Il Parlamento della Rai

Ai bei tempi andati, in politica e nel Parlamento bisognava parlare, esporre un qualsivoglia argomento, anche il più banale, perché la visibilità dava notorietà e con essa l’invito alle tribune politiche, alle tavole rotonde che poi tonde non erano. C’era la necessità di dover convincere il cittadino elettore che eri l’uomo/donna giusto dove mettere la “x” sulla scheda elettorale. E questo accadeva spesso perché c’erano le elezioni balneari e quelle della settimana bianca. Ma tutte non duravano abbastanza per essere riconosciuti dai più. Certo c’erano gli Andreotti, i Berlinguer, i Forlani ed i Craxi come gli Almirante, ma in tanti non venivano ricordati semplicemente perché la matrigna Rai non li invitava. E qui entrava in gioco la cara pubblicità elettorale, dove per soldi o per una promessa di lavoro diventavi il loro pony express , l’organizzatore di incontri elettorali condominiali ,con bibite e pasticcini neanche fossimo ad un battesimo. Eravamo nel giurassico elettorale. La RAI a quei tempi, e sino al 1969, aveva un solo canale televisivo, quello di Rai 1, saldamente nelle mani della DC. Poi vennero i tempi del pentapartito, con il sistema elettorale proporzionale lo scudo crociato da solo non avrebbe potuto più governare. E con i pentapartito, DC più partiti laici (PSI,PSDI,PRI e PLI)era nata Rai 2. In Parlamento i dibattiti erano accesi quanto prolissi, il confronto dialettico abbastanza lungo da essere ripreso da mamma Rai ma non troppo da rovinare l’appetito alla buvette , dove i nostri degni rappresentanti furono i precursori dell’esproprio proletario. In pratica si pagava alla cassa un cornetto su due. In Rai i giornalisti andavano al lavoro in taxi pagato dall’azienda di Viale Mazzini, i cittadini erano tutti presi dai frequenti aumenti stipendiali , ma solo se dipendenti pubblici. Le colonie estive erano ancora stranamente piene di bambini italiani. Con gli anni’70 arrivò in Italia la contestazione studentesca e con essa il terrorismo che della contestazione si nutriva. Il PCI entrò a pieno titolo nel governo. Era nato il compromesso storico e con esso Rai 3. Benigni iniziava a lavorare nel nascente terzo canale RAI, con un programma che, seppur divulgativo, non declamava ancora ne la Divina Commedia ,ne la Carta Costituzionale. Era nato un programma innovativo,” La Stalla”, dove in pratica il comico era circondato da prosperose fanciulle abbondantemente scoperte ed in ammiccanti comportamenti. La cultura di sinistra, che era molto cul e poco tura era nata. L’era del “Drive in” era da lì a poco a nascere. Le giornate a quel tempo , per la politica, volgevano sempre al bel tempo con brevi temporali giudiziari che duravano il tempo necessario per essere insabbiati dai media come dalle procure. Il compromesso storico dava la stabilità e l’inflazione, ma tutti o quasi sorridevano festanti. Erano maturi i tempi del giornalismo del compromesso, era nato, giornalisticamente parlando, Bruno Vespa. Quello di Porta a Porta di RAI 1 ,dove i potenti trovavano lo scendiletto fattosi uomo.
Improvvisamente una tempesta oscurò il cielo. Saette e fulmini lo dominavano e con esso il Parlamento e le aule giudiziarie. I giornalisti RAI, come tanti Savonarola colpirono duramente i politici, ma non tutti. Quelli del PCI, unti non dal Signore ma dalla signora magistratura, prossima Democratica , ebbero l’estrema unzione ma un miracolo, detto il miracolo di Milano, li salvò dalla morte certa. Era il 1993. La Rai, in quel periodo ebbe un momento di amnesia, ed in molti si aggiravano chiedendosi “chi sono? “ e “dove vado? “ . Ma poi tutti o quasi si ritrovarono nel PD , e per festeggiare fecero della RAI il loro primo esproprio proletario. Ma di lusso , da bravi membri del P.D. ,che per alcuni nostalgici sta per “Partito Democratico” ,mentre per i più, in particolare l’amico svizzero, sta a significare” Partito del Danaro” , quello suo.
Da quel giorno nulla fu come prima, ed i governi nazionali o locali ,furono decisi non dal popolo peraltro bue ma dalle aule giudiziarie. Ma anche Dio può avere un’ attimo di distrazione, forse anche due o tre, oppure un bergamasco venuto dal sud aveva letto male le indicazioni sul farmaco ricostituente .Sta di fatto che un milanese sulla via di Arcore divenne capo della chiesa di Palazzo Chigi ma poi anche lui ebbe morte e resurrezione, ma non essendo un santo fu solamente politica e ,seppur breve ,accadde più volte. L’ultima per mano teutonica. La Rai nel frattempo moltiplicò i canali e poltrone sulla via di Rignano ed i cieli si oscurarono più volte sulla via di Roma ma mai portarono la pioggia purificatrice delle elezioni perché i tempi non erano forieri della buona novella.
Gli italiani nel frattempo cercavano di mettere insieme il pranzo con la cena ma spesso dovevano tendere la mano davanti all’uscio dei centri di accoglienza e ritiro spirituale per clandestini ma con scarsi risultati perché scacciati. Essendo italiani non erano né abbastanza poveri e non abbastanza neri per essere meritevoli di aiuto. Il Parlamento contestualmente discuteva sulla proposta del governo di dare la cittadinanza ai stranieri purché musulmani, neri e rigorosamente clandestini. Il Papa benediceva il tutto da piazza San Pietro in diretta RAI
Aldo A.

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