I finanziatori di Renzi

La Fondazione Open  di Renzi nacque  nel 2014 ma prima ancora, nel 2012, anno di fondazione, era conosciuta  come la  Fondazione Big Bang. Un momento fondamentale per comprendere meglio quello che poi sarà la gestione della fondazione, e quindi delle scelte politiche ed economiche cerchio magico di Renzi con Maria Elena Boschi, Luca Lotti e Marco Carrai. Tutti con incarichi formalmente a titolo gratuito. La data da segnare sul calendario è quella del 20 giugno 2015, giorno in cui si mostra al mondo della politica e dell’economia, e quindi al mondo produttivo a cui il PD è strettamente collegato dal suo cordone  come la mamma prima e dopo il parto. Risulta interessante il dato della somma raccolta, circa 1 milione e 184 mila euro. Circa 300 mila euro di più del 2014, anno in cui non vi erano state campagne elettorali. C’è da tener conto che la crisi economica già mordeva le aziende come le famiglie e la voglia spendere o donare era sempre  meno evidente. I donatori  nel 2014 sono stati complessivamente 204  di cui 165  persone fisiche  con 595 mila euro e 40 persone giuridiche con 569 mila euro. Somma importante che permise di azzerare i debiti degl’anni precedenti della fondazione. Sono da segnalare  i 19 mila euro della Paypal di Soros, la stessa che in questo  periodo blocca e non eroga le vostre donazioni  a Generazione Identitaria. La stessa che ostacola gli sbarchi dei clandestini. E’ poi doveroso mettere in evidenza che della fondazione Open si conoscono meno del 50% dei finanziatori, un dato certo non esaltante per chi afferma a parole di voler cambiare l’Italia se non il mondo ma non si conosce in quale direzione . Il 2014 è stato per Renzi l’anno della conquista del PD e di Palazzo Chigi  senza neppure la necessità dell’avvallo elettorale, grazie anche allo stile democratico del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A qualcuno verrebbe in mente il Duce ma questo adombrerebbe il ruolo di Napolitano che di dittature se ne intende. A titolo di esempio alcuni dei finanziatori che hanno portato Renzi alla segreteria del PD ed a Palazzo Chigi : Case di cura ed ospedali privati , Fondi di capitali argentini con interessi molteplici anche nel settore aeroportuale, la Bassilichi S.p.a. che lavorava e lavora nella pubblica amministrazione, particolarmente in quella toscana. Ed infine quale botto finale la British American Tobacco, seconda società  di produzione di sigarette al mondo,  con 100mila euro. Quest’ultima, i casi della vita, nel 2004 si aggiudicò l’acquisizione  dell’Ente Tabacchi Italiani dopo la sua privatizzazione. Anche questo  fu un caso? E poi i 50 mila euro di Davide Serra che vanno ad aggiungersi ai  175mila versati insieme alla consorte. E poi le cene a mille euro a persona con la lista mai resa pubblica forse per evitare qualche possibile imbarazzo. Nello stesso periodo Ferruccio De Bortoli, direttore uscente del Corriere della sera,  in un editoriale scriveva di Renzi come di uno in odore di massoneria, e del patto concluso con Berlusconi , anche lui in odore di massoneria per i rapporti stretti con Licio Gelli, di cui possiamo vederne gli effetti con la stampella di Alfano, Lorenzin, Verdini ed altri che ancora oggi reggono in piedi il governo in mano al PD e voluto da Re Giorgio Napolitano e confermato con  una sola variazioni di sostanza dal presidente (?) Mattarella e per manifesta incompetenza  e conflitto di interessi di Alfano e famiglia. E c’è da sottolineare l’abnorme numero di incarichi accumulati in quel periodo e successivamente da Carrai, compreso il ruolo di collegamento con l’Opus Dei .  E qui viene a mente il comportamento passivo se non sodale con l’invasione dei clandestini/migranti, la cittadinanza per diritto di nascita e tutto quello che vi ruota attorno. Il modo di porgersi di Renzi, studiato a tavolino, uno statunitense della cintura fiorentina, è stato studiato a tavolino dal Carrai e da chi questi rappresenti.  Gli USA di Obama sono il suo riferimento. Continuando a parlare del Carrai, lo spirito guida di Renzi come direbbero gli indiani d’America, e dell’abnorme numero di cariche ricoperte  che vanno da quella di consigliere dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che  sino pochi anni   fa controllava l’omonima cassa di risparmio e di cui tra non molto scomparirà il logo ma non certo il patrimonio della fondazione stessa. E continuando a parlare di banche e di cassaforte  dobbiamo scrivere del Credito Cooperativo di Impruneta e del Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino dove riveste o rivestiva un ruolo di certo non secondario. E vogliamo parlare del Carrai nominato dal sindaco di Firenze Renzi quale amministratore della Firenze Parcheggi  Spa contestualmente a certi lavori nella villa di Pontassieve? Nonché amico di Marco Bernabé, figlio del più importante  Franco, in predicato di diventare ministro dell’Economia al posto di Padoan, uomo della Coop o del socialista Chicco Testa di Enel? Particolarmente interessante è la partecipazione dell’onnipresente Carrai  nel consiglio di sorveglianza della lussemburghese Wadi Ventures SCA , omonima del fondo israeliano Wadi Ventures  di cui è socio un veterano   dell’unità spionistica israeliana 8200, un qualcosa di simile alla NSA statunitense? Ed ancora, quanti di voi sono a conoscenza  che il Carrai è amico di Matt Browne, stretto collaboratore di Tony Blair e di Obama? Ed ancora quanti di voi sono a conoscenza del fatto che vi sono notizie  del fatto che Matteo Renzi sia affiliato alla massoneria e con lui non meno di altri 4-5mila iscritti al PD? E vogliamo scrivere anche di Davide Serra, fondatore e amministratore delegato del fondo di investimento Algebris   dal quale Matteo Renzi, in corsa per le primarie ebbe 10 milioni di euro?  Per renderci conto del peso specifico del Carrai e della sua influenza  nel mondo che conta, di quel mondo che decide  di che morte dobbiamo morire, dobbiamo necessariamente conoscere gli invitati. Il testimone dello sposo  è Matteo Renzi. La splendida cornice è la Chiesa di San Miniato a Monte che sovrasta maestosa Piazzale Michelangelo. Tra gli invitati  sono presenti in un rapido elenco : Carlo Cimbri (A.D. UnipolSai ) , Fabrizio Viola (A.D. Monte dei Paschi di Siena) , Gian Maria Gros Pietro (presidente del consiglio di Intesa Sanpaolo), Lorenzo Bini Smaghi  (presidente Snam ed ex membro BCE) , Paolo Fresco (ex A,D, Fiat ), Marco Morelli (ex banchiere MPS,JP Morgan ed Intesa ed oggi ai vertici di Bofa Merrill Lynch Italia) e tantissimi altri, italiani e stranieri ma tutti influenti nei loro diversi settori. Ovviamente non potevano mancare uomini come Paolo Mieli ed Oscar Farinetti, quest’ultimo uno dei finanziatori della prima ora di Matteo Renzi nella ascesa da presidente della provincia di Firenze, del comune di Firenze ed infine a Palazzo Chigi. Un’ appunto  per renderci conto di chi è Renzi, quello del referendum capestro dell’Italia: si fingeva amico di Putin e nel frattempo finanziava la campagna elettorale di Hillary Clinton. Ma torniamo a scrivere di Renzi e di come lui ed altri “politici”  vedono il loro ruolo pubblico per fini personali. Una di queste situazioni sono quelle del crac di Banca Etruria e dei debiti di questa e delle  altre banche di area tendente al rosso sangue degl’italiani. Renzi ad oggi non ricopre nessun ruolo politico nel governo dello stato o di un’ ente dello stesso eppure il suo programma politico ed economico procede ancor più veloce, particolarmente nell’alta velocità  ferroviaria con un tunnel dai costi economici ed ambientali altissimi, con palazzi edificati nei pressi del percorso la cui stabilità è a rischio. E’ riuscito con un provvedimento governativo del suo muppet Gentiloni a derubricare da rifiuti speciali a semplice rifiuto da pattumiera terre provenienti dai scavi dell’alta velocità dove vi sono sostanze tossiche e pericolose per la salute. E vogliamo parlare a quali società e con quali provvedimenti legislativi sono stati commissionati. L’alta velocità nata in Francia dove è stata progettata  per scali tra loro distanti almeno 3-400 km. L’Italia può ancora permettersi sprechi o regalie?

