La lavatrice Malta

Malta in questi giorni è tornata alla ribalta   per ‘omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia ma quello che molti ignoravano, e continuano a farlo, era ed è il ruolo di  lavatrice finanziaria era ben conosciuto negl’ambienti finanziari. Ovviamente è enormemente  cresciuto da quando stati come il Lussemburgo sono entrati nella UE oppure come la Svizzera  hanno deciso più o meno liberamente di aprire i loro archivi. Correva l’anno 2014 quando in un documentario di Rai Storia svelava i meccanismi con i quali , dopo gli investimenti immobiliari, si era passati alla droga e quindi all’alta finanza dove riciclare gli enormi profitti generati da questo segmento della criminalità organizzata. Ospiti come il procuratore nazionale antimafia Filippo Spezia, il professore e criminologo Ernesto Savona  dell’Università Cattolica  sino ad arrivare al capo della squadra mobile di Roma Renato Cortese e Sonia Alfano sino al 2013 presidente della Commissione antimafia europea. Con quali risultati è dato immaginare se nel 2017 stiamo ancora parlando di Malta quale lavatrice economico e finanziaria dell’unione e dell’Italia. Correva l’anno 2015, e doveva essere veloce come il precedente, quando a metà settembre  venne pubblicata sul settimanale L’Espresso un ‘inchiesta sul gioco d’azzardo on line nell’isola di Malta dove  vi erano coperture politiche di altissimo livello. Un certo Mariolino Gennaro era partito da Reggio Calabria quale ex rapinatore al suo arrivo a Malta si era ritrovato ricco manager per un’attività che nulla aveva  di legale in Italia ma non per questo illegale per lo stato più a sud dell’unione. Malta ha una qualità molto interessante per chi non è delicato di stomaco: nessuno che si ponga domande scomode. Ed è per questa  qualità che sull’isola sono presenti  oltre 1.500 agenzie alle quali è bastato  fornire un computer, un apposito software non del tutto lecito ed il gioco è fatto per possedere una florida  e ramificata attività di scommesse dove riciclare i proventi della mafia comunque venga chiamata.   Lo stato italiano dorme pesante ed il suffisso .com dei siti rende extragiudiziale  l’attività. Certo basterebbe rendere lecita l’attività, anche con rigorosi controlli ma senza una folle tassazione per avere un’entrata nelle casse dello stato di una certa consistenza. Nell’attesa di un cambiamento in Italia  a Malta è possibile vedere questi giovani leoni alloggiare in lussuosi residence dove un’ appartamento può arrivare a costare due milioni di euro. Un via vai di magistrati della nostra procura antimafia il cui unico effetto è un’ulteriore baratro nelle casse dello stato, questa volta italiano. Ma le mafie possono vivere di sole scommesse online ? evidentemente no  se  nel maggio di quest’anno a causa di quanto accadeva  nel centro di accoglienza di Capo Rizzuto sono stati arrestati 68 affiliati alla ‘ndrangheta  tra i quali il parroco don Scordio che per i “servizi spirituali” nei primi 5 mesi di quest’anno ha ricevuto l’obolo di 132 mila euro nel mentre al clan degli Arena, in più riprese, sono entrati a vario titolo, l’esigua somma di 36 milioni di euro. Soldi nostri. E per tornare a Malta, e volendo concludere questa panoramica del marcio che vede Malta come epicentro ma l’Italia e la Calabria luogo di ispirazione, bisogna necessariamente parlare, scrivere di Daphne Caruana Galizia, blogger e giornalista, una delle protagoniste dell’inchiesta che aveva scoperchiato il marcio delle Panama Papers è stata assassinata a Malta con il collaudato metodo mafioso dell’auto saltata in aria. Nella sua inchiesta metteva in evidenza la corruzione dilagante nei piani alti della politica maltese tra i quali il primo ministro maltese Josef Muscat .Lei parlando di Malta la indicava come “ lo stato nel Mediterraneo che fa da base pirata per l’evasione fiscale europea”. Anche questo è l’Unione Europea, la BCE, il FMI. E’ di queste ore un’ulteriore svolta per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia. Ora la magistratura punta le indagini  verso la Libia, il petrolio e il riciclaggio di questi proventi nelle banche maltesi, in particolare la Pilatus Bank, su il cui nome si potrebbe fare facile ironia, verso la Ue e soprattutto la BCE, se non fosse che una giornalista coraggiosa ha finito col pagare  con la propria vita inconfessabili interessi  che vanno ben oltre le scommesse online ma puntano sul riciclaggio di esponenti di primissimo piano del governo azero nelle banche panamensi  per milioni di euro. Pochi giorni prima della morte la coraggiosa giornalista, nella sua sete di verità, era tornata a puntare la sua penna sui narcotrafficanti  e quindi sulle mafie che ne controllano i flussi. E qui torniamo sull’immigrazione clandestina attraverso la quale non passano soltanto esseri umani ma ben altre attività illegali. Ci vorrebbe in Italia una politica non collusa ed un governo che non tragga guadagno elettorale da quelle attività che di pulito hanno soltanto la scintillante vetrina mediatica.

 

Aldo A.

3 commenti su “La lavatrice Malta”

  1. Che dire?Se si girava dall’altra parte sarebbe ancora viva.A volte passare alla cronaca rosa è sempre meglio che non sguazzare nelle acque turbolenti e fangose di quella nera….Di giri poco chiari a Malta ce ne sono parecchi.Del resto la Sicilia è assai vicina all’Isola.

    1. Mauro e’ anche vero che tutto questo accadeva ed accade perché troviamo più conveniente girare la testa dall’altra parte.

  2. Da L’espresso a proposito di Malta e del traffico di carburante che vede Malta e le mafie italiane in prima linea: ” Benzina, gasolio o più raramente petrolio. Caricati nottetempo su imbarcazioni che non superano le 40mila tonnellate di stazza. Arrivano illegalmente dalle raffinerie libiche fino in Italia, al termine di un viaggio rocambolesco attraverso il Mediterraneo e dopo una triangolazione con Malta. La loro porta d’ingresso nel nostro Paese è la Sicilia e poi, dall’isola, questi prodotti sono immessi nel circuito nazionale dei carburanti, contribuendo a destabilizzare un mercato che già subisce la concorrenza sleale dei trader che importano gasolio dai Paesi dell’Est, evadendo l’Iva e rivendendolo con forti sconti. A gestire il contrabbando, sviluppatosi parallelamente ai traffici di esseri umani, armi e droga, sono gruppi armati e reti criminali che scorrazzano nella costa a Ovest di Tripoli.”
    E POI QUANDO NON HANNO I SOLDI PER LE LORO INDENNITA’ DA PIZZO MAFIOSO AUMENTANO LE ACCISE,L’IVA E LE TASSE. NEL MENTRE IL TEPPISTELLO DI RIGNANO GIRA L’ITALIA IN TRENO NEL TENTATIVO PORTARE A COMPIMENTO IL GOLPE POLITICO-ECONOMICO CHE TANTO DESIDERA LA MERKEL CHE ORA SEMBRA PIACERE AL CAVALIERE MASCARATO !!!

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