Possiamo definirle ancora emergenze?

Questa notte si è consumata l’ennesima “emergenza” figlia del dissesto idrogeologico, dell’abusivismo  edilizio e del successivo inevitabile condono. Un’intensa possibile perturbazione era stata segnalata dai principali siti meteo eppure, ieri come in altre occasioni, nulla è stato fatto per mettere in sicurezza il territorio, per verificare se l’eccessiva cementificazione non abbia di fatto “impermeabilizzato” il territorio e con questo creato di fatto creato nuovi incontrollati fiumi. La famiglia di Livorno, dove un nonno eroico ha limitato i lutti in famiglia, non deve far dimenticare le molte costruzioni che hanno di fatto cortili seminterrati, che con piogge intense divengono vere e proprie piscine in mancanza di una via di sfogo. Il controllo del territorio delle diverse forze di polizia, forse anche troppe, da quelle “classiche” a quelle meno note come la Polizia provinciale,alla Polizia idraulica delle diverse regioni, sono forme di postificio pubblico sotto impiegate, quando conosciute. La protezione civile che dovrebbe fare prevenzione nei fatti si nutre della ricostruzione. La Liguria, il Piemonte, Ischia e così via sono a ricordarcelo seppure in modo diverso. Ora per alcuni giorni rimarranno accesi i riflettori mediatici ma, come per Amatrice, tra non molto si dimenticheranno delle responsabilità, istituzionali come del singolo, per tornare a fare quello che sempre si è fatto:nulla. E’ più conveniente  la meno controllata “emergenza”  . Il controllo e la messa in sicurezza del territorio, con le diverse e previste ma quasi mai attuate attività, potrebbero essere un costruttivo volano della nostra economia. Si preferisce invece puntare sui più redditizi  aiuti emergenziali dove vi sono meno controlli ed un maggior riscontro elettorale. Noi cittadini abbiamo una sola arma per contrastare tutto questo, il voto elettorale, che se sostenuto da una partecipazione attiva attraverso i NOPECORONI di Piero può cambiare la gestione della cosa comune, dell’Italia. Se lo vogliamo veramente.

Aldo A.

2 pensieri su “Possiamo definirle ancora emergenze?”

  1. Negli anni passati sono stati stanziati circa 8 miliardi di euro e di questi solo poche centinaia di milioni sono stati richiesti per mettere il territorio. Evidentemente si lavora meglio nell’emergenza e con pochi controlli alla fonte. L’ alluvione di Alessandria e le varie esondazioni di fiumi più o meno grandi divengono un’affare soltanto se utilizzati nel corso di emergenze e non nei normali capitolati di spesa. La spesa pubblica si ingrossa con questo giochetto.

  2. A Rastatt e’ venuto giù un tunnel a doppia galleria molto simile a quello commissionato da renzi premier e previsto in prossimità della stazione ferroviaria di Campo di Marte e del quale molti esperti INDIPENDENTI nutrono più un dubbio in termini di sicurezza e tenuta. Costi e sicurezza,ne vale la pena?

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