 

 

Aldo A.

6 pensieri su “I finanziatori di Renzi”

  1. Dopo il governo del Partito del danaro anche il T.A.R. di fatto secreta l’elenco di debitori miliardari del MPS tra i quali c’è il debito multimiliardario di tessera n. 1 De Benedetti Carlo e famiglia. Quando si parla di magistratura. “democratica” si intende uguale per tutti o del partito. “democratico” ?

  2. Renzi si è comprata una palazzina in via Della Mattonaia a Firenze,zona a due passi dal Duomo di Firenze ed abbastanza vicina a quella del Carrai che lo stesso aveva dato in uso gratuito a Renzi sindaco di Firenze.Secondo voi senza nulla in cambio? Italiani Piero vuole ridare dignità all’Italia ed al suo popolo ma voi popolo di pecoroni sino a che punto siete disposti a scendere prima di rialzare la testa e prendere pala e piccone?

  3. Bini Smaghi,ex BCE ed amico del Carrai che ha lanciato Renzi nella politica che conta dove un seggio in Parlamento ad un amico non si nega mai, e’ tornato a traghettare la Banca Chianti verso il porto sicuro,quello del credito cooperativo dove a rischiare la galera sono i correntisti truffati e non i banchieri che li hanno usati come bancomat a loro insaputa. Ora che Renzi si è comprato la palazzina in via Della Mattonaia a Firenze dovranno trovare qualche altro correntista esperto di finanza a propria insaputa.Nel frattempo gli ex obbligazionisti di 70 anni ed oltre delle banche del credito cooperativo saranno felici di essere attenzionati dalle forze dell’ordine, neanche fossero il babbo di Remzi.

  4. Renzi da presidente del governo ha più volte sottolineato durante e dopo di aver lasciato la presidenza del consiglio un’Italia in crescita. Il suo sostituto e muppet personale Gentiloni ha più volte sottolineato che l’Italia era tornata a crescere e che davanti a noi Italia ci saranno giorni di crescita. Ecofin li ha rimessi con i piedi in terra comunicando che siamo penultimi davanti alla sola Grecia con una crescita dello 0,1% . Evidentemente questo governo vede come obiettivo della vita una crescita da prefisso di Milano. Ora si che possiamo morire invasi e soddisfatti!!

  5. Il ministro di grazia e giustizia Orlando alle prossime elezioni politiche vuole da Renzi-no un collegio blindato (sicuro) e per questo si appresta a produrre un provvedimento ad hoc per il padre di Renzi-no. Male che vada daranno loro una stanza doppia con vista su Sollicciano (FI).

  6. Gentiloni fantozzianamente tira la volata a Renzi con un DPEF che inizia con un “c’era una volta..” , l’ennesimo,che ha portato l’Italia nelle mani di squali di cui Renzi, attraverso Carrai, e’ prestanome. E’ questo quello che veramente per voi ed i vostri figli? Parrebbe di si.

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