Macrom il vecchio.

Emmanuel è un’uomo che sente il bisogno di essere guidato,rassicurato. Questa è l’unica spiegazione possibile che si può dare quandoun’uomo si innamora di una donna di ventiquattro anni più grande. Lo si comprende anche dal desiderio di rassicurazione quando, pur crescendo in una famiglia non religiosa, all’età di dodici anni chide di essere battezzato come cattolico romano. Lo si comprende ancora meglio quando si viene a conoscenza che ha frequentato l’ultimo anno della scuola superiore a Parigi proprio per allontanarlo,invano, da quella che poi sarebbe diventata la mamma moglie, Brigitte Auziere. Si plasma all’università di Parigi-Nanterre,all’istituto studi politici (scienze politiche) ed alla Scuola Nazionale di Amministrazione (ENA). Terminato il percorso formativo entra a far parte del Corpo Interministeriale di Ispezione Generale delle Finanze (IGF). Un percorso nel quale si può vedere la mano della moglie/mamma Brigitte. Corre l’anno 2007 quando la sua vita professionale si incanala verso la politica, quella che conta.Viene nominato relatore per la Commissione per la Liberalizzazione e la Crescita Francese, la cosiddetta “Commissione Attali” e nel Marzo 2010 ne diverrà membro per decreto. A Settembre 2008 trova impiego presso la banca Rothschild & CIE nella quale a fine anno 2010 viene promosso associato e contestualmente viene nominato a dirigere una delle più importanti negoziazioni dell’anno. Questa transazione valutata 11,9 miliardi di euro gli permetterà di diventare milionario. Una carriera costruita a tavolino dove ancora una volta si vede la mano della sposa/mamma e di amicizie influenti. La preparazione, se non guidata, da sola non può bastare. Veloce a saltare sul carro del possibile vincitore, un lampo nello scendeci in corsa. Milita nel Movimento Dei Cittadini (MDC) per circa due anni. Al primo turno delle elezioni presidenziali del 2002 vota per Jean-Pierre Chevenent, guarda caso fondatore del Movimento Dei Cittadini, guarda caso anche lui confluito nel Partito Socialista. Al secondo turno vota Lionel Jospin, ma anche in questo caso vede perdere il mentore di turno. Decide che è meglio prendersi una vacanza e cambiare aria nell’attesa di una successiva occasione che puntualmente arriverà con Francois Hollande. Questo giovane vecchio coronerà il suo sogno di politico opportunista nel 2006 che a ben vedere lo porterà proprio a quegl’incarichi , a quella promozione con la transazione milionaria. Come ho scritto in precedenza nulla accade per caso. Nell’attesa il giovane vecchio Macron si agita molto tra Segonele Royal e Francois Bayrou ma la sconfitta unita alla vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali del 2007 lo convincono che la sinistra, per il momento, non è per lui. Un giovane e ambizioso cerchiobottista che in quest’ottica sostiene Hollande a partire dal 2010. E’ quello un periodo dove gira come una trottola ambiziosa alla ricerca del gratta e vinci fortunato. cosa che accade nel 2011 quando sostiene Hollande alle primarie socialiste che lo porterà a far parte di un gruppo di influenti economisti. L’agognata visibilità di alto rango. Dal 2012 al 2014 è stato Vice Segretario Generale con Hollande, un ruolo di prestigio nel personale del presidente. Macron passa all’incasso con Hollande e dal 2014 al 2016 diviene ministro dell’economia nel secondo governo Valls nel quale produce provvedimenti favorevoli alle imprese anche grazie allo stesso Valls ed alle sue pressioni suiparlamentari di maggioranza. Nell’Aprile 2016, con la creazione del movimento politico “En Marchè!” annuncia la propria candidatura alle presidenziali dello stesso anno. Il responsabile delle comunicazioni di Macron comunica che il candidato ha ricevuto 3,7 milioni di euro di donazioni, ovvero due volte quelle ricevute da Francois Fillon e tre volte quelle di Alain Juppè . Altro che candidato indipendente. Macron haottenuto l’appoggio di Angela Merkel, Obama, il presidente della Commissione Europea Junker, il presidente del Parlamento Europeo Tajani, il presidente del Consiglio Europeo Tusk, la rappresentante della politica estera della UE Mogherini, sino ad arrivare al presidente degli USA Trump riporto compreso. Macron per anni ha rincorso Hollande, prima da candidato e poi da presidente della repubblica  francese, eppure si è definito “ne di destra ne di sinistra” , oppure ha detto ” l’onestà  mi costringe a dire che non sono un socialista” , sino ad usare il termine “liberale” . Quello di cui siamo certi è che ha sostenuto i trattati CETA e TTIP e che ritiene che “non debbano ricevere l’approvazione dei parlamenti nazionali perchè coinvolge la UE” . Macron, un’uomo buono per tutte le stagioni.

