa di Risparmio di Genova.Il colore dei debitori? Rosso nelle sue diverse tonalità. Ed infine una domanda molto semplice: chi governa la Banca d’Italia oppure la Banca Centrale Europea? No, non sono quelli. Chi governa realmente la nostra economia economia, oggi come domani, è la B.R.I.  (Banca dei Regolamenti Internazionali) , una società anonima per azioni con sede a Basilea, in Svizzera, ed avente un consiglio di amministrazione, un direttore generale e di cui fanno parte 55 banche centrali oltre alla B.C.E. di Mario Draghi e la Federal Riserve statunitense. Godono di uno statuto di totale autonomia come peraltro i consigli di amministrazione delle singole banche centrali nazionali nei cui  cui consigli siedono  i rappresentanti delle banche che operano all’interno del territorio nazionale. Quindi nella B.R.I  , ovvero la B.C.E. e di conseguenza la Banca d’Italia,ovvero noi, procedendo dall’alto verso il basso e viceversa,  si crea un vortice economico che finanzia il mercato speculativo mondiale pagato con i nostri soldi e dal quale non abbiamo giovamento alcuno ma solo rischi dovuto a speculazioni ed uso politico del nostro danaro. Quindi anche i soldi delle nostre tasse non vengono messi in circolazione per migliorare la qualità della nostra vita ma quella dei grandi speculatori che giocano con la nostra esistenza, considerato che usano per farlo i nostri depositi bancari. L’unica cosa reale oltre al nostro sopravvivere quotidiano.

Aldo A.

 

12 commenti su “Prodi, De Benedetti ed altri orrori”

  1. I due, assieme a Draghi e Fazio, oltre naturalmente a una serie interminabile di politici e manager, hanno maturato da tempo l’obbligo di essere affidati ad un futuro Tribunale Popolare e spogliati fino ai centesimi delle loro possidenze bancarie e immobiliari

    1. E’ per questo che dobbiamo lottare contro questa classe politica che prima ha distrutto economicamente la nostra amata Italia e che poi la sta consegnando ai clandestini ed a organizzazioni sovranazionali che di democratico hanno soltanto la confezione.Forse. Aiutare Piero ad aiutare l’Italia è un dovere che dobbiamo ai nostri figli ed alle generazioni future di italiani. Se ancora vi saranno gli italiani.Veri.

        1. Piero SEI il cambiamento. La domanda è: gli italiani per quanto saranno ancora disposti a belare mentre vengono portati al mattatoio?

  2. Se Piero riuscirà a svegliarci dal torpore pluridecennale resteremo nella storia. Viceversa resteremo un popolo sottomesso. E sono almeno 70 anni che lo siamo.

  3. ” #Politica SI VEDONO,SI LEGGONO NOTIZIE ALLARMANTI CHE HANNO UN CRESCENDO COSTANTE,VERSO IL BASSO,FERMIAMOLO INSIEME http://nopecoroni.it
    DOVETE SVEGLIARVI, QUESTI ALLA PROSSIME ELEZIONI FARANNO UN CARTELLO ELETTORALE CON IL CI CONSEGNERANNO A CHI DI NOI FARA’ CIBO PER MAIALI !!!!

  4. Saccomanni a margine di Cernobbio,alla giornalista di TGCOM ha detto che la ripresa italiana e’ iniziata con il governo Monti e si è consolidata, seppur lentamente, con i governi successivi. Ascoltandolo mi e’ sembrato di essere ad un’onoranza funebre. Noi vogliamo un’Italia forte ed indipendente, loro hanno attaccato il cartello “vendesi” e sperano di farci il massimo del guadagno. ITALIANI SVEGLIATEVI !!!

  5. Vi sono almeno 7 milioni di unità abitative (appartamenti) che rimangono invenduti eppure si continua a costruire, a cementificare in modo indiscriminato e sempre più spesso senza le previste autorizzazioni e con costi pesantissimi per il territorio e l’ambiente.Eppure anche in questo momento continuano a cementificare, a distruggere il territorio a far scomparire le specie presenti da sempre.E tutto questo nel silenzio corrotto della politica.E tra non molto l’unico verde rimasto sarà quello dei parchi a pagamento.

  6. L’unico dato a crescere in Italia è la rabbia sterile, il mugugno fine a se stesso. Noi con Piero abbiamo la possibilità del VERO cambiamento ma preferiamo il flauto magico dei soliti imbonitori che hanno portato l’Italia allo stato pietoso in cui si ritrova. La crescita, molto presunta e poco reale,e’ da prefisso di Torino, forse da Milano. Quello di Roma e’ ancora un sogno senza addomesticare i dati di partenza. SVEGLIATEVI!!!

  7. Da Il Giornale di stamane: ” ‘Crac veneti scoperti da noi’. Bankitalia respinge l’assalto
    Il capo della Vigilanza Barbagallo alla Commissione: ‘Ex dirigenti assunti dalle Popolari? Non ha influito’.”
    BANCA D’ITALIA (e degl’italiani)? NO!! DEI DE BENEDETTI,DEI PRODI E DEI BOSCHI, QUEST’ULTIMO MIRACOLOSAMENTE “NULLATENENTE” !!!
    BELATE,BELATE,POPOLO DI PECORONI !!!!

Rispondi