Aldo A.

14 commenti su “Macrom il vecchio.”

  1. Macron il vecchio inizia a ripagare coloro che lo hanno messeo nelle condizioni di vincere, la Germania e quei stati satelliti che gridando al lupo contro La Le Pen che paventando rischi e ritorsioni hanno convinto a votare il socialista divenuto prima indipendente e poi liberale, Macron. E cosa fa il vecchio nuovo presidente francese? Mette il ministero della Difesa alla Goulard, la più accanita francese contro la sovranità nazionale e teorica dell’esercito unico europeo. Come dare le chiavi di casa a coloro che per ben due volte gli avevano sfondato la porta di casa occupandola ed uccidendo una bella percentuale di famigliari. Macron è solo all’inizio. Con renzi-no a noi andrà anche peggio. La troika ci prenderà la residenza al Quirinale.

  2. L’ “amico” Macron, il “nuovo” vecchio alla nascita si dimostra per quello che è affermando che l’Itaglia che raglia deve fare i compiti dati dati da Bruxelles, dati dalla culona di Germania, che poi è la stessa identica cosa. Macron, il bambino nato centenario, però dimentica che il debito francese è dall’anno finanziario precedente al 99% e sale rapidamente, anche più del rischio (certezza?) attentati. Naturalmente nella Ue,e tra gli stati “amici” TUTTI si sentono in diritto di imporci il LORO pensiero, cosa che peraltro sta gia accadendo con L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINO CON IL RITIRO SICURO NEL MEDITERRANEO. Ora poi che LA BADANTE UCRAINA SI E’LASCIATO SCAPPARE DALLA VILLA QUELLO CHE UNA VOLTA ERA IL CAV ED ORA RIN TIN TIN, ED E’ PER QUESTO CHE LO VEDETE SU TUTTI I TG. E’ L’UNICO MODO PER FAR VINCERE IL PARTITO DEL DANARO. PIERO C’E’ MA VOI CI SIETE O CI FATE?

  3. Da Il Giornale di 4 ore fa:” Parigi, torna l’incubo terrore: spari davanti a Notre Dame
    L’aggressore ferito dopo che aveva minacciato alcuni passanti e quindi aggredito gli agenti. La polizia ha transennato l’area davanti alla basilica nell’Ile de la Citè e bloccato il quartiere”
    Mezzora fa da Il Giornale: ” La grande tela dei renziani
    per fare gli affari con Doha .Con l’ex premier le relazioni erano fitte e
    lo Stato arabo doveva entrare in Mps. Rapporti stretti anche con Intesa” ed inoltre :” Per alcuni osservatori l’interesse dei qatarini, peraltro mai confermato da Doha, era solo frutto dello «storytelling» renziano. Di certo, le strade fra Matteo e la famiglia dell’emiro Tamim al-Thani si sono incrociate di frequente. Come ha ricostruito di recente l’Espresso dedicando una copertina a ‘Matteo d’Arabia’. E ricordando lo shopping immobiliare fatto a Firenze dal piccolo Stato del Golfo.
    A cominciare dal Four Seasons, hotel a cinque stelle dove oggi Renzi occupa una stanza adibita a ufficio privato, acquistato da al-Thani quattro anni fa. Senza dimenticare la nuova rotta aperta di recente dalla Qatar Airways da e per Pisa, scalo controllato dalla società Tosca Aeroporti presieduta da Marco Carrai, il richelieu renziano. La «Qatar connection» sembra continuare anche con Renzi fuori da Palazzo Chigi: il 3 maggio La Stampa scriveva che per salvare l’Alitalia Matteo avrebbe chiesto aiuto all’amico al-Thani, già acquirente del 49% di Meridiana, con cui si scambia «frequenti sms». Le relazioni diplomatiche ufficiali con Doha sono però affidate a Pasquale Salzano, ex direttore degli Affari istituzionali dell’Eni, che in aprile è diventato il nuovo ambasciatore italiano in Qatar.”
    SE QUESTI DUE, CON LE DOVUTE PROPORZIONI DEI RUOLI , SONO IL NUOVO CHE “AVANZA ” CREDO CHE DEBBANO ESSERE GETTATI NEL CASSONETTO. L’UNICA DIFFERENZA,SOSTANZIALE, E’ CHE NOI SIAMO I PRIMI “IMPORTATORI” DI CLANDESTINI/MIGRANTI ED I PRIMI COME CAPITOLI DI SPESA, DIVERSI MILIARDI DI EURO L’ANNO, CHE ORAMAI CI STANNO PORTANDO ALLA BANCAROTTA. NOI, IN BUONA SOSTANZA, SIAMO I FRATELLI SCEMI DEL FRATELLONE SCEMO FRANCESE. QUALCOSA DI CUI VANTARSI.

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  4. “#Politica LA REGINA SOLE HA VINTO IN FRANCIA CON LARGO MARGINE,adesso i francesi toccheranno con mano,se son rose..nopecoroni.it”
    DOPO IL RE SOLE LA REGINA “sola” ? COMUNQUE SIA UNA PRESIDENZA IN COMODATO D’USO.

  5. IL VERO VINCITORE ALLE PRESIDENZIALI FRANCESI NON E’ STATO MACROM MA L’ASTENSIONISMO, CHI HA PREFERITO NON VOTARE PIUTTOSTO CHE VOTARE LA LE PEN O PEGGIO MACRON CON LA MOGLIE/MAMMA/BADANTE : 50,2%.

  6. La Francia di Macron il vecchio ci ha rispedito al mittente quella sporca dozzina di clandestini. L’Italia trattata ancor peggio della Grecia. Malta,resort per mafiosi e politici italiani che la usano come lavatrice, non deve essere disturbata. BLOCCO NAVALE IN ACQUE INTERNAZIONALI ANCHE CON L’USO DELLE ARMI E SEQUESTRO DELLE NAVI DELLE COSIDDETTE ONG CON MULTE MiLIONARIE.I CIE/CARA SOLO SU PICCOLE ISOLE PRESIDIATE DA ESERCITO CON L’ORDINE DI SPARARE IN CASO DI FUGA. GARANTIRE LORO SOLTANTO VITTO E ALLOGGIO IN ATTESA DELL’ESPULSIONE.

  7. E’ già iniziata la crisi coniugale tra il il giovane vecchio ed o francesi. Sarà a causa della vecchia giovane moglie? Alla fine la novità di Macron sta nell’avere la Badante più anziana del badato.

  8. Fincantieri ha il controllo degli omologhi francesi ma lo sposo bambino Macron vuole il controllo condiviso. Soltanto noi, con Prodi, abbiamo regalato ai transalpini interi segmenti della nostra economia.

  9. Macron fa gli interessi francesi . Esattamente come Prodi. Miei.cari italiani d.o.c. se volete qualcuno che curi i vostri dovete necessariamente dare fiducia e supportare PIERO ed i PECORONI. Ma svegliatevi !!!!

  10. Renzo-no su Fincantieri ha dimostrato di essere un vassallo della UE e caso specifico di Macron, lo sposo bambino e figlio illegittimo di Hollande. E normale per un normale stato che ci ti tiene ai propri interessi strategici cercare di difendere indifendibile, meno un’ex premier in quota Merkel come il pinocchio di Rignano,difenderlo a spada tratta. È evidente che all’ex premier stanno a cuore interessi che non sono quelli degl’italiani. Piero no.

  11. Macron non vuole che le aziende UE finiscano in mano “straniere” però poi non vuole accettare che l’italiana Fincantieri abbia acquisito all’asta la omologa francese. Il “liberista” Macron si alterna al “socialista” Macron secondo le convenienze francesi come il caso Telecom Italia/Tim in mano francese senza la maggioranza reale delle azioni e’ li a dimostrare. Macron come Renzi vive in un mondo incantato, il secondo senza la legittimazione elettorale. L’Italia? Dopo l’impero romano terra di conquista per chiunque, come cinesi ed indiani che si comprano aziende italiane con i money tranfert e la conseguente evasione fiscale. Con Fincantieri alla fine finirà come con la Telecom/Tim in mano francese. E basta vedere il caso Premium per renderci conto che il “sistema Italia” non esiste più, svenduto o spolpato dal duo Prodi/ De Benedetti Carlo e figli. Piero c’è ma noi abbiamo il coraggio per un vero cambiamento?

  12. I francesi con l’acquisizione di banche come BNL e relativi depositi si comprano segmenti importanti segmenti della nostra economia. Quindi noi stiamo finanziando la nostra morte celebrale, stiamo finanziando la nostra eliminazione. E questo sta accadendo per i governi che si sono succeduti negl’ultimi 40 anni e con una accelerazione negl’ultimi 20.

  13. I francesi e gli italiani al governo hanno detto che troveranno un’accordo sul 54% di Fincantieri nella STX francese.Lo stesso accordo trovato per Telecom Italia ora Tim che permette ai francesi di dettar legge con l’aiuto dei vassalli italiani con quote minoritarie come quella in possesso di qualcuno dalle parti di Arcore.